Morto Angelo Agostini, giornalista e studioso di media

Da più di 20 anni si dedicava alla formazione dei giovani giornalisti nelle scuole riconosciute dall'Ordine. Insegnava allo Iulm di Milano

Aveva dedicato la sua vita al giornalismo e allo studio dei media, Angelo Agostini, 55 anni, morto la scorsa notte in una clinica del Trentino Alto Adige, la terra di cui era originario, dove si era ritirato a causa della malattia che lo aveva colpito. Era figlio di Piero Agostini, direttore dell’Adige alla fine degli anni ’80. Molto legato alla città di Bologna, Agostini viveva nell'adiacente comune di Sasso Marconi e insegnava "Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico" all'Università Iulm di Milano. Come studioso si era concentrato sul giornalismo e sui processi di costruzione dell’opinione pubblica, occupandosi del mestiere sia sotto il versante professionale (della formazione e delle pratiche), sia sotto quello scientifico. Come formatore, invece, operava da circa venti anni nelle scuole riconosciute dall’Ordine, per la formazione dei giovani giornalisti. Tra le altre cose dirigeva il  trimestrale “Problemi dell’informazione”, edito da Il Mulino, fondato e diretto da anni da Paolo Murialdi.

Per dieci anni, dall’inizio dei ’90, fu condirettore e poi direttore dell’Ifg (Istituto formazione al giornalismo, poi trasformato in Ssg) di Bologna e direttore del Corso di giornalismo della Svizzera italiana a Lugano. Fu anche vicepresidente e poi presidente della European Journalism Training Association, l’associazione europea delle scuole di giornalismo. Consulente della Presidenza del Consiglio per l’editoria tra il 1996 e il 1998, è stato dirigente della Federazione della stampa e membro di commissioni ministeriali per la riforma dell’Ordine dei giornalisti e per il riordino dei corsi di laurea in Scienze della comunicazione.

Aveva svolto attività di ricerca per la Rai, per numerosi enti scientifici e per alcune organizzazioni non governative. Si era impegnato anche in attività di ricerca scientifica e giornalistica nel campo delle nuove tecnologie, dei nuovi media e della multimedialità, lavorando come consulente di importanti gruppi editoriali italiani, enti di ricerca, enti pubblici e associazioni.