Non marciamo su Roma. Ma nemmeno per il Che

Basta con il patriottismo di cartapesta rinato in una Roma neolittoria, e basta coi santini post-moderni morti in terra boliviana

Né con l'anti-Stato né col guerrigliero delle sierre.

È sbagliato dividere sempre l'universo in due: i buoni e i cattivi, i rossi e i neri, la destra e la sinistra. E a volte è persino giusto non stare da nessuna parte. Guardando indietro ai tempi gloriosi delle rivoluzioni, per non guardare avanti in questi tempi di crisi e di divisioni, l'Italia - spaccata in due su ogni cosa come da antico vizio nazionale - è ripiombata in questi giorni nelle stanche celebrazioni degli eroi delle epoche andate, non avendone peraltro da salutare di nuovi. Il passato che non passa mai.

E così, da un parte, ecco risorgere Forza Nuova, la maschera grottesca e impresentabile indossata dalla peggiore ultradestra, che ha indetto una anacronistica e ovviamente contestatissima Marcia dei Patrioti, in programma per il 28 ottobre, nell'anniversario della Marcia su Roma di Benito Mussolini. Mentre dall'altra, ecco rispolverata nell'anniversario della morte, la peggior retorica, falsa e nostalgica - tra mostre, film, trasmissioni tv, copertine giornalistiche - per la figura leggendaria del guerrigliero argentino Ernesto «Che» Guevara, ucciso in Bolivia il 9 ottobre di cinquant'anni fa.

Sulla linea del tempo che scorre all'indietro, tra rimpianto e inattualità, 28 ottobre 1922 - 9 ottobre 1967, la storia celebra stancamente le sue superate stazioni di un'inattuale via crucis. Là si torna a gridare «O Roma o morte!», qui si intona ancora una volta «Que viva el Che!». Com'è bello restare in silenzio.

È fin troppo semplice, e scontato, dirlo. Ma noi non vogliamo stare né da una parte né dall'altra. Al di là delle vecchie destre e delle decrepite sinistre. Oltre i paradigmi e le ideologie. Al di fuori del folklore macchiettistico neofascista e della Revolución turistica alla Cuba libre. L'orologio rotto della storia batte l'ora giusta solo due volte a secolo. Tutte le altre sono solo stecche.

La Marcia su Roma non può e non deve ripetersi. Perché commemorare il prologo di una dittatura è un puro rigurgito anti-storico e anti-italiano. Perché indietro non si torna. Perché, ri-celebrata oggi, è umiliante per coloro che all'epoca ci hanno creduto e offensiva per coloro che l'hanno combattuta. Perché - anche non fosse un atto eversivo - è un gesto stupido. Perché è una marcia che, quand'anche fosse pacifica, rimane un'inutile provocazione.

E così le celebrazioni entusiaste del «Che» non si devono e non si possono più sentire. Perché festeggiare l'eroe col Rolex al polso della «lotta contro l'imperialismo» è un malinconico pianto di un tempo che non fu ma che ci hanno raccontato che fosse. Perché bisogna distinguere tra un utopista Comandante da poster e un sanguinario Guerrillero rivoluzionario. Perché dietro i souvenir e l'icona pop restano centinaia di esecuzioni sommarie, i campi di lavoro forzato per «rieducare» i giovani, le furiose campagne propagandistiche contro la musica e le mode moderne. Perché indietro non si torna. Perché pubblicare «Hasta la victoria siempre» nella pagina dei necrologi sul Corriere della Sera, come è capitato di leggere pochi giorni fa, è più comico che triste.

No. Non si marcia ideologicamente su Roma, ma neppure nostalgicamente con Che Guevara. Non vogliamo scegliere tra fascismi stantii e giovanili ciarpami.

Fra le trionfali parate lungo i Fori imperiali e i tortuosi sentieri della guerra di guerriglia, vorremmo tirare dritto, guardando avanti, a un domani possibile, evitando di ricadere in uno ieri fatto di errori e di orrori. Basta con il patriottismo di cartapesta rinato in una Roma neolittoria, e basta coi santini post-moderni morti in terra boliviana.

Abbiamo avuto la fortuna - noi ventenni negli irripetibili anni Ottanta - di essere stati giovani in un'epoca ricca di idee e vuota di ideologie. Non vorremmo mai diventare grandi, ora che ne abbiamo cinquanta, in un tempo carico di rimpianti e privo di buon senso. E per il resto, ottobre è un pessimo mese per le malinconie. Quali che siano.

