Operaio muore punto da una vespa: condannato il datore di lavoro

Un imprenditore piemontese è stato condannato per non aver adeguatamente protetto il proprio operaio dalle punture di vespa o di calabrone

Un imprenditore piemontese di 46 anni è stato condannato ad un anno di carcere dopo che un suo operaio era morto sul lavoro dopo essere stato punto da una vespa.

Era il giugno del 2014 quando il 44enne operaio Davide Zangara stava cambiando le lampadine dei lampioni pubblici a Brozolo, in provincia di Torino. Durante il lavoro in altezza venne punto da un insetto, con ogni probabilità un'ape o un calabrone. Ignaro di essere allergico, venne colpito da choc anafilattico e morì a bordo del proprio furgone, nel vano tentativo di raggiungere l'ospedale più vicino.

Ieri il tribunale di Ivrea ha condannato il datore di lavoro a un anno di carcere per omicidio colposo, con sospensione condizionale della pena. La tesi del'accusa accolta dal giudice monocratico, si imperniava sulla convinzione che il datore di lavoro non avesse calcolato il rischio della morte di Zangara, esposto alle punture di insetti perché abitualmente impiegato in lavoro da svolgersi all'aria aperta.

L'impresa avrebbe dovuto fornirgli un adeguato abbigliamento protettivo oppure avrebbe dovuto affiancarlo da un altro lavoratore, come peraltro previsto a quanto pare dal disciplianre aziendale. La difesa dell'imprenditore, però, ha già annunciato il ricorso in Appello.

Commenti
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stufo

Gio, 19/07/2018 - 09:49

Tutti pazzi. In poggiolo ho fiori, come tantissimi. Se mi pungono, va in galera l'amministratore per non aver vietato i fiori ?

Ritratto di Marcello.508

Marcello.508

Gio, 19/07/2018 - 10:17

No comment..

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Gio, 19/07/2018 - 10:32

Stiamo andando tutti fuori di melone. Quindi se per strada venissi aggredito dalle zanzare e mi succedesse qualcosa, mandate in galera Di Maio, Conte e Mattarella? Ah, no, sempre Salvini, non conta il reato, ma chi lo fa?

massmil

Gio, 19/07/2018 - 10:35

Siamo al delirio... farei volentieri due domande al fenomeno magistrato.

rise

Gio, 19/07/2018 - 10:37

La legislazione sulla sicurezza è delirante e si basa su un assunto di sicurezza assoluta. Nella terminologia anglosassone si parla di incident e acccident, tradotti in italiano come incidente, ma che vanno interpretati come incidente con conseguenze gravi e incidente senza conseguenze di rilievo. In tal senso si muove la legislazione di altri paesi: probabilmente il giudice ha sbagliato la motivazione, in quanto l' operaio lavorava da solo e non in squadra, come previsto dal buon senso e dall' operatività della sicurezza in cantiere e quindi mancava una persona per il pronto intervento di soccorso.

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abj14

Gio, 19/07/2018 - 11:11

Se commentassi certe sentenze di certi italici magggistrati, dopodomani mi verrebbe notificato il noto Atto Dovuto. – (2° invio)--

cavolo4

Gio, 19/07/2018 - 11:13

Con tutto rispetto per l'operio deceduto che per una famiglia e una grandissima disgrazia pur non conoscendoli porgo le piu sentite ocondoglianze. Detto ciò mi spiegate la colpa del datore dove è? Nemmeno l'operaio sapeva di essere allergico. Uno prima di assumere un dipendente gli deve far fare l'anamnesi poi si invoca la privacy, e poi se il datore per una specifica allergia non lo assume si corre subito dai sindacati. Pensate quanti operai vanno a lavorare in campagna per la raccolta della frutta, dei pomodori, dell'uva e li si che ci sono vespe e calabroni. Se uno va a lavorare in questi posti che si preoccupasse se ha eventuale allergie. Datore non preoccuparti e talmente priva di serie motivazioni o in appello o in cassazione sarai assolto perchè è giusto così. Non e solo la condanna per colpa ma e il probabile risarcimento che ne può derivare.

Ritratto di abj14

abj14

Gio, 19/07/2018 - 11:23

Nell'articolo originale di R.it è scritto che l'imprenditore "avrebbe dovuto prevedere che il suo dipendente che lavorava all'aria aperta potesse incorrere nella puntura di un insetto e correre ai ripari, ad esempio con un abbigliamento adeguato" - - - Infatti, per cambiare una lampadina non v'è chi non veda come sia prassi abituale indossare la tuta da apicoltore o, meglio ancora, da palombaro.

