Neppure il miele è più nostrano. "Dall'estero un barattolo su due"

La concorrenza dall'estero è agguerrita. Si rischia che sulle tavole finisca un prodotto di scarsa qualità

Non è soltanto l'olio ad arrivare dall'estero, insidiando la produzione italiana. Anche il settore dell'apicoltura soffre di un'importante quota di prodotti in arrivo dall'estero e un barattolo di miele su due, tra quelli che troviamo sugli scaffali dei supermercati, non sono una produzione nostrana.

Nel 2015 sono 23,5 milioni i chili di miele importati nel nostro Paese. A dirlo è un'indagine svolta dalla Coldiretti, basandosi su dati diffusi dall'Istat, che ricorda come il concorrente più agguerito per il miele nostrano sia quello prodotto in Ungheria (7,4 milioni di chili), ma che segue la Cina con 4,8 milioni di chili e numeri raddoppiati nel giro di dodici mesi.

"C’è il rischio di portare in tavola prodotti spacciati per Made in Italy, ma provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità", dice la Coldiretti.

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Commenti

Raoul Pontalti

Sab, 12/03/2016 - 15:54

Ma se non si conoscono o non si ammettono le cause è inutile cianciare! A parte il fatto che vi è da anni in atto una moria di api a livello globale per svariate cause (due in particolare che si aggiungono alle "classiche" patologie delle api: la sindrome da spopolamento dell'alveare e la virosi da Deformed Wing Virus veicolato dal parassita Varroa) in Italia, anche per le recenti vicende climatiche, la popolazione delle api è diminuita e le api superstiti producono sempre meno miele. D'obbligo dunque l'importazione dall'estero. Sulla qualità: ma solo i trinariciuti possono ritenere che il miele italiano sia sempre migliore dello straniero, quando invece è il contrario a motivo delle porcate che commettono certi apicoltori che utilizzano allegramente farmaci per le api senza controllo veterinario che poi ritroviamo nel miele con tutte le conseguenze per il consumatore.

Ritratto di stenos

stenos

Sab, 12/03/2016 - 15:59

Siamo sulla buona strada. Tra non molti anni leggeremo, nenneno i cittadini itagliani sono piu' itagliani. E' negro uno su due.

maurizio50

Sab, 12/03/2016 - 16:08

Sono vent'anni che dalla Cina arrivano in Italia solo porcherie. fa specie che Coldiretti se ne sia accorta solo oggi. Forse perchè sono anni che Coldiretti sostiene i cattocomunisti del governo che, complice il venditore di Mortadella, favoriscono in tutti i modi il mercato estero cinese!!!!!!!

OttavioM.

Sab, 12/03/2016 - 16:38

L'agricoltura italiana e il nostro cibo andrebbero protetti,ma siamo governati da incapaci anti-italiani che appena possono fanno danno ai nostri agricoltori.

Dordolio

Sab, 12/03/2016 - 16:43

Dall'est arrivano ottimi prodotti: il miele di acacia ungherese è di qualità notevole ad esempio. Come pure il millefiori argentino (utilizzato correntemente nell'industria alimentare). Il problema è che "altrove" vengono impiegati sulle arnie farmaci che qui non sono consentiti, a quanto mi dicono amici apicultori.... Stesso discorso per altri prodotti alimentari provenienti da luoghi lontani dove si utilizza ancora il DDT nelle colture....

badboy

Sab, 12/03/2016 - 16:48

È solo logico che sia così: gli alimentari all'estero (specie Austria e Germania) costano molto meno che da noi. Il miele dell'Ungheria è buonissimo, con sapori diversi e naturali. Ogni volta che vado in Germania mi faccio la macchina piena di tutto ciò che mi serve perchè gli alimentari in Italia costano in parte 3-5x tanto. Risparmio 200-300 Euro ogni volta. Da noi c'é ancora troppo la mentalità di fare i furbi con i prezzi, sfruttando al massimo l'ignoranza del cliente e la mancanza di paragoni.

Una-mattina-mi-...