Commenti

manfredog

Ven, 13/10/2017 - 18:24

Proprio poco fa, parlando al bar con una mia conoscente, comunista di vecchia data, ho appreso che la sezione dell'anpi di Civitanova, proprio in merito a questa vicenda, sta cercando di organizzare in tutte le scuole cittadine, per gli alunni, delle lezioni per ricordare cosa fu la marcia su Roma; alla mia obiezione, estremamente 'candida', sul fatto che comunque, essendo per le scuole ed organizzata dall'anpi, sarebbe una 'lezione' di parte. L'unica risposta che ho avuto, dopo il gesto delle 'spallucce', è stata che, comunque, di parte o meno, è questa la 'storia', quindi loro andrebbero solo a 'spiegare' quella. La storia è solo la loro e loro sono la storia; eppure questa signora è una gran brava persona, ma, evidentemente, non basta.. mg.

Ritratto di ettocima

ettocima

Ven, 13/10/2017 - 23:08

Bravissimo Mascheroni. Molto meglio rimanere immobili attendendo che il Bilderberg decida come dare l'assalto alle nostre residue risorse. Certo, Fascismo e Comunismo rappresentano un passato spesso dittatoriale. Ma perché oggi viviamo in una democrazia? Destra, sinistra, m5 stelle rappresentano facce diverse d'un identico prisma. Un rapido cambio di casacca e tutto cambia perché nulla cambi. Qualunque cambiamento è migliore dell'esistente. E' il vostro immobilismo interessato ad uccidere il paese.

Who_dares_wins

Ven, 13/10/2017 - 23:13

Se la schifezza del necrologio sul Corriere della Sera è vera non vedo perché io o chiunque non possa andare fiero del braccio teso del saluto romano. In risposta suggerisco al Giornale un bell'articolo dal titolo Dux mea Lux

RolfSteiner

Ven, 13/10/2017 - 23:54

E in cosa consisterebbe tutta sta "ricchezza di idee" degli "irripetbili" anni '80? La Milano da bere? Per cortesia...

lorenzovan

Ven, 13/10/2017 - 23:54

finalmente parole chiare a sbattere la porta in fazzia ai nostalgici accampati sui forul di un giornale che dovrebbe essere liberale e di destra moderata...non l'organo editoriale di forza nuova o di casaa pound

gianrico45

Ven, 13/10/2017 - 23:58

La scelta è,o con dio o con mammona.Altre vie si chiamano resa.

Mr Blonde

Sab, 14/10/2017 - 00:40

Bravo, bis, veramente bell'articolo.

pilandi

Sab, 14/10/2017 - 02:05

la storia la scrivono i vincitori e gli altri... muti...

Ritratto di Menono Incariola

Menono Incariola

Sab, 14/10/2017 - 07:07

Non sono per nulla d'accordo. Dalla marcia su Roma sono uscite la bonifica dell'Agro Pontino, l'Opera Nazionale Maternita` ed Infanzia, il servizio sanitario nazionale e tutta una serie di istituzioni (l'Agip) che hanno dato lustro e lavoro a tutta l'Italia finche` non piu` recenti governi non le hanno svuotate di contenuto ed affossate senza dar nulla in cambio. Se paragoniamo il livello di affidabilita` attuale di molte istituzioni con quello di allora possiamo andarci a nascondere. Il Che e la sinistra in genere non hanno neppure saputo immaginarle, queste cose, solo distruggerle.

Ritratto di orione1950

orione1950

Sab, 14/10/2017 - 07:09

Concordo pienamente sul non ritorno al passato ed al fanatismo in esso contenuto. Peró, noto con dispiacere che questo articolo é stato scritto da una persona nata in un periodo post ideologico; periodo nel quale la scuola e la società intera hanno fatto di tutto per far sparire le ideologie; in special modo quelle di destra e liberali. Il giornalista pensiero é coerente col periodo in cui lui ha vissuto ma non é la giusta verità. Oggi paghiamo il conto di un periodo di oscurantismo durante il quale i giovani sono cresciuti senza ideologie, che sono gli elementi essenziali per una forma mentis che porti verso società con regole definite. E'per questa ragione che giovani, e i poco meno giovani, hanno formato una società allo sfascio senza regole dove ognuno fa quello che vuole credendo erroneamente che l'anarchia sia la vera democrazia.

Ritratto di Jiusmel

Jiusmel

Sab, 14/10/2017 - 07:35

Non fa una grinza Mascheroni. Ineccepibile. La figura del Che, quella del poster, in europa è quasi sempre legata alle contestazioni adolescenziali contro il mondo degli adulti e, talvolta, contro i propri genitori. Portarsela dietro da adulti vuol dire avere poca onestà intellettuale, significa non capire i morti della rivoluzione da ambo le parti ma soprattutto far finta di non vedere l'evoluzione politica, culturale e sociale dello stato cubano sotto Castro. Il risultato più emblematico è arretratezza economica e miseria, cioè la storia del comunismo.....

