Il mistero della materia oscura

L'invisibile esiste. Sono anni e anni che i fisici si interrogano su quello che manca. Quello che manca è la materia oscura

L'invisibile esiste. Sono anni e anni che i fisici si interrogano su quello che manca. Quello che manca è la materia oscura. E' quello che secondo i calcoli dovrebbe esserci ma non si vede. Non si vede perché non emette radiazioni elettromagnetiche. Eppure sappiamo che c'è, perché si "sentono" i suoi effetti gravitazionali. In pratica non è la massa che manca, ma la sua luce. La materia oscura costituisce circa il 23% dell'energia dell'Universo e circa l'85% della massa. Il 21 agosto 2006 la Nasa ha rilasciato un comunicato stampa secondo cui il telescopio Chandra avrebbe trovato prove dirette dell'esistenza della materia oscura nello scontro tra due ammassi di galassie. All'inizio del 2007 gli astronomi del Cosmic Evolution Survey e Hubble Space Telescope, utilizzando le informazioni ottenute dal telescopio Hubble e da strumenti a terra, hanno tracciato una mappa della materia oscura rilevando che questa permea l'universo; ove si trova materia visibile deve essere presente anche grande quantità di materia oscura, ma questa è presente anche in zone dove non si trova materia visibile.

Il 3 aprile 2013, gli scienziati della Nasa hanno riferito che una traccia di materia oscura potrebbe essere stata rilevata dalla Alpha Magnetic Spectrometer sulla Stazione Spaziale Internazionale. I primi risultati della "Space-borne Alpha Magnetic Spectrometer" evidenziano un eccesso di positroni ad alta energia nei raggi cosmici, per il quale una delle spiegazioni possibili è la presenza di materia oscura. E' la grande caccia di questi decenni. Dalle profondità dei laboratori sotterranei alla stazione orbitante al grande acceleratore di particelle LHC del CERN di Ginevra, sono migliaia gli scienziati all’opera. Ora l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare propone questa animazione per spiegare in pochi minuti che cosa sappiamo della materia oscura. Un mese fa un'alta scoperta. I ricercatori dell’Università della California hanno rilevato dati molto interessanti in relazione ad una galassia dal nome un po' strano: Segue 2. Questa piccolissima galassia (galassia nana, formata da circa un migliaio di stelle), situata vicino alla Via Lattea, non è una scoperta particolarmente recente: i primi avvistamenti risalgono, infatti, al 2009. Il problema è che non si conosceva con esattezza la natura. Inizialmente non era infatti chiaro se si trattasse di una galassia vera e propria, oppure di un ammasso stellare.