Nelle librerie del Fascio

Viaggio nelle storiche Europa e Testa di Ferro, dove il fascismo e i testi non conformi continuano a vivere negli scaffali. E non solo

Bandiere della Dalmazia, cd di musica celtica, ma soprattutto libri non conformi. Quando si varca la soglia della libreria Europa si entra in un mondo parallelo in cui passato e futuro si fondono in un’atmosfera tipicamente novecentesca. Situata in via Tunisi da più di dieci anni, nel cuore del quartiere Prati di Roma, a pochi metri da quella via degli Scipioni dove nel ’56 Pino Rauti fonda il Centro Studi Ordine Nuovo e dove alla fine degli anni ‘70 prende corpo la libreria come punto di ritrovo. In seguito si trasferisce per un quindicennio nei pressi di Piazza Cavour e assume definitivamente un carattere commerciale, diventando così una delle più antiche librerie “di destra” d’Italia, anche se i proprietari e i gestori rifiutano quest’appellativo. “Preferisco definirla anticonformista”, dice Enzo Cipriano, fondatore della casa editrice Settimo Sigillo che nel 1983 ha rilevato la libreria, secondo cui “la cultura non si può etichettare”. “Poi, cosa vuol dire oggi destra? Oggi per me Renzi è di destra e io mi definisco di sinistra. Ricorda – ammonisce Cipriano – che il fascismo veniva da sinistra”.

E se da un lato mi spiega che la sua casa editrice e la libreria pubblicano e diffondono libri non soltanto politici, ma anche di economia, esoterismo e storia delle religioni, dall’altro la forte connotazione politica è però tradita dalla presenza dei saggi del tradizionalista Julius Evola che sono stati il fondamento culturale degli ordinovisti rautiani. Cipriano ci tiene, però, a spiegare che certi autori non sono né di destra né di sinistra: “Nietzsche e D’Annunzio sono immortali e sono stampati anche da Feltrinelli” e ricorda che il primo libro stampato nel 1981 dalla Settimo Sigillo fu un trattato di architettura che nulla aveva a che vedere col fascismo ma anzi “ancor oggi su 700 stampati solo 100 parlano del Ventennio”.

Nella libreria, infatti, sacro e profano si mescolano insieme come dimostra un libro per ragazzi su Coccobill messo dietro il calendario dedicato a Benito Mussolini, ma vi sono anche molti saggi sul nazionalsocialismo e non è escluso che in uno dei tanti scaffali vi si possa trovare anche il Mein Kampf. Issate sulle pareti e sugli scaffali spiccano le bandiere del Giappone, del Tibet, della Dalmazia, della Palestina e soprattutto una a strisce Rossa, bianca e nera che rappresenta i colori della “tradizione”, intesa come insieme di valori senza tempo e che si tramandano dai tempi del paganesimo ad oggi. La clientela, sia della libreria sia della casa editrice, è la più varia e copre le fasce di età dei giovani e giovanissimi (dai 15 ai 30 anni) fino agli ultracinquantenni. Un uomo sulla cinquantina con la barba che ricorda Italo Balbo, accompagnato dal figlio 14 enne, racconta di frequentare la libreria per via della passione per certi libri nata in gioventù quando lavorava per Ordine nuovo. Accanto a loro una coppia di ventenni con idee politiche molto definite entra per ritirare un libro sul nazionalsocialismo esoterico e lui si vanta di aver portato la sua donna “a fare un giro turistico a Monaco…”. Il cassiere, all’obiezione che la vendita di certa letteratura possa nascondere un’adesione implicita agli ideali del nazismo, spiega che: “Non si tratta di aderire oppure no ma di approcciarsi a quel tema senza sovrastrutture o preconcetti” e che loro “vendono libri che trattano dei prodromi del nazismo e delle sue politiche in materia di economia ed ecologia che sarebbero attuali anche oggi…”.

Di tutt’altro tenore è la libreria Testa di ferro, nata nel 2005 per volere di Casa Pound, che si trova in via San Martino ai Monti nella zona di Colle Oppio, a pochi minuti di distanza da via Napoleone III dove ha sede il centro sociale in cui il movimento neofascista è nato e cresciuto ben 11 anni fa. Il nome del locale si rifà al titolo di una rivista fiumana dei primi del ‘900 e anche alle pareti sono ben visibili i riferimenti cultuali e politici con un stampa in onore ai futuristi, oltre alla magliette in ricordo della folgore e della falange spagnola e ai cd di musica alternativa come quella degli Zetazeroalfa. Questa libreria nasce, infatti, con lo scopo di attirare una clientela giovane per propagandare le idee del movimento e per autofinanziarsi, anche se “a mala pena rientriamo delle spese”, spiega il cassiere Rolando Mancini.

La libreria è strutturata e arredata per sembrare un’aquila imperiale con al centro un bancone che termina con la parte superiore con la forma della testa di quel volatile e ai lati della stanza ci sono dei pilastri che sostengono i ripiani dei libri che rappresentano le ali. Ovviamente non mancano testi di Ezra Pound, poeta americano vissuto in Italia dagli anni ’20 e grande sostenitore del fascismo che vedeva nel fascismo una terza via possibile alternativa al capitalismo americano e al comunismo sovietico. Tra gli autori più amati vi sono senza dubbio i “dannati del ‘900” come Georges Sorel, ispiratore del sindacalismo rivoluzionario, ma anche il poeta giapponese Yukio Mishima che nel dopoguerra aveva costituito un esercito paramilitare per difendere la figura semi-divina dell’imperatore e che, per protestare contro l’americanizzazione cui il Giappone stava andando incontro, nel 1970 si rinchiuse dentro il ministero della Difesa e si suicidò con il rituale del seppuku (che prevedeva non solo l’harakiri ma anche la decapitazione da parte di un suo fedelissimo). Tra gli scrittori italiani il più richiesto è però Pietrangelo Buttafuoco che recentemente ha pubblicato I cinque funerali della Signora GöringIb e che secondo Adriano Scianca, responsabile cultura di Casa Pound, “attualmente è l’intellettuale che meglio rappresenta la cultura di destra in Italia”.

Dal punto di vista politico, invece, sia Scianca che Cipriano sono concordi nel ritenere che la destra italiana abbia fallito e tradito quelli che sono i valori di destra e all’orizzonte il progetto di Matteo Salvini è l’unico condivisibile anche se il fondatore del Settimo Sigillo pone un veto sugli alfaniani: “L’ho già detto a Borghezio: o noi o loro”. Per il resto secondo Scianca “il quadro è desolante” e “non c’era bisogno delle ultime inchieste per dire che l’esperienza della destra di governo a Roma è stata fallimentare”, mentre secondo Cipriano “quello che è successo con Mafia Capitale non ha nulla ha che vedere con la destra perché chi fa certe cose o non ha letto Evola o non l’ha capito”.