Ritratto di Nahum

Nahum

Sab, 14/10/2017 - 07:35

Condivisibile, ma il giornale non dovrebbe flirtare con FN come fa di tanto in tanto, non sono veramente presentabili ....

cesarebergonzi

Sab, 14/10/2017 - 07:52

Quanti italiani vorrebbero manifestare il 28 Ottobre al fianco di Forza Nuova, ma non hanno il coraggio di farlo. Sono uomini senza sfumature, sono quella parte di Italia che non vuole compromessi e inciuci; rappresentano lo spirito libero, forza del cambiamento radicale. Le ipocrise non fanno parte del loro DNA.

Daniele Sanson

Sab, 14/10/2017 - 08:33

Egregio sig. manfredog , per mia fortuna non conosco , e mai vorrei conoscere , la signora da Lei citata nel commento e che definisce come una gran brava persona ma che secondo me proprio una gran brava persona non é perché ai tuoi di figli puoi insegnare quello che ritieni giusto ma a quelli degli altri la trovo una imposizione una gratuita imposizione . Daniele Sanson

Ritratto di Maximilien1791

Maximilien1791

Sab, 14/10/2017 - 08:37

Trovo altrettanto tristi quelli di Forza Nuova che quelli dell'Anpi o che marciano per il Che. Tristi non tanto perché agiscono secondo un ideologia ma piuttosto perché sono incapaci di riconoscere la realtà attuale dove fascisti e comunisti , borghesi e classe operaia, sono ormai categorie storiche ma di fatto non esistono più perché il mondo si è trasformato in base al nuovo assetto economico dettato dal progresso nei mezzi di produzione. C'è una oligarchia finanziaria globale che domina il mondo non solo dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista culturale . La definirei la dittatura del mercato, o ne fai parte o sei disintegrato e tra classe media e classe operaia non vi è più nessuna differenza . L'unica riposta è il populismo ed il sovranismo, la nostra morte sono i "ce lo chiede l'Europa" ed i Mario Monti. Ribelliamoci !

giovanni PERINCIOLO

Sab, 14/10/2017 - 08:44

"È fin troppo semplice, e scontato, dirlo. Ma noi non vogliamo stare né da una parte né dall'altra". Non é questione di stare da una parte o dall'altra, é giunto il momento di dire pane al pane e vino al vino e dire chiaramente che le più sporche e criminali dittature sono sia il nazismo che il comunismo e che fino alla disputa sul bottino (vedi Polonia) Hitler e Stalin andavano a braccetto! Quindi sia un delitto sia l'apologia del fascismo che l'apologia del comunismo! Questo vorrebbe la storia e piantiamola una buona volta anche con i partigiani, l'anpi e tutte le fole che hanno impestato e impestano l'aria da oltre settanta anni, criminali gli e criminali gli altri.

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Sab, 14/10/2017 - 09:13

Orsù due sforzi, pensate a pedibus e wizzis, almeno.

Dordolio

Sab, 14/10/2017 - 09:51

Stiamo a zero come aspetti valoriali vero Mascheroni? Autentico Cavaliere del Nulla. Quel Nulla che ci circonda e che si vuole amplificare ulteriormente, in un contesto di mondialismo schiavista.E così anche oggi abbiamo sentito La Voce Del Padrone, conformista ed inutile. Diceva Guglielmo il Taciturno: "Non occorre riuscire per perseverare, nè sperare per intraprendere".

giovanni PERINCIOLO

Sab, 14/10/2017 - 09:51

Lorenzovan. Al di là delle chiacchiere bastano i numeri. Se nazismo e fascismo furono dittature criminali il comunismo é ben peggio e, ripeto, lo dicono i numeri, infatti quanto a morti ammazzati o vittime sab

giovanni PERINCIOLO

Sab, 14/10/2017 - 10:37

Lorenzovan. Al di là delle chiacchiere bastano i numeri. Se nazismo e fascismo furono dittature criminali il comunismo é ben peggio e, ripeto, lo dicono i numeri, infatti quanto a morti ammazzati o vittime sacrificali che dir si voglia il comunismo batte nazismo + fascismo per almeno 10 a 1! Solo che per i sinistricoli la storia e i numeri non contano, loro sono rimasti al "il partito ha detto" e poi, parafrasando una vecchia canzone, la verità fa male....

manfredog

Sab, 14/10/2017 - 13:02

Egregio Signor Daniele Sanson, comprendo perfettamente il suo pensiero e non posso che darle ragione. Tuttavia nel commento, alla fine, ho scritto che purtroppo non basta essere una brava persona, ed era per cercare di spiegare che, pur essendo una cosiddetta 'brava persona' (onesta sul lavoro, che non ha mai rubato niente a nessuno ed altro..), non è detto che una persona non possa fare, intellettualmente e, di conseguenza, poi, materialmente, dei grossi danni morali e civili alla società in cui vive ed alle persone che la circondano.Ossequi Manfredo G.