Norman Atlantic, quei sei problemi riscontrati nell'ultima ispezione

A luglio la Rina Services rinnova il certificato sicurezza. Ma nell'ispezione di dicembre al porto di Patrasso, il traghetto presenta 6 problemi. L'armatore smentisce

La Norman Atlantic era stata certificata da Rina Services, il braccio operativo del gruppo Rina che sviluppa e offre servizi di classificazione navale, certificazione, verifica di conformità, ispezione e testing. Dai controlli effettuati risultava in grado di navigare in sicurezza. Il certificato di classe e il certificato di sicurezza passeggeri sono stati rinnovati nel luglio 2014. Rina Services scrive nella scheda della Norman Atlantic che "secondo le informazioni in possesso di Rina la nave non ha prescrizioni a carico". Tuttavia, nell'ultima ispezione compiuta sulla nave il 19 dicembre 2014, nel porto di Patrasso, dall’organizzazione internazionale "Paris Mou" sarebbero stati riscontrati almeno sei deficiencies (problemi, ndr) che però non avevano comportato il fermo della nave.

Tra i sei problemi riscontrati nell'ispezione del 19 dicembre il principale riguardava proprio le porte tagliafuoco ("Fire doors/openings in fire-resisting divisions") che risultavano sulla scheda compilata dall’organizzazione internazionale "Paris Mou" come "malfunzionanti". I tecnici marittimi che avevano ispezionato la nave una decina di giorni fa avevano anche segnalato la mancanza di alcuni sistemi di sicurezza come ad esempio batterie e luci, ma anche problemi strutturali. Questi ultimi erano stati segnalati come "not as required", vale a dire non conformi alle norme.

"Non c’erano problemi sulla nave Norman Atlantic, era in stato di piena funzionalità", si è affrettata a chiarire la Visemar assicurando che i controlli di Patrasso "hanno confermato lo stato di piena funzionalità della nave". È saltato fuori il malfunzionamento a una delle porte tagliafuoco, la numero 112, situata al ponte numero 5, ponte sovrastante a quello da dove si è sviluppato l’incendio. "Quel malfunzionamento - assicura l'armatore - è stato immediatamente eliminato a soddisfazione degli organi ispettivi competenti e la nave ha potuto prendere servizio". Sul Norman Atlantic vi sono, infatti, in totale 160 fra porte e aperture tagliafuoco.

Commenti

Raoul Pontalti

Dom, 28/12/2014 - 18:00

Non solo al Pireo ma anche alla Valletta furono riscontrati problemi non risolti sino ad oggi. Grave come si è visto il problema delle porte tagliafuoco mal funzionanti. Vanno poi ricercate le cause dell'incendio a bordo e i motivi per i quali non è stato possibile estinguerlo prontamente.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Dom, 28/12/2014 - 18:06

Caspita,con le "porte taglia fuoco",mal funzionanti,la fanno navigare??!!

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Jiusmel

Dom, 28/12/2014 - 18:09

Ma allora tutte le Norme emanate dalla UE per la Sicurezza a cosa servono se poi non vengono rispettate? Mistero.

eloi

Dom, 28/12/2014 - 18:32

Fuoco partito dal garage. Avete mai caricata la vostra auto su di una nave traghetto? Un "salone unico" qualche volta a due piani.

Nonmimandanessuno

Dom, 28/12/2014 - 20:06

Girano per caso bustarelle?

Ritratto di corvo rosso

corvo rosso

Dom, 28/12/2014 - 20:45

Insomma, come l'ILVA di Taranto,L'Olivetti,la centrale di Vado Ligure..... con qualche telefonata va tutto a posto ma intanto la gente crepa.... non complimenti a chi di dovere!

leo_polemico

Dom, 28/12/2014 - 22:26

C'è da fare un commento amaro: i "controlli"e i "collaudi", come purtroppo si sa, molte volte, vengono semplificati abbreviandoli e o "facilitati" e "addomesticati". Agendo in questo modo tutto è più rapido e facile quando tutto è in regola e a norma. Se ciò non è, di chi è la responsailità e la colpa? E' possibile che quello che era in regola sei mesi fa non lo sia più ora? Certo un guasto è sempre possibile ma un componente puramente meccanico come una porta tagliafuoco non è certamente "delicato" e lo si ripara in poco tempo. Credo che i problemi siano stato ben altri e più gravi, quali il mancato funzionamento dell'impianto antincendio, obbligatorio nei garage sulla terraferma. Mi pare anche strano che non esista un sistema "manuale" per far scendere in mare, anche se più lentamente, le scialuppe di salvataggio. Certo che chi farà l'inchiesta avrà da divertirsi...

