Nardò, un murales in memoria di Renata Fonte

Si tratta dell'assessore alla cultura e alla pubblica istruzione assassinata nel 1984. Renata Fonte enne eletta nel 1982 nelle liste del PRI e uccisa con tre colpi di pistola mentre tornava a casa dal consiglio comunale due anni dopo

Il Comune di Nardó ha deciso di dedicare un murales a Renata Fonte, l’assessore alla cultura e alla pubblica istruzione di Nardò che venne assassinata nel 1984. Quest’opera sarà finanziata con risorse della Regione Puglia che ha stanziato ben 450mila euro da destinare in tre anni alla street art, per la rivalutazione di alcune zone periferiche. Renata Fonte, eletta nel 1982 nelle liste del PRI, fu uccisa con tre colpi di pistola mentre tornava a casa dal consiglio comunale. Una storia rimasta viva nei ricordi e nel cuore pulsante della cittadina pugliese. Per questo il sindaco, Pippi Mellone, in occasione dell'inaugurazione di altri murales, alla presenza del governatore della Puglia, Michele Emiliano, e delle figlie della Fonte, Viviana e Sabrina Matrangola, ha annunciato a chi sarà dedicato il prossimo disegno.

“La Regione - ha detto Michele Emiliano - sta recuperando questi quartieri periferici che pulsano di vita, ma che hanno ritardi e problemi. Con l’aiuto dei Comuni, come accade a Nardò, daremo nuova vita alle periferie pugliesi ed è un percorso che passa anche dalla street art, dai murales, da un tocco di colore in zone che non ne hanno. Complimenti a Nardò e al sindaco Mellone, è apprezzabilissima la sua volontà di dedicare un’opera a Renata Fonte, il cui esempio è sempre fonte di ispirazione per tutti noi”.
“Con l’approvazione entusiasta di Viviana e Sabrina - ha aggiunto il sindaco Pippi Mellone - faremo un murales anche per Renata, in un luogo e con un artista che decideremo. Come dimostrano questi murales in un’area dimenticata per decenni, la street art fa più bella la città”.

Il Comune di Nardò ha approvato un apposito regolamento sul tema, destinando diversi spazi della città alla creatività di graffitari, writers e street artist e, in generale, di tutti coloro che rendono disegni, murales e scritte sui muri vere e proprie espressioni artistiche. Il regolamento disciplina proprio le attività riguardanti il graffitismo e la street art in genere, la realizzazione di disegni, murales, scritte effettuati con qualunque tecnica grafica su spazi di proprietà del Comune di Nardò o messi a disposizione da soggetti privati o altri soggetti pubblici.



L’obiettivo è quello di riconoscere un fenomeno molto diffuso, soprattutto tra i giovani, “legalizzare” (nei modi e nelle misure previste) e incentivare quella che è una moderna espressione creativa e culturale e, infine, contrastare azioni e gesti di tipo vandalico. Naturalmente contribuendo a migliorare lo stato delle periferie e degli spazi urbani.

Il murales di via Marinai d’Italia sul prospetto laterale di un fabbricato condominiale rappresenta la complessa idea di rinascita, ispirata ai valori della terra, dell’ambiente e della sensibilità nei confronti dell’ecosistema. Si scorge un contesto in cui alcuni parallelepipedi di cemento, simboleggianti il cupo capitalismo e il potere economico, crollano e lasciano spazio a moderni Adamo ed Eva, che aprono il varco a loro volta a un mondo dove la natura finalmente ha lo spazio che merita. Un messaggio di sensibilizzazione rivolto a tutti, che responsabilizza nei riguardi degli imperativi di questa fase della nostra epoca in cui il mondo corre grossi rischi per gli attacchi all’ambiente e per gli effetti dei cambiamenti climatici.
Il murales di piazza 1° maggio riprende una poesia del poeta e “paesologo” Franco Armimio, tratta dal libro “Terracarne” (“Arrotolate le strade, le macchine, le case. Chiudete in un sacco tutta questa architettura, rimettiamo al loro posto gli alberi, gli animali, la poesia”). Il murales di via Bellini rappresenta una bambina di spalle che cammina in compagnia di due amici a quattro zampe, cioè un cane e un gatto. Una scelta ispirata dal bisogno di rivolgere un messaggio di amore ai giovanissimi che frequentano la scuola e anche ai loro genitori. La parete che ospita il murales, uno spazio sino a ieri grigio e dimenticato, è stato così riqualificato e conferisce nuovo decoro all’intero immobile. Ancora, nel murales di via XX Settembre è stata riprodotta una scena cult della storia del cinema e del film “Il Monello” con Charlie Chaplin.

Infine, come detto, a completare le opere sui muri della città, nei prossimi mesi sarà delineato il volto di Renata Fonte, la prima donna nel 1982 ad assumere la carica di assessore alla cultura e alla pubblica istruzione. Durante il suo mandato, al fine di difendere l'area di Porto Selvaggio (oggi nota meta turistica, ndr) dalla speculazione edilizia, promosse una modifica al piano regolatore; l'omicidio venne commesso pochi giorni prima dalla seduta nella quale si sarebbe decisa la modifica da lei proposta.

Le indagini inizialmente si concentrarono sul marito, separato dalla moglie e trasferito in Belgio per lavoro ma grazie anche alla testimonianza di due donne, vennero individuati gli esecutori materiali, Giuseppe Durante e Marcello My e gli intermediari, Mario Cesari e Pantaleo Sequestro, e soprattutto il mandante, Antonio Spagnolo, un collega di partito della vittima e che alle elezioni amministrative era risultato il primo dei non eletti. Le indagini non riuscirono però a ricostruire con certezza le motivazioni dell'omicidio.