Lo shopping diventa smart e il negozio si allea con il web

Le nuove frontiere dello shopping svelate a HOMI, il salone dedicato al Lifestyle in corso a Fiera Milano fino al 22 gennaio. Si entra in negozio per vedere, toccare, valutare la merce e si usa lo smartphone per avere informazioni in tempo reale sul prodotto che abbiamo davanti grazie a App e siti internet dedicati

Interattività “trasversale” fra servizi online e negozio fisico, così lo shopping che si trasforma con una evoluzione fino a pochi anni fa impensabile e stabilisce nuovi rapporti fra consumatore e negoziante. Si entra in negozio per vedere, toccare, valutare la merce a disposizione sugli scaffali e con l’altra si usa lo smartphone per ottenere informazioni in tempo reale sul prodotto che abbiamo davanti grazie ad App e siti internet dedicati.

E’ questa la nuova tendenza del retail che è emersa dal convegno Nuove esperienze di consumo per nuovi stili di vita che si è tenuto a HOMI, il Salone internazionale dedicato al Lifestyle, in corso a Fiera Milano fino al 22 gennaio. Tendenza che sembra smentire chi ritiene che il proliferare di iniziative di vendita online possa causare l’inaridimento dell’offerta nei negozi fisici, una concorrenza quella di internet che non va a svantaggio del punto vendita fisico. Niente fenomeni del tipo “video killed the radio star”, perché grazie alle nuove applicazioni smart sui device e ai nuovi stili di acquisto le città saranno ricche di negozi specializzati e dalla forte identità potenziata anche dal mondo virtuale, luoghi dove i consumatori globali stanno sempre più protagonisti consapevoli delle proprie scelte e dove il rapporto qualità prezzo dei prodotti e la qualità e quantità delle informazioni consultabili in tempo reale sarà il vero trend setter delle scelte di acquisto.

I consumatori infatti hanno sempre più fame di informazione su ciò che acquistano: vogliono sapere esattamente cosa stanno scegliendo e quali sono le migliori alternative per risparmiare. Sono sempre più smartphone shoppers, utenti che usano il proprio device (smartphone o tablet) per raccogliere informazioni online sui prodotti.

Secondo i dati presentati da Alessandro Zanotti, Travel & Retail BU Director di Google, rappresentano il 79% delle persone che posseggono un telefonino di ultima generazione. Questi utenti cercano punti vendita almeno una volta al mese (62%), o almeno una volta a settimana (17%). Del resto, il 90% dei possessori di uno smartphone, se ne serve per svolgere ricerche prima di avventurarsi tra le vie dello shopping o nei centri commerciali. Tra le informazioni più cercate: le istruzioni su come raggiungere il punto vendita (58%), gli orari di apertura (57%) e le informazioni utili per comparare modelli e per trovare offerte convenienti (44%). Tra loro, solo il 19% acquisterà un prodotto direttamente online. Questa nuova tipologia di clienti tecnologici continuerà a guardare lo smartphone anche quando sarà entrata in negozio. Anzi, sempre secondo i dati di Google, 1 cliente su 3 preferirà l’informazione online al commesso per reperire informazioni anche dentro al punto vendita.

Così, per andare incontro a questa nuova esigenza, l’accoglienza in negozio cambia e si fa ibrida, grazie anche a speciali touchscreen, totem o app dedicate a informare sulle promozioni e a illustrare le varietà dei prodotti, mentre il Wi-Fi gratuito per tutti i clienti incoraggia a usare il proprio smartphone senza problemi di rete e le nuove frontiere della realtà aumentata portano il prodotto a contatto virtuale con il cliente, e perfino con l’ambiente in cui dovrà essere collocato. L’acquisto, più che mai reale, avverrà dunque in uno spazio nuovo, sospeso tra digitale e fisico: il cross-channel, una dimensione ricca di opportunità sia per chi vende che per chi compra, analizzata durante il convegno di HOMI anche da Freedata Labs. Il cross channel non funziona solo nel senso di evoluzione dal fisico al digitale, ma anche viceversa.

Così se i negozi fisici si digitalizzano, quelli virtuali scoprono le tre dimensioni aprendo punti di vendita reali, come le librerie proposte rdi recenteda Amazon.com e da Made.com, la cui case history è stata analizzata da Marta Bulbarella, country manager Italia dell’azienda. Questa tendenza chiede dunque risposte da parte dei commercianti, impegnati a “farsi trovare” nel mondo virtuale per farsi apprezzare nel mondo reale. Come? Con “la conversazione l’anima del commercio” per trasformare - con nuove strategie di comunicazione - la frequentazione del punto vendita in una esperienza unica, ricca di suggestione e degna di essere raccontata e consigliata agli amici. Perché, se è soddisfatto, il cliente diventa protagonista attivo anche nella promozione del negozio: mostrando su Facebook gli ultimi acquisti o cinguettando su Twitter la soddisfazione per la positiva esperienza in questo o quel punto vendita.

L’evoluzione dello shopping come esperienza qualificante è un fenomeno diffuso, che sta interessando anche la grande distribuzione, come ha testimoniato Roberta Viviani, direttore commerciale non food di Coopitalia. Quando compriamo, valutiamo un prodotto come insieme di tanti aspetti: il consumatore premia, infatti, sempre di più, offerte non omologate, in grado di suscitare il suo interesse informato, ed è sempre più lontano dalla fascinazione dei vecchi messaggi pubblicitari.