Belluno, muore per scambio di provette con omonimo: medici a processo

"Un medico mi disse che c'era stato uno scambio di prelievi e ho ritenuto di procedere alla segnalazione all'autorità giudiziaria"

Morire per uno scambio di provette. È successo al 76enne Alberto Giacobbi, storico cadorino, presidente dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano. L'uomo è stato ricoverato per una lombosciatalgia, ma pochi giorni dopo è morto in ospedale.

"Venne parcheggiato in quel reparto e sedato, ebbi il brutto presagio", ha denunciato la figlia del 76enne. I familiari hanno chiesto giustizia e ora a processo ci sono 4 medici dell’ospedale di Pieve di Cadore, in provincia di Belluno. In aula, il direttore medico dell'allora Usl 1, Raffaele Zanella, ha raccontato: "Un medico mi disse che c’era stato uno scambio di prelievi e ho ritenuto di procedere alla segnalazione all'autorità giudiziaria".

Giacobbi è morto il 9 maggio 2014 nel reparto di Medicina dove era stato ricoverato 15 aprile. Le sue condizioni si sono gradualmente aggravate: due embolie e un infarto, fino alla morte, causata probabilmente dalle cure errate, per lo scambio di provette di sangue tra l'uomo e un suo omonimo. "Mio padre è morto per emorragia cerebrale - ha dichiarato la figlia - indotta dalle terapie anticoagulanti effettuate con un erroneo dosaggio".