"Nessuno merita un tumore incurabile a 33 anni", la storia del padre che scrive un libro per la figlia

La storia di Andrea Bizzotto, 33 anni, malato terminale che scrive un libro per la figlioletta e le apre un conto con i soldi del ricavato. "Storie di un maldestro in bicicletta il titolo", domani la presentazione in Regione.

"Nessuno merita un tumore incurabile a 33 anni. Io mi meritavo la possibilità di crescere ed educare la mia piccola Giulia, portarla al primo giorno di scuola, prepararle il suo cibo preferito con amore, fare un viaggio da solo con lei". Questi sono alcuni passaggi del libro che Andrea Bizzotto, 33 anni di Bassano del Grappa, nel vicentino, ha dedicato alla figlia. Così quando lui non ci sarà più, lei potrà leggerLo.

E cosa si prova a parlare con qualcuno che sa di avere pochi mesi di vita? Ci si sente deboli, impotenti, il tempo sembra scorrere perdendo il suo tiranno che tutti soffrono: la fretta. Ma Andrea Bizzotto quel tempo lo sta combattendo tutto, con tutta la forza e il coraggio di cui si è capaci.

È ottobre 2016 e ad Andrea viene diagnosticato un tumore interno alla coscia nella gamba sinistra. “La gamba era molto gonfia – racconta al Giornale.it – così sono andato all’ospedale a fare una risonanza magnetica e mi hanno detto che probabilmente era un sarcoma, un tumore dei tessuti molli”. Non c’è tempo, Andrea deve essere operato subito e lo staff di medici e infermieri dell’ospedale di Bochum Germania dove Andrea si trova, rimuove il tumore. L'operazione dura cinque ore. Sembra procedere tutto per il meglio, ma dopo la rimozione, facendo una biopsia, scoprono che il sarcoma sinoviale è al terzo stadio.

Andrea in quel momento si trova in Germania per lavoro. Lui laureato in ingegneria, che per due anni ha fatto l’ingegnere e poi ha mollato tutto per seguire la sua passione, la cucina, era andato in Germania proprio per fare il cuoco. “Quando lavoravo ancora in ufficio – racconta - alla sera avevo trovato un ristorante nel bassanese e dopo un po’ mi ha sempre più entusiasmato. Così ho mollato il lavoro per andare a fare il cuoco. Tante soddisfazioni. Ma mi sarebbe piaciuto imparare a fare il gelato artigianale, ho sempre avuto bisogno di stimoli nuovi”.

Così Andrea non si perde d’animo. Trenta radioterapie e quattro cicli di chemio proprio per evitare che il tumore ricomparisse, che ci fossero ancora cellule sparse per il corpo.Ma niente. Dopo un anno e mezzo Andrea ha delle metastasi polmonari. Nel frattempo conosce anche l’attuale moglie con cui mette al mondo una figlia, Giulia Grace. Giulia nasce proprio mentre il padre è in chemioterapia, a marzo 2017. Passa un anno e la situazione non migliora, anzi si complica e a marzo scorso, l’oncologo comunica ad Andrea che gli restano pochi mesi di vita.

Il 26 marzo 2018, il giorno prima dell’intervento di rimozione del tumore in metastasi, Andrea e la moglie si sposano a Witten in Germania, coronando il loro sogno. “Ho pensato che se fosse passato troppo tempo poi con le cure non ce l’avrei fatta”. Ma Andrea deve fare qualcosa. Deve trovare un modo per sconfiggere questo tumore e per riprendersi il suo di tempo. E così pensa di scrivere un libro proprio per la figlia. Due mesi di scrittura e venti giorni di correzione. Una sua amica Rebecca Frasson gli ha dato una mano a correggerlo.

“Ho pensato di scriverle un libro – ci racconta - quando l’oncologo mi ha detto che mi rimanevano pochi mesi di vita. Volevo lasciarle qualcosa di quello che avevo fatto”. Il libro di 177 pagine, edito Brenta Piave Edizioni, che da ieri si trova nelle librerie, si intitola “Storia di un maldestro in bicicletta”. In bicicletta perché Andrea da piccolo ha fatto tanti anni di ciclismo e maldestro perché lo zio lo chiamava maldestro.

A novembre scorso Andrea finisce ancora in ospedale. Le cure non hanno funzionato. “Mi hanno detto – racconta – che anche se il farmaco funziona, non può distruggere completamente il tumore. Ho provato negli ultimi mesi, ho fatto un controllo pochi mesi fa e avevo altre metastasi cresciute”. Ora lui sta a Bassano del Grappa con i suoi genitori, ma di solito sta sempre in Germania, con la moglie e la figlia.

Per la figlia inoltre ha aperto un conto, a cui destinerà il ricavato del libro che domani alle 11.30 sarà presentato a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale. “Non smetto di lottare. Ho voglia di vivere fino a che mia figlia possa comprendere che non l’abbandono. Voglio che lei sappia che è una cosa per cui ho combattuto ma che non posso farci niente. E che sia abbastanza grande da capire che la amo”.

"Questo libro - scrive Andrea nel manoscritto - rappresenta una piccola parte di quello che sono ed ero. Spero un giorno lo leggerai e potrai filtrare il buono, dal meno buono".