Morte di Davide Astori, chiesta l'archiviazione per il medico Stagno

Il professore di Cagliari era finito sul registro degli indagati insieme a un altro dottore, Giorgio Galanti, rinviato a giudizio e accusato di omicidio colposo

La procura di Firenze ha chiesto l'archhiviazione per il professor Francesco Stagno, il medico della medicina sportiva dell'ospedale di Cagliari indagato per omicidio colposo nelle indagini avviate dopo la morte del giovane capitano della Fiorentina, Davide Astori. Il calciatore era stato trovato morto il 4 marzo 2018 nella sua camera di albergo, a Udine, dove si trovava in trasferta con la squadra e dove perse la vita alla vigilia della partita Udinese-Fiorentina.

Stagno era finito sul registro degli indagati insieme al collega di Firenze, il professor Giorgio Galanti, per il quale, invece, è stato chiesto il rinvio a giudizio (l'udienza preliminare è fissata per il mese prossimo, il 22 ottobre). Il medico fiorentino, ex direttore della medicina sportiva dell'ospedale di Careggi, è infatti accusato di omicidio colposo.

Il pubblico ministero, Antonio Nastasi, ha separato le posizioni dei due dottori che, in momenti diversi, avevano certificato l'idoneità agonistica di Astori, prima nel Cagliari e poi nella Fiorentina. Per l'accusa, Astori perse la vita a causa della mancata diagnosi di una patologia, la cardiomiopatia aritmogena diventricolare, tale da impedirgli la carriera da calciatore. Secondo Nastasi sarebbero stati violati i protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico. In particolare, a Galanti la procura contesta il rilascio ad Astori di due diversi certificati di idoneità alla pratica del calcio, nel luglio 2016 e nel luglio 2017. Per l'accusa, i certificati vennero rilasciati nonostante fossero emerse, nelle rispettive prove da sforzo, aritmie cardiache che avrebbero dovuto indurre i medici a effettuare accertamenti diagnostici più approfonditi al fine di escludere una cardiopatia organica o una sindrome aritmogena.

Galanti è indagato anche nell'ambito dell'inchiesta bis, per falso materiale commesso da pubblico ufficiale in concorso con la dottoressa Loira Toncelli, medico dello stesso centro specialistico di medicina sportiva di Careggi. L'inchiesta, in quel caso, riguarda un certificato medico relativo a un esame, lo Strain, a cui, secondo l'accusa, il calciatore non sarebbe mai stato sottoposto. In questo filone è indaggato anche l'attuale direttore della medicina sportiva di Careggi, Pietro Amedeo Modesti, a cui viene contestata l'ipotesi di reato di soppressione, distruzione e occultamento di atti veri.

A questo punto, però, l'ultimo parere spetterà al giudice per le indagini preliminari. La famiglia del difensore, poi, potrebbe opporsi alla decisione dell'archiviazione.