Nasce il tribunale “Marco Pannella“

Il partito radicale battezza il “tribunale delle libertà Marco Pannella“, uno strumento a tutela dei più deboli che inizierà la propria attività occupandosi del terremoto dell’Italia centrale.

É un luogo di incontro e tutela dei diritti, uno strumento in difesa dei più deboli, contro soprusi e violenze. Nel giorno del compleanno di Marco Pannella, il 2 maggio, e a pochi giorni dalla ricorrenza della sua morte, il 19 maggio, il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito presenta il «Tribunale delle Libertà Marco Pannella». L’obiettivo? Affrontare con efficacia i drammatici problemi delle vecchie e nuove schiavitù che tormentano molta parte della popolazione in Italia e nel pianeta.L’idea di fondo è quella di mobilitare cittadini provenienti dal mondo giuridico, culturale, sociale e politico per difendere coloro che abbiano subito gravi violazioni nel loro diritto alla giustizia, alla dignità, alla conoscenza, al lavoro e alla vita. Il Tribunale sarà un luogo d’incontro aperto a tutti i cittadini, istituirà delle Corti di Giustizia formate da giuristi e rappresentanti del mondo della cultura, delle professioni e del volontariato per affrontare le grandi tematiche storiche del Partito radicale, quali la povertà, le guerre, le ingiustizie e le diverse forme di schiavitù. La prima fase dell’istituzione del Tribunale sarà dedicata alla selezione dei componenti e alla stesura di un piano operativo che dovrà affrontare i diversi aspetti organizzativi, scegliere i temi degli interventi, istituire le Corti di Giustizia, avviare le ricerche istruttorie, definire le modalità «processuali» e l’agenda.«Il regalo che ci fa Marco è che sono arrivate persone nuove che si sono iscritte e hanno avuto questa idea» spiega Maurizio Turco, coordinatore della presidenza del partito, a Radio Radicale. «Marco denunciò lo sterminio per fame come prodotto dell’ordine economico internazionale ed è questione oggi di grande attualità. Così come la questione del terremoto con un manuale per impedire che si ripetano certi errori o la questione dell’informazione pubblica e del diritto alla conoscenza negato alle persone. Di tutto questo e altro ragioneremo per dare sostanza a questo tribunale».