Nuovi piani per migliorare l'assistenza ai pazienti

Le patologie oncologiche, delineano un'emergenza, da affrontare al più presto. Sono ormai più di 3milioni gli italiani che hanno conosciuto un tumore. E ogni giorno oltre mille persone nel Paese, ricevono una diagnosi di cancro. Migliora la sopravvivenza, ma diagnosi, cura e riabilitazione di pazienti oncologi, destinati a vivere sempre più a lungo, richiederanno al sistema sanitario, sempre maggiori risorse. Inoltre, le differenze nella qualità dell'assistenza, tra le diverse aree del Paese, alimentano il drammatico fenomeno della migrazione sanitaria. Difficoltà che hanno spinto Salute Donna onlus e altre undici Associazioni di pazienti oncologici, a promuovere un Documento programmatico, con sei proposte operative. «Salute Donna onlus e le altre Associazioni in tutti questi anni hanno continuato a ricevere richieste d'aiuto da parte dei pazienti e delle loro famiglie, costretti a spostarsi dalle città di residenza in altre Regioni per ricevere assistenza e terapie, con disagi enormi anche dal punto di vista economico», afferma Annamaria Mancuso, presidente Salute Donna onlus. « Dopo aver lanciato un Manifesto e promosso un'indagine sull'organizzazione del sistema di assistenza e cure, ora presentiamo il Documento programmatico che traduce in sei azioni le principali richieste delle Associazioni pazienti». In sintesi i punti del documento, riguardano l'introduzione di indicatori per misurare la qualità delle prestazioni a livello regionale, reti assistenziali che colleghino le strutture piccole e medie con i Centri di riferimento regionali, percorsi strutturati di diagnosi e cura, equità di accesso ai farmaci innovativi, sostenere le azioni di contrasto ai fattori di rischio per la salute e istituire una Authority di controllo, per la valutazione della qualità e della omogeneità delle prestazioni. «Le reti oncologiche sono una realtà in alcune Regioni italiane e sono in fase di organizzazione in molte altre, ma sono ciò a cui dobbiamo tendere per superare le attuali criticità», sottolinea Stefania Gori, segretario nazionale dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom). «Ciò che abbiamo raggiunto in campo oncologico è la multidisciplinarietà».