Omicidio Loris, negati domiciliari alla Panarello: "Può uccidere ancora"

Il giudice è convinto dell'estrema pericolosità criminale dell'imputata "desumibile dalla sua lucida determinazione omicidiaria dei figlio di otto anni"

Veronica Panarello rimane in carcere con l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere del figlio Loris Stival, ucciso a otto anni. Il gip del tribunale di Ragusa Andrea Reale ha respinto la richiesta di concessione degli arresti domicialiari, formulata nei giorni scorsi dall'avvocato della donna Francesco Villardita.

La motivazione del giudice

Il giudice nel motivare il suo no ai domiciliari alla donna, madre di un altro bimbo, ribadisce il "convincimento in ordine alla estrema pericolosità criminale dell'imputata desumibile dalla sua lucida determinazione omicidiaria dei figlio di otto anni, dalle modalità di consumazione dei reati, dalla cinica condotta successiva alle azioni illecite, dalla sue pervicace, reiterata negazione di qualsiasi addebito pur davanti all'evidenza di elementi probatori di particolare significatività - motiva Reale - dalla malvagia, calunniosa chiamata in correità del suocero Andrea Stival, dalla dissimulazione dello stato di incapacità di intendere e volere e dall'accertamento, al contrario, della piena imputabilità della donna, dalla pluralità di versioni sui fatti - contraddittorie e false - rese dalla predetta durante il procedimento e ribadite fino a pochi giorni prima della sentenza".