Nature contro il metodo Stamina: "Errato e copiato da vecchia ricerca"

La prestigiosa rivista scentifica: "Vannoni è psicologo trasformato in imprenditore medico. Ha copiato da una vecchia ricerca pubblicata nel 2003"

Il metodo Stamina proposto da Davide Vannoni è basato su dati errati e ricalca una ricerca pubblicata nel 2003 dal gruppo ucraino coordinato da Elena Schegelskaya, dell’università Kharkov.

A dirlo è la prestigiosa rivista scientifica Nature in un articolo dedicato alla vicenda, in cui definisce Vannoni "uno psicologo trasformato in imprenditore medico" e rileva come abbia avuto un grande seguito in Italia al punto da chiedere al ministero della Salute una sperimentazione clinica del metodo Stamina, per la quale è previsto un finanziamento di 3 milioni di euro. La rivista ripercorre poi la storia della richiesta del brevetto, presentata nel 2010 negli Stati Uniti e rileva che i dati sui quali si basava "erano stati duplicati da articoli pubblicati in precedenza e non attinenti".

"Non vedo niente di nuovo in quello che scrive Nature mentre sono davvero stupito dal commento di Pani dell’Aifa (citato da Nature nel suo articolo e nel quale critica il metodo, ndr) perché è nella commissione scientifica che deve sperimentare il metodo Stamina e questo è un fattore che il ministro deve prendere in seria considerazione", ha ribattuto il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, "Abbiamo sempre dichiarato che la radice del metodo Stamina è dei russi e questo è citato anche nella bibliografia della domanda di brevetto. Peraltro i russi hanno insegnato e lavorato con noi in Italia. Piuttosto è stato molto utile leggere le dichiarazioni di Pani per capire le sue reali intenzioni, perchè critica la sperimentazione e questo non fa onore all’Italia e all’Aifa".

Commenti
Ritratto di barbara.2000

barbara.2000

Mer, 03/07/2013 - 08:20

vorrei far presente che se non si fa una sperimentazione seria non si arriva a nulla . dire che una cosa è nata in unione sovietica ,cambia forse qualcosa ? per quello che mi risulta i così detti cervelloni italiani sanno fare un belin di niente , non li vuole nessuno , ora c'è un personaggio che vuole sperimentare , ebbene lo faccia , non sono medico ,ma da quello che vivo sulla mia pelle , trovo che in italia ci siano dei veti da cretini ignoranti .un tempo , mica tanto lontano , si sperimentava negli ospedali , poi sono arrivati gli imbecilli , e addio sperimentazione . mi scusi signor luca romano , ma è così

papeppe

Mer, 03/07/2013 - 09:59

Speriamo che questa sperimentazione sia fatta correttamente e cioè col solo scopo di verificare se il metodo funziona. Ho il sospetto però che vada a finire come la sperimentazione del metodo Di Bella. Gli esperti che devono stabilire se il metodo funziona dovrebbero essere i soli medici che normalmente seguono questi malati e che applicano sul paziente il protocollo. Medici ricercatori o medici di commissioni ministeriali possono facilmente avere un conflitto di interesse.

Mercurio_09

Mer, 03/07/2013 - 11:02

Non voglio entrare nel merito del metodo stamina, ma sul principio invocato da Davide Vannoni sì: prima di sparare "scariche di fucile ad altezza uomo" si abbia correttezza professionale e morale di fare una seria e libera (dalle mazzette delle case farmaceutiche) sperimentazione che ci dica se è un metodo efficace per tutte le patologie o solo per alcune, oppure non lo è. Credo che sia anche ciò che vuole Davide Vannoni e le Stamina Foundation.

Epikuros

Mer, 03/07/2013 - 14:15

Cara barbara.2000, negli ospedali, per fortuna, si fanno ancora sperimentazione e ricerca, quello che non si fa, almeno nei paesi civili, sono esperimenti umani. L'articolo é stringato, ma le parole importanti sono tutte lí: "dati errati" e "articoli non attinenti". Nessuno critica il metodo perché nato in Ucraina, anzi, il problema qui é che Vannoni cita i dati ucraini in modo errato. Nella sua richiesta di brevetto, Vannoni ha riutilizzato immagini pubblicate dagli Ucraini, attribuendole a condizioni sperimentali completamente diverse. Faccio presente che il famoso (o famigerato) brevetto, che Vannoni ha adottato fino ad ora come scusa principale per non dichiarare i dettagli tecnici del cosiddetto metodo Stamina, é stato rigettato l'anno scorso, proprio per mancanza di dettagli tecnici sufficienti nella richiesta! Vannoni avrebbe potuto aggiungere i dettagli e reinoltrare la richiesta di brevetto e non l'ha fatto. Cosí come non ha pubblicato dati sui pazienti giá trattati. I cretini, qui, sono da un lato quelli che hanno contribuito alla pressione mediatica e dall'altro quelli che al Ministero hanno ceduto a tale pressione, invece di seguire se non la scienza, almeno il buon senso!

Epikuros

Mer, 03/07/2013 - 15:15

Vedo solo ora i commenti dopo quello di barbara.2000. Su 4 persone, 3 (75%) credono che sia lecito lasciar sperimentare Vannoni ed esprimono, almeno indirettamente, simpatia verso di lui, perché esperti nazionali e internazionali gli danno contro. Se invece di Davide Vannoni, fosse stata Vanna Marchi a dire: "Ho un talismano che cura il cancro!", sarebbe ancora suo diritto fare una sperimentazione clinica, su esseri umani malati ed a carico dei contribuenti? Lo chiedo, perché scientificamente la posizione di Vannoni é la stessa...