Nella Palermo che aspetta il Papa

Vigilia di traffico e controlli di sicurezza per la visita del Papa a Palermo, mentre la città sembra divisa: da un lato chi attende il Pontefice, dall'altro chi trascorrerà il fine settimana fuori per non subire caos e disagi

Il centro storico di Palermo visto da via Maqueda

La pioggia che imperversa per quasi tutta la giornata di giovedì a Palermo, non ferma gli operai a lavoro sul prato del Foro Italico. È qui che si sta allestendo il palco principale da dove Papa Francesco parlerà alla folla che, da ogni parte della Sicilia e non solo, confluirà in questo che costituisce uno degli scorci più belli della città. Il traffico che vi è attorno, tra auto incolonnate e mezzi che aspettano di raggiungere gli imbocchi per il porto, costituisce uno degli elementi che fanno comprendere come Palermo aspetta la visita del Pontefice.

La più grande città siciliana è abituata al “suo” traffico, a volte snervante ed a volte anche tragicomico. In mezzo al traffico palermitano si può trovare di tutto: dall’auto blu del deputato in ritardo per la seduta all’assemblea regionale, al venditore ambulante che con il suo piccolo furgone tenta di raggiungere il mercato più vicino. Ma quello che va in scena sia giovedì pomeriggio che in questo venerdì mattina, non è la “normale” confusione dove si mettono in mostra tutte le anime di Palermo. Si tratta invece di un qualcosa di diverso: è un traffico molto più “artificiale”, che cela i disagi derivanti da strade chiuse, da controlli di sicurezza e, complessivamente, da una città blindata.

E la parola disagio è quella che più emerge intervistando i palermitani in fila con i propri mezzi: “Oggi non ho mandato i miei figli a scuola – esclama una donna – Quasi impossibile uscire di casa, molte strade sono già chiuse”. A farle eco anche un commerciante che ha un negozio in via Crispi e che si dice quasi “pentito” di essere uscito dalla sua casa di Borgo Nuovo, quartiere alla punta opposta della città.

I controlli ed il blocco di molte strade è ciò che maggiormente dona in queste ore a Palermo l’aspetto di una città alla vigilia di un’importante visita. Non è l’unico: anche in centro, sia in via Roma che in via Ruggero Settimo ed in piazza Castelnuovo, sono diverse le bandiere del Vaticano e con le effige di Bergoglio a ricordare ai palermitani la visita del Pontefice. Ma, complessivamente, il clima appare un po’ più distaccato di quanto si possa immaginare. Certo, la maggioranza dei cittadini si dice ben felice di poter ospitare il Papa, del resto un Pontefice non viene in visita a Palermo dall’ottobre 2009, con Ratzinger che ha tenuto una messa al foro italico ed un incontro in piazza Castelnuovo. Ma in cima all’agenda dei palermitani, vi è in questo momento il problema della maggiore difficoltà negli spostamenti e dei disagi.

Una città forse divisa in due quella che si appresta ad accogliere il Papa: al fianco della comune curiosità dettata dall’arrivo di Bergoglio, vi è da un lato una Palermo che da settimane si prepara alla grande messa del foro italico, dall’altro però non sono pochi i cittadini che hanno deciso di trascorrere il fine settimana fuori città per evitare traffico e disagi.

Percorrendo le stradine del mercato del Ballarò, dove sempre meno palermitani fanno spesa e sempre più turisti vanno a caccia degli scorci più caratteristici del capoluogo siciliano, tutto scorre normalmente. Negozianti e cittadini sanno ovviamente della visita del Papa di sabato, ma la preoccupazione qui è ancora incentrata sulla quotidianità da mandare avanti anche in questo venerdì. Nel brusio del mercato, poche parole si riescono a scorgere sul Pontefice, la gente acquista alimenti per il pranzo e per la cena come negli altri giorni. Un po’ diversa la situazione nella vicina via Maqueda, la stessa che da anni accoglie diversi piccoli negozi gestiti da gente proveniente soprattutto da Bangladesh e Pakistan. Qui i nomi delle traverse e delle viuzze sono indicati con cartelli in italiano, arabo ed ebraico e, quasi paradossalmente, è proprio qui che si scorge maggiore interesse per la visita del Papa.

“Ha fatto molto per il dialogo interreligioso – afferma un gestore pakistano di un negozio di alimentari che fa da angolo tra via Maqueda e via Calderai – Cercherò di vederlo, mi fa piacere sapere che il Papa sarà qui a pochi passi da dove vengo a lavorare ogni giorno”. Annuiscono molti clienti alla cassa connazionali del commerciante, sembrano invece indifferenti alla conversazione gli studenti fuori sede che vengono a fare la spesa da queste parti.

L’ora X per Palermo scatterà alle 10:45 di sabato, quando il Pontefice atterrerà con l’elicottero nei pressi del porto. Massimi i controlli di sicurezza, diverse come detto le strade chiuse o parzialmente praticabili. Papa Francesco nello scegliere Palermo come luogo della visita di sabato, ha voluto rendere omaggio a Beato Padre Pino Puglisi, visto che proprio il 15 settembre cadrà il venticinquesimo anniversario della sua morte avvenuta per mano mafiosa.

La giornata palermitana del Papa, oltre che la messa del foro italico, comprenderà anche una visita alla missione di don Biagio Conte, un incontro in cattedrale ed infine un dialogo con i giovani presso il teatro Politeama. Sarà comunque, a prescindere dai singoli punti di vista insiti nell’opinione pubblica della città, una giornata piuttosto intensa per Palermo e per la Sicilia.