Narcotraffico, blitz di Cc e Guardia Civil: 14 arresti tra Italia e Spagna

Fermato un gruppo criminale che gestiva un traffico di droga per il Belpaese. Sequestrate dosi per sei milioni di euro

I carabinieri impegnati in un'operazione anti-droga

Narcotrafficanti sulla rotta Barcellona-Roma. Per “difendersi” avevano una mitraglietta israeliana, un fucile di grosso calibro, tre pistole e tante munizioni per fare una guerra. Stanotte il blitz dei carabinieri del nucleo operativo di Roma assieme alla Guardia Civil spagnola, da mesi sulla tracce di un feroce gruppo criminale in grado di importare nel Belpaese carichi da 300 chilogrammi di hashish.

Seicentomila dosi sequestrate, per un totale di sei milioni di euro, 16 persone arrestate fra le quali un broker venezuelano, N.R.J., 44 anni, soprannominato “el mechas”, il tinto, e un giovane romano, B.M. di 22 anni, raggiunti dai rispettivi ordini di cattura nella città di Palestrina, Roma.

A coordinare l’operazione “Teodosio” il pm della Dda, la Direzione distrettuale antimafia, Delia Cardia mentre gli uomini dell’Unità Antidroga e Criminalità Organizzata spagnola, EDOA, hanno messo le manette a 12 narcos attivi tra Murcia e Madrid, Spagna, su ordine del giudice istruttore di Cartagena.

Il gruppo, secondo gli inquirenti, operava tra la Spagna, Francia e Italia. Produttore per il rifornimento del “fumo” il Marocco. Nel maggio scorso il via alle intercettazioni e pedinamenti fra i vari paesi dell’Unione Europea, secondo le indagini portate avanti da carabinieri e polizia spagnola grazie all’Eurojust, l’organismo internazionale per il coordinamento delle azioni penali tra le magistrature degli stati membri dell’Unione Europea.

Secondo gli investigatori l’organizzazione spagnola era in grado di procurarsi dal Marocco quantitativi industriali di hashish. Trasportati via mare nella penisola iberica, venivano successivamente stoccati in Francia grazie a una struttura logistica a dir poco efficiente gestita da due cittadini marocchini. Da qui la droga veniva smistata nei diversi paesi europei, a seconda dei vari ordini ricevuti, seguendo la “classica” rotta di importazione dell’hashish.

Le accuse per tutti vanno dal traffico internazionale di sostanze stupefacenti alla detenzione di armi e munizioni da guerra. Secondo gli inquirenti, i primi mesi di quest’anno, proprio dalla Spagna, era stata avviata una trattativa tra il gruppo di Murcia con facoltosi compratori italiani attivi nella capitale e interessati all’acquisto di un notevole quantitativo di hashish da distribuire sulla “piazza” romana.

Nella capitale il gruppo criminale spagnolo poteva contare sull’opera di intermediazione del Mechas, che aveva il compito di individuare i potenziali clienti e organizzare le importazione di “roba” in Italia.

L’ultima operazione viene seguita passo passo dai militari italiani e da agenti spagnoli sotto copertura: “abbiamo così individuato i potenziali compratori italiani dello stupefacente” spiegano i carabinieri del comando provinciale di Roma.

Dopo settimane di appostamenti, il 26 maggio i carabinieri bloccano l’arrivo del carico di droga. “Siamo scattati esattamente nel momento in cui i due acquirenti romani stavano scaricando da un furgone lo stupefacente per poi nasconderlo in una casa di campagna, prima della distribuzione al dettaglio” aggiungono.

Durante l’irruzione nel casolare sono stati sequestrati quasi 3000 panetti da 100 grammi ciascuno e arrestate in flagranza di reato due persone, M.M. e L.C., 50 e 48 anni, i clienti. La merce, di ottima qualità quanto a principio attivo, sarebbe stata successivamente “tagliata” per aumentarne il valore di vendita. Il venezuelano, che stava già organizzando un nuovo business, è stato rinchiuso nel carcere romano di “Regina Coeli”, mentre il 22enne italiano è stato sottoposto agli arresti domiciliari.