Le nuove regole sul fermo amministrativo dell'auto

Pagamento a rate sì, ma l'auto resta bloccata. Migliaia di italiani rischiano di restare a piedi

Pagamento a rate sì, ma l'auto resta bloccata. Migliaia di italiani rischiano di restare a piedi. Di fatto con le nuove norme è del tutto inutile la richiesta di rateizzazione delle sanzioni emesse da Equitalia per il fermo amministrativo sull'auto. L’istanza di rateazione, presentata dal contribuente, e la successiva autorizzazione dell’ufficio di Equitalia, non dà più il via libera allo sblocco del mezzo che in passato avveniva col pagamento della prima rata. Di fatto, come ricorda lalellepertutti.it, chi si imbatte nella sanzione e chiede un pagamento dilazionato non potrà disporre nuovamente dell'auto. Il che significa per almeno sei anni, atteso che la maggior parte delle rateazioni richieste ad Equitalia (ed anche la più semplice da ottenere) è di 72 rate.

È questa dunque la situazione che si è venuta a creare a seguito dell’approvazione del decreto legislativo sulla riforma fiscale, in vigore già da ottobre scorso. Chi ne fa le spese? A farne le spese sono solo gli sfortunati: questo perché non sempre Equitalia si attiva con la stessa tempestività nei confronti di tutti i morosi. C'è chi ha le ganasce dopo 60 giorni dalla notifica e chi invece si vede l'auto bloccata dopo anni. Ma di certo la nuova norma, di fatto, lascerà molti italiani a piedi. Ecco le modifiche introdotte dal Dl159/15: "539-bis. La reiterazione della dichiarazione di cui al comma 538 non e' ammessa e, in ogni caso, non comporta la sospensione delle iniziative finalizzate alla riscossione".

Commenti

cgf

Lun, 08/02/2016 - 18:11

un'auto ferma per molto tempo poi è da... svuotare e lavare tutti i condotti sostituendo tutti quelli removibili, lavare e disinfettare gl'interni.... tenetevi l'auto!

evuggio

Mar, 09/02/2016 - 10:45

sempre più STATO CANAGLIA!

Ritratto di gian td5

gian td5

Mar, 09/02/2016 - 14:40

E pensare che alcuni ritengono che i partiti della sinistra siano dalla parte dei più poveri e deboli, trinaruciuti sveglia!