Mini Schengen c'è da sempre: ora l'hanno sdoganata

La mini Schengen è una non novità: i Paesi dell'Europa ricca ci hanno sempre rifilato l'onere dell'accoglienza dei migranti senza troppe cerimonie. Ora, con la scusa del terrorismo, ci chiudono la porta in faccia

La richiesta di una "mini-Schengen" ristretta solo a Benelux, Germania e Austria rimane ancora da confermare. Il terremoto politico che ha saputo suscitare, però, ha indotto la Commissione Europea a una smentita che ha il sapore della conferma: "Per il momento non c'è alcuna richiesta ufficiale", spiega la portavoce della Commissione Ue con delega agli Affari interni.

Peccato che la mini Schengen esista da tempo, istituzionalizzata dal trattato di Dublino che relega ai Paesi con frontiere esterne all'Unione l'onere dell'accoglienza. Avevamo documentato come Francia e Austria rimandassero in Italia i migranti transitanti dal nostro Paese e diretti verso il nord Europa.

A fine agosto, sulla spinta emotiva dell'emergenza, Angela Merkel aveva spalancato le porte della Germania con una boutade dal sapore teatrale: "accogliamo tutti". Nemmeno due settimane e i tedeschi le si rivoltavano contro, chiedendo a gran voce la chiusura dei confini. Altrettanto facevano gli austriaci e gli svedesi, mentre Slovenia, Bulgaria e Ungheria iniziavano a costruire i muri alla frontiera. Già a metà ottobre i migranti respinti dalla Germania venivano rispediti in Italia senza tante cerimonie.

Ora, dopo gli attentati di Parigi, l'Europa più ricca ha afferrato la palla al balzo approfittandone per chiedere ad alta voce quello che aveva sempre sognato di nascosto: la creazione di un'Europa a due velocità. Libera circolazione riservata ai "benestanti" da un lato, Italia Grecia e Spagna - sempre ricattabili con gli antichi argomenti del mancato rispetto dei parametri economici - relegate nel purgatorio del Vecchio Continente dall'altro. Negli altri Paesi si potrà spostarsi liberamente, mentre l'Italia verrà relegata al ruolo di Stato-cuscinetto. Nel pieno dell'allarme terrorismo, la sicurezza altrui la garantiamo noi.

La mini Schengen è insomma il più classico dei segreti di Pulcinella: se venisse realizzata, i Paesi dell'Europa che viaggia in prima classe potranno fare alla luce del sole quello che avveniva in modo strisciante. Alla faccia di Matteo Renzi che poche settimane fa sbandierava - non sui fatti ma sulla fiducia - un "superamento del sistema di Dublino" ancora invisibile.

C'è infine una piccola nota storica: rispetto ai Paesi aderenti al Trattato di Roma del 1957, che istituiva la Cee, la "mini Schengen" registra un ingresso e un'uscita (tralasciamo la Francia che ora ha altri pensieri). Entra l'Austria ed esce l'Italia. Sessant'anni fa, pur sconfitti nella guerra, facevamo l'Europa con Benelux Francia e Germania. Sessant'anni dopo, ci limitiamo a prendere atto di quello che gli altri decidono per noi. A nostra insaputa.

@giovannimasini

Commenti

vince50_19

Gio, 19/11/2015 - 18:13

Con un p.d.c. del genere mi pare cosa ovvia!

Gurthang

Ven, 20/11/2015 - 02:38

Ottima cosa, ogni novità che destabilizza il regime eur(ope)ista è buona nuova.