Nuovo codice appalti: per Cantone serve un regime transitorio

Per Del Rio il governo è disponibile. E l'Ance segnala criticità sui subappalti

Quello degli Appalti è «un buon codice, ma ha bisogno di correzioni». Per questo il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, ha chiesto con una nota al parlamento «una norma transitoria che lasci in vigore il vecchio regolamento per non più di uno-due mesi». Al convegno organizzato dall’Ance sul tema «Il codice dei lavori pubblici: un nuovo inizio», il numero uno dell’Anticorruzione ricorda che «il sistema degli appalti pubblici è in profonda crisi e non c’è la bacchetta magica».
All’incontro era presente anche il ministro dei trasporti e infrastrutture Graziano Delrio, che ha mostrato disponibilità da parte dell’esecutivo: «Il governo è pronto a introdurre modifiche laddove dovessero servire. Se ci saranno problemi siamo pronti ad ascoltare e a cambiare, risolvere insieme e modificare». Quello sollecitato da Cantone è un breve regime transitorio per permettere all’Anac di fare le linee guida, sulla base di un testo definitivo e dopo un confronto con imprese e operatori. Il giudizio finale, dunque, è sospeso. «Le perplessità - dice il presidente dell’Autorità anticorruzione- sono fisiologiche. É un codice buono con novità rilevanti e come tutte le novità c’è il rischio di un salto nel vuoto. Un pò di perplessità sono giustificate ma dobbiamo evitare il tipico atteggiamento italiano che passa da un eccesso di entusiasmo ad un eccesso di depressione».

Il presidente dei costruttori italiani, Claudio De Albertis, nel suo intervento ha dato complessivamente un voto positivo alle nuove regole, pur sottolineando alcune criticità, a cominciare dai criteri di aggiudicazione «laddove si prevede il massimo ribasso con verifica della congruità delle offerte fino a 1 milione di euro, una soglia entro la quale è racchiuso l’84% circa dei bandi di gara. Per l’Ance sarebbe meglio, per semplificare e rendere più rapide le procedure, «consentire il massimo ribasso con l’esclusione automatica delle offerte anomale, attraverso metodi antiturbativa da tempo proposti dall’ Ance e in parte recepiti dal codice, e innalzando la soglia di applicazione a 2,5 milioni di euro». Sul subappalto,per De Albertis «va specificato che, in caso di pagamento diretto da parte della stazione appaltante, il subappaltatore è l’unico responsabile di eventuali inadempienze retributive e contributive nei confronti dei propri dipendenti». Inoltre, la previsione di indicare in sede di gara una terna di subappaltatori «non risponde a un’esigenza di trasparenza, visto il lungo arco temporale che intercorre tra le proposte in gara e la realizzazione dell’opera». L’Ance, ha anche sottolineato il presidente, è contraria a «qualsiasi passo indietro sulla norma che impone ai concessionari, che non hanno vinto in gara la propria concessione, di mettere sul mercato l’80% delle opere di loro competenza». Serve, per De Albertis, «un ultimo sforzo in chiave di chiarezza e di rispetto della concorrenza che deve valere per tutti, nessuno escluso». Tra le imprese le preoccupazioni per le nuove regole non mancano e i costruttori approvano la riduzione delle norme e l’introduzione di una soft regulation affidata all’Anac, ma avvisano che queste linee devono essere «cogenti e che venga garantito un adeguato periodo transitorio in modo da assicurare un passaggio ordinato tra la vecchia e la nuova normativa». É appunto quello che sollecita Cantone. E del Rio apre:«< Se il presidente Cantone chiede un mese di tempo in più, non c'è opposizione e non c'è problema da parte nostra. Il nostro obiettivo era di essere pronti per il 18 aprile e il 18 aprile ci siamo». De Albertis approva anche «la scelta del governo di mantenere il regime Soa che però deve essere fortemente rivisto, rafforzando i controlli sui soggetti certificatori e puntando sui requisiti “reputazionali", che mirano a valorizzare le imprese sane, corrette e che hanno eseguito bene le opere».