Sab, 12/03/2016 - 17:07

De Santis ne farebbe un film: MIELE AMARO.

alberto_his

Sab, 12/03/2016 - 17:16

Comprate dai produttori dei quali conoscete le pratiche

PDA

Sab, 12/03/2016 - 18:03

Ma Coldiretti dovrebbe dire che l'Italia non é autosuffiente in nessuna materia prima agricola, latte, burro, carne, olio, grano, ortaggi e via dicendo, quindi sono necessarie importazioni intra e exstra comunitarie e non é detto che la qualità italiana sia la migliore, quello che é certo che le frodi sui prodotti agricoli in Italia sono le più importanti che negli altri stati membri e non solo in Italia, ma toccano anche le esportazioni di prodotti italianni verso i paesi terzi e comunitari.

agosvac

Sab, 12/03/2016 - 18:09

Io il miele lo uso quotidianamente e compro solo miele di piccoli produttori locali cui importare miele dall'estero neanche conviene. Un consiglio: evitare assolutamente il miele proveniente dalle grandi aziende produttrici.

giottin

Sab, 12/03/2016 - 19:04

Non solo quello che si trova nei supermercati è straniero, pure quello che si trova sui banchetti dei "produttori" al mercato, assieme alla pappa reale cinese. Ocio a ciò che vi raccontano certi "produttori"!!!!!!

giottin

Sab, 12/03/2016 - 19:08

@Dordolio. Dopo tutto quel discorso mi parla di qualità notevole? Ma mi faccia il piacere!!

giottin

Sab, 12/03/2016 - 19:10

@badboy. Voglio semplicemente farle notare che un miele può essere ottimo sotto il profilo del gusto, ma avere dentro prodotti che nessun gusto od olfatto può recepire. Si faccia pure il pieno, pirla!

giottin

Sab, 12/03/2016 - 19:19

@ agosvac. Spero che il suo piccolo fornitore sia una persona seria, ma le posso ASSICURARE che esistono piccoli produttori che sono il peggio del peggio.

apostrofo

Sab, 12/03/2016 - 19:33

Ma l'Europa "deve" facilitare la ripresa di altri paesi. Brava ! purtroppo lo fa sempre a spese dell'Italia. Vedi olio dalla Tunisia (e non è la prima volta. negli anni 60 in piena crisi vinicola italiana,Ad Anzio attraccavano navi tunisine piene di vino !) e tante altre porcate. Noi protestiamo un giorno e poi passa tutto. E' giusto perciò che ci trattino così. Se non ci facciamo rispettare ...

Eraldusik

Sab, 12/03/2016 - 19:50

Mi sembra un falso problema. In Italia si è SEMPRE venduto miele ed anche olio fatto di miscele provenienti da Paesi comunitari e NON (vedi paesi dell'est). Pochissimi marchi possono vantare il 100% di prodotto made in Italy.......forse nessuno. Certo,sollevare un polverone sull'olio Tunisino fa audience IN TERMINI DI VENDITE ED ASCOLTI.

ghorio

Sab, 12/03/2016 - 20:23

Basta compare italiano con una tracciabilità seria!

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Sab, 12/03/2016 - 23:35

mi dicevano quando volevo comprare il vino sfuso che se andavo alla cantina sociale, non era un ottimo vino ma era controllato e se "aggiustato" lo era fatto bene, mentre dal privato lui il vino lo aveva buono per se, per i parenti e gli amici intimi, ma per il pubblico era un pasticcione. Quindi ricapitolando le grandi aziende, sono controllati dai Nas.

bobo55

Dom, 13/03/2016 - 00:26

Goccia dopo goccia si son formati gli OCEANI....nel nostro piccolo...consumatore dopo consumatore.....si possono mettere in ginocchio queste discriminazioni....COMPRANDO solo prodotti ITALIANI...rimarranno negli scaffali i prodotti TAROCCHI...Chiunque gestisce una pagina di FB faccia il passa parola...l'unione fa la forza... COLLABORIAMO tutti insieme alla salvezza di qualsiasi prodotto italiano e ai posti di lavoro...NON lasciamo SALVINI da solo.

portuense

Dom, 13/03/2016 - 10:03

colpire pesantemente chi usa prodotti stranieri come italiano e pubblicare i nomi delle aziende serie.

Dordolio

Dom, 13/03/2016 - 14:15

Giottin, lei non capisce nulla. Il discorso sul miele ungherese (se a questo allude) è semplice: se hai una conoscenza diretta di un produttore locale - anche a livelli quantitativi importanti - puoi stare tranquillo. La cosa mi è confermata da assaggiatori professionisti e da certi risultati analitici che mi sono stati citati. I costi del prodotto poi sono nettamente inferiori ai nostri. Ma mentre lì delle eccellenze LE DEVI CERCARE CON CURA E ATTENZIONE, qui da noi la buona qualità dei prodotti è assai più diffusa. Quanto al miele del banchetto al mercato: vai A CASA di chi lo fa. O nel suo punto vendita/azienda artigianale. E da quel che vedi in giro capisci la serietà di chi hai di fronte.

giottin

Dom, 13/03/2016 - 18:15

Ok Dordolio, io non capisco nulla e lei continui pure a farsi il pieno in Ungheria...