vince50_19

Lun, 29/12/2014 - 07:47

Ieri alle 12:56, sul "titolone" nel tema, avevo fatto cenno a questa faccenda che proietta ombre molto inquietanti su questo disastro. Il tema è la sicurezza preventiva che risiede nei controlli periodici da mettere in campo: se non viene resa esaustiva e se non si insiste su questo tema, credo sia possibile che si verifichino ulteriori episodi così gravi. Spero che la giustizia faccia luce e identifichi i responsabili.

guerrinofe

Lun, 29/12/2014 - 09:26

ora posto agli avvocati,come al solito,finchè il grado di colpevolezza o meno dipende dalla abilita degli avvocati NON CI SARA' MAI GIUSTIZIA!

giovanni PERINCIOLO

Lun, 29/12/2014 - 11:51

Tutti super esperti su questo forum! Si dà pero' il caso che certe deficienze siano espressamente e ufficilamente considerate come possibili di "deroga" che solo il perito stabilisce. Se poi invece si tratta di corruzione tutto cambia. D'altra parte io sfido tutti i "periti" di questo forum a sottomettere la loro amata autovettura a una serie di controlli dello stesso tipo e poi vediamo quanti rientrano a piedi!

Ritratto di corvo rosso

corvo rosso

Lun, 29/12/2014 - 13:01

Caro Perinciolo, se la mia autovettura non ha i requisiti per passare la revisione,spendo soldi per mettere a posto l'auto e non li spendo per corrompere l'addetto alla revisione. Questa è la profonda differenza tra me (e come me tantissimi)ed i politici e gli imprenditori loro amici che hanno gestito l'Ilva ,la centrale di Vado, L'Olivetti,l'Eternit ed altre schifezze italiane; tanto meno ho chiesto, con più o meno frode, soldi al popolo Italiano per mettere a posto la mia auto; di sicuro a Novara non ho mai trovato periti che mi hanno chiesto soldi per passare la revisione, questo è forse quello a cui lei si riferisce..... Mi scusi ma c'è una BELLA DIFFERENZA.

Ritratto di gian td5

gian td5

Lun, 29/12/2014 - 15:19

Perninciolo, Lei abita o proviene da Napoli, vero?

giovanni PERINCIOLO

Lun, 29/12/2014 - 17:06

Corvo rosso e gian td5. Non sono napoletano, sono piemontese del Monferrato ma, contrariamente a voi due, so di cosa parlo per motivi professionali essendo Capitano di Lungo corso e avendo passato gran parte della mia vita in mare. Quindi non sopporto i troppi "periti" improvvisati che si sentono subito in dovere di sputar sentenze e gridare al lupo al lupo come se non bastassero tanti giornalisti altrettanto incompetenti. Quanto all'esempio dell'auto volevo semplicemente significare che in caso di anomalie nessuno va a casa a piedi ma riparte con la sua auto qualche tempo dopo, a riparazioni effettuate, si ripresenta al controllo tecnico.

Nonmimandanessuno

Gio, 01/01/2015 - 19:56

Gentile Capitano di lungo corso, lei sarà pure più addentro le cose navali, ma provi a spiegarlo ai famigliari delle vittime e degli scomparsi. Aggiungo, se un perito può concedere deroghe temporali, anche su cose molto serie, come nel caso in questione, e poi muore un numero di persone che, per fortuna, bravura o che altro, non sono state tutte quelle presenti, le chiedo: "Sarà il caso di rivedere le normative, trovare periti più responsabili o che altro?". O dobbiamo aspettare il prossimo evendo nefasto per sentirci ripetere che non siamo dei super esperti? Sa cosa le dico? Che coi miei quasi settant'anni di età, sono sempre più convinto che, meglio degli esperti (le raccomando -ma già lo sono stati- gli ultimi di economia visti all'opera), sono sicuramente delle persone che usino anche solo il grano salis del buon padre di famiglia.