"Soldi o pubblico video hard": così la rom ricattava il prete

La ragazza ha avuto una relazione con l'uomo, poi quando è finita ha pensato di estorcere del denato per non pubblicare le prove del rapporto

La donna, una rom di 27 anni, avrebbe chiesto 60mila euro al prete, un 70enne della periferia di Napoli, per non diffondere sul web foto e film dei loro incontri.

Come ricostruisce Il Resto del Carlino, i due si sono conosciuti a settembre. La donna ha chiesto aiuto all'uomo. Era in difficoltà: separata, senza un lavoro e con due figli a carico. Il parroco - come raccontanto dalla ragazza - le avrebbe dato del denaro a aiuto. Dopo il primo incontro ne sono seguiti degli altri. Poi regali, affetto e anche 15mila euro in dono.

Dopo diversi mesi la relazione si sarebbe interrotta a gennaio, quando il prete, stanco delle minacce, si è rivolto ai carabinieri. Così fingendo di cadere nel ricatto ha dato appuntamento alla romena. La donna però ha temuto ci fosse sotto qualcosa di sospetto non ha mai raggiunto il lugo dell'incontro. I carabieri però hanno comunque proceduto all'arresto, mentre la ragazza si preparava per partire per la Romania.


Commenti

ziobeppe1951

Mar, 02/02/2016 - 18:50

Sono da sempre convinto che non si diventa preti x vocazione ma x abusare di persone deboli o x intrallazzi di pecunia..oppure tutte due le cose

Ritratto di giangol

giangol

Mar, 02/02/2016 - 21:41

il clandestino capo vestito di bianco invece di romperci le palle con l'accoglienza dei negri, si preoccupi dei preti pedofili! schifosi maledetti.

joecivitanova

Mer, 03/02/2016 - 01:19

Cerchiamo di non essere ipocriti, per favore! Quanti preti ci saranno mai stati, nel corso della storia che, non essendo né asessuati, né impotenti, né omosessuali e né pedofili, nella loro vita sacerdotale, non abbiano mai avuto almeno qualche rapporto carnale con una prostituta più o meno giovane!? Poi, in genere, o non si sapeva, o si faceva finta di non sapere, purché la cosa fosse rimasta nei limiti di un decoro salvaguardato da tutti per comprensione delle umane debolezze che, non recando male ad alcuno, anche Dio poteva perdonare. G.