Quel poligono di tiro dove si insegna a sparare: "Fredy ha fatto bene a reagire"

Sempre più italiani, per difendersi dai ladri e dalle aggressioni dentro le mura di casa, seguono lezioni di tiro al poligono per imparare a sparare

Sempre più italiani, per difendersi dai ladri e dalle aggressioni dentro le mura di casa, seguono lezioni di tiro al poligono per imparare a sparare. "Lo dico a tutti: quando vi mettete un'arma in casa, non avete risolto un problema, ne avete uno di più. È come comprarsi la Ferrari: benissimo, ma bisogna anche saperla guidare. Noi insegniamo alle persone a usare le armi, non ad abusarne. E, se le si usa, dev'essere l'extrema ratio" sono le parole – rilasciata a La Stampa, da Roberto Brogli, direttore di un poligono a Fiorano, a due passi da Sassuolo (in provincia di Modena, forte di ben 1.700 soci: "È un ambiente interclassista, dove trovi di tutto e di tutti, dal dirigente all' operaio" spiega sempre il responsabile della struttura.

Inevitabile un commento dell'uomo al caso di Fredy Pacini, il gommista di Arezzo che la notte del 28 novembre ha sparato alla gamba del ventinovenne ladro moldavo, uccidendolo, mentre tentava di rubare nella sua ditta di Monte San Savino: "Ammetto: avrei sparato. Se non hai tempo e modo di chiamare i carabinieri, se sei minacciato, proteggi i tuoi figli e i tuoi beni". Sulla stessa onda anche gli altri comuni cittadini presenti al poligono di tiro.

Molti di loro sono donne: "Cinquant' anni fa - rivela sempre Brogli - quando ho iniziato io, erano lo zero virgola poco. Adesso sono il 15% circa, e la percentuale è costantemente in crescita. Alla prima lezione, gli uomini, specie i giovani un po' troppo entusiasti, sono già tutti istruttori di tiro. Le donne invece vogliono imparare".

Il giornalista del quotidiano di Torino raccoglie allora la testimonianza di una 42enne: "Vengo per tenermi in allenamento, una volta al mese, e anche per rilassarmi. Il gommista? Non so, probabilmente avrei fatto come lui".