"Olive verniciate". Nuova frode alimentare

Così i furbetti "rinverdiscono" le olive vecchie o le trasformano da verdi in nere sfruttando i buchi e le falle della normativa comunitaria sugli additivi alimentari

Occhio alle olive, se sono troppo verdi state attenti: potrebbero essere state “verniciate”. L’ultima moda in fatto di frodi alimentari è stata smascherata in numerose operazioni delle forze dell'ordine. E nel bollettino dell’Agenzia Regionale per la protezione dell’ambiente della Campania, a consuntivo dei blitz compiuti, vengono svelati tutti i trucchi utilizzati dai furbetti.

Stando a quanto svela l’Arpac, sarebbero moltissimi i metodi utilizzati per “rinverdire” le olive. Spesso trattate con sostanze non del tutto illegali, coloranti e additivi che non vengono dichiarati sulle etichette e che sono di fatto tollerati dalle normative europee o dei quali i regolamenti Ue, solitamente puntigliosi al limite dell’assurdo specialmente in materia alimentare, non trattano proprio.

“Le olive vengono colorate artificialmente attraverso l’uso di Sali ferrosi. Si tratta di additivi ricavati dagli acidi lattici che non rientrano tra i coloranti ma sono dei cosiddetti stabilizzatori, spesso largamente utilizzati anche per fortigicare il contenuto di ferro negli alimenti”. Questi additivi non presentano particolari controindicazioni per la salute. Ma la beffa è dietro l’angolo perché “a volte vengono fraudolentemente aggiunti per colorare olive verdi in modo da farle diventare nere”. Ma sulle etichette non viene certo specificato che si tratta di olive verdi trattate e qui c’è la frode.

Ma uno dei pericoli veri per i consumatori è rappresentato dalla pratica della cosiddetta “verniciatura”. “In altri casi – si legge ancora nel bollettino Arpac – le olive vengono immerse in soluzioni concentrate a base di solfato di rame, ossia vengono verniciate come si dice nel gergio di chi pratica questo tipo di frode, per conferire una colorazione verde intensa, rivitalizzando così anche olive vecchie caratterizzzate da una colorazione estremamente sbiadita”.

Questo escamotage è potenzialmente pericoloso: “tra le frodi che coinvolgono le olive quest’ultima èè sicuramente la più pericolosa per tossicità; il solfato di rame è infatti bioaccumulabile dall’organismo ed essendo difficilmente smaltibile persiste negli organi”.

Commenti

Raoul Pontalti

Mar, 13/12/2016 - 13:41

Non mi pare che qui rilevino i buchi della normativa comunitaria: sostanze ammesse per uno scopo e in una quantità determinata sono vietate per scopi diversi o in quantità diversa da quella ammessa e un classico esempio è dato dai nitriti: ammessi per la conservazione dei salumi (prevenzione del botulismo) sono vietati per colorare la carne sul banco del macellaio. I coloranti E 140 ed E 141 (clorofille e clorofille con rame) atossici ed ammessi per altre preparazioni sono vietati per colorare le olive come peraltro qualsiasi colorante (frode in commercio), mente il solfato di rame, usato sulla pianta per prevenire ad es. l'occhio di pavone, nel prodotto è ammesso a concentrazioni residuale ben inferiori a quelle necessarie per colorare le olive. Si preoccupano i bananas del sano e genuino olio tunisino offerto a prezzo onesto e trascurano gli italici truffatori vendenti emme a caro prezzo.

Una-mattina-mi-...

Mar, 13/12/2016 - 14:54

AH, LE "NORMATIVE" EUROPEE! Che voluttà!

Dordolio

Mar, 13/12/2016 - 15:47

Tutto bene Pontalti meno la chiusa sull'olio tunisino. Prezzo ONESTO???? Dì prezzo agevolato e aiutato e possiamo cominciare a ragionarci sopra. Anche i nostri produttori saprebbero fare prezzacci: leviamogli le tasse - magari - e poi vedi che l'olio buonissimo dei nostri cultivar riescono anche a tirarlo dietro....