"Musei Vaticani aperti al mondo. Subito la Cina"

Mano alla Cina, digitalizzazione e Musei 2.0, ticket on line e salta-code. Le linee guida dei Musei Vaticani, presi in carico dalla nuova direttrice Barbara Jatta, puntano su questi filoni, con obiettivi ambiziosi, come quello di arrivare a un sito internet che comprenda un catalogo completo delle opere in versione digitale, e una maggiore collaborazione con i tour operator e le guide turistiche per favorire percorsi alternativi. Classe 1962, romana, Barbara Jatta si trova davanti sfide non facili, alla guida del terzo museo più visitato al mondo.

Quali sono i prossimi impegni per i Musei vaticani?

«Abbiamo un paio di iniziative in Cina, con scambi molto fattivi con rappresentanti delle istituzioni museali cinesi. C'è un Museo etnologico con 80mila pezzi straordinari, anche cinesi, inviati a Pio XI che nel 1925 creò il museo. Il dialogo quindi va avanti. Il 15 maggio inaugureremo una mostra al Braccio Carlo Magno, in piazza San Pietro, in collaborazione con il Museo ebraico di Roma sulla Menorah, il candelabro tipico della religione ebraica».

I pilastri che intende seguire?

«Proseguire alla manutenzione e conservazione preventiva delle opere e puntare sui restauri con l'ufficio appositamente creato, sviluppare la comunicazione, e soprattutto portare i visitatori anche in altre parti dei Musei, straordinariamente belle. Non c'è solamente la Cappella Sistina, ma tantissime sezioni e opere eccezionali e poco conosciute. E su questo vogliamo lavorare, con i tour operator e con le guide, per una differenziazione dei flussi dei visitatori».

Come ha accolto la nomina del Papa a nuova direttrice dei Musei?

«Con gratitudine e un forte senso di responsabilità in un servizio davvero prezioso. Ho tanta voglia di dedicarmi a questa bellissima istituzione anche se so perfettamente che è un compito molto impegnativo e faticoso. Ma sono pronta».