Ok a pillola per cambio di sesso: la pagherà il servizio sanitario nazionale

Arriva il parere favorevole della Commissione tecnico scientifica dell'Aifa che permetterà al medicinale di essere inserito tra quelli pagati dal Ssn

La triptorelina sbarca nell'elenco dei medicinali erogabili a carico del servizio sanitario nazionale se c' è la diagnosi accertata di disforia di genere. Il permette di sospendere la puberà per capire se si vuole intraprendere un cambio di sesso.

Stop alla pubertà

Il parere favorevole della Commissione tecnico scientifica dell'Agenzia italiana del Farmaco - poiché la pubertà sarebbe "incongruente con l'identità di genere" - permetterà al medicinale di essere inserito tra quelli pagati dal Ssn. Il farmaco, come si legge su Il Giorno, è in grado di inibire la secrezione di gonadotropine sopprimendo così le funzioni testicolari e ovarica. Insomma una bella pausa alla pubertà degli adolescenti fino a due anni, in attesa che l'individuo capisca a quale sesso voglia appartenere.

Secondo e società scientifiche (Sie, Siams, Siedp) e l' Osservatorio nazionale identità di genere che hanno promosso la richiesta all'Aifa, diventare uomo o donna e percepirsi di un altro sesso è causa di grave solamento o peggio. Inoltre, spiegano, che sospendere i cambiamenti corporei irreversibili della pubertà permette di prevenire terapie mediche e chirurgiche più invasi e più costose.

Per accedere a questo nuovo trattamento, oltre a sussistere dei requisti, servirebbe una diagnosi dell' esperto in salute mentale e dal consenso informato dall'adolescente e dei genitori, come scrivono da Il Giorno.

Commenti

Luisigno

Gio, 29/03/2018 - 11:56

Una grandissima CRETINATA

Rossana Rossi

Gio, 29/03/2018 - 12:04

Altro elemento per creare ulteriori confusioni.........

Ritratto di bingo bongo

bingo bongo

Gio, 29/03/2018 - 12:20

Siccome abbiamo un'economia florida e le casse piene di soldi da spendere...nopecoroni

valerie1972

Ven, 30/03/2018 - 10:55

Inutile dire che tutti gli esperti in salute mentale accreditati dovranno rigorosissimamente essere inquadrati nelle cornici teoriche delle mode lgbt-friendly (una teoria che mentre è in discussione ha già scavalcato d'un balzo qualunque discussione e si è autoimposta con forza di legge), dato che tutti gli altri esperti non allineati verranno sistematicamente insultati, radiati dagli albi professionali, denunciati e multati.