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Nitrogeno

Gio, 19/07/2018 - 11:33

Le allergie vanno diagnosticate in tempo e a prescidere. Ma se per ipotesi veniva colto da un fulmine condannavano "il padrone" perché non gli aveva fornito un parafulmine? I fuori di testa, specie se "imparruccati", ormai è una piaga.

Ritratto di abj14

abj14

Gio, 19/07/2018 - 11:42

Leggo : "Un imprenditore è stato condannato ad un anno di carcere dopo che un suo operaio era morto sul lavoro" - - - Mah, capirei la "morte sul lavoro" se, ad esempio, fosse stato folgorato dalla corrente oppure fosse stato inviato dal suo datore a cambiare una lampadina dentro un'arnia; maccheccacchio c'azzecca un insetto vagante con il lavoro dello sfortunato operaio ? - In questo paese c'è una strabiliante esuberanza di azzeccagarbugliaisti certificati. Sia come sia, hanno impiegato solo 4 anni per sfornare quello che hanno sfornato.

Raoul Pontalti

Gio, 19/07/2018 - 11:48

@rise non essere più bananas degli altri per favore tirando in ballo lingue straniere per esprimere concetti qui irrilevanti. Sappi che a) la normativa sulla sicurezza del lavoro è di impronta comunitaria e il relativo Testo unico (D.leg.vo 81/2008) viene aggiornato con le cd "leggi comunitarie" e si applica anche in Gran Bretagna; b) che anche la normativa previgente imponeva (cfr OPI 1983) che un lavoratore che da solo deve eseguire un lavoro rischioso (come cambiare lampadine ai lampioni operando a diversi metri dal suolo) deve comunque essere sorvegliato. Nel caso il lavoratore sorvegliante avrebbe potuto immediatamente chiamare i soccorsi e prestare un primo aiuto all'infortunato. La violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro qui ci sta tutta e di conseguenza anche la condanna.

Marcolux

Gio, 19/07/2018 - 11:48

Pazzesco!!!! E ,e aziende straniere dovrebbero venire ad investire...cioè a rovinarsi e ad ammazzarsi in un Paese di M... come questo? Il marcio, il cancro dell'Italia è la Magistratura!

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elkid

Gio, 19/07/2018 - 11:53

---secondo voi si è proceduto d'ufficio o è la famiglia del disgraziato che comincia con un'accusa penale per poi tentare di spolpare civilmente il datore di lavoro con congruo risarcimento?--swag della serie quando i soldi sono più importanti di tutto il resto--auguro alla famiglia vespe a gogò--ma non 50 special--

fabiotiziano

Gio, 19/07/2018 - 12:20

Meno male che ogni tanto una voce (quella di Raul) esce dal coro dei bananas accecati dall'odio per chiunque non sia allineato con i desiderata dei loro guru (leggi magistratura) e prova a far ragionare... purtroppo è tutto tempo perso. L'odio non conosce il raziocinio

Ritratto di Atomix49

Atomix49

Gio, 19/07/2018 - 12:38

Una notizia che non si sa se sia comica, grottesca o cosa. L'operaio purtroppo è morto per una fatalità e su questo non ci piove. Ho lavorato una vita per ditte di manutenzione e quotidianamente operai venivano punti da insetti che si annidavano nei corpi illuminanti, sotto le tegole dei tetti etc. Purtroppo è nel preventivabile. Ci sono accorgimenti che ogni operaio conosce bene e che mette in atto prima di aprire una plafoniera o avventurarsi su un tetto per piazzare un'antenna TV. E' anche vero che il secondo operaio è previsto anche dalla legge 626, ma non certo per sostituire una lampadina. Certe sentenze tanto eccentriche quanto frutto di magistrati iperzelanti, servono solo a dipingere un quadro sempre meno appetibile per chi vuole investire o fare impresa.

Happy1937

Gio, 19/07/2018 - 12:46

Vedrai che ora le vespe in volo sono comandate dagli imprenditori!

Martinico

Gio, 19/07/2018 - 13:13

Mi dispiace per l'operaio e per ciò che può servire, sono vicino alla sua famiglia. Non esiste però dare responsabilità al datore di lavoro... Come ho letto in un commento precedente, Vi sono luoghi assai più propensi ad essere oggetto di insetti. Mai visto un contadino lavorare, specialmente in estate con scafandri da palombo per non essere punti.

Ritratto di elkid

elkid

Gio, 19/07/2018 - 13:50

---mi aspetto che salvini multi la ragazza perchè si è comportata nè più nè meno come coloro che comprano chincaglierie dai vu cumpà sulle spiagge-

Ritratto di stenos

stenos

Gio, 19/07/2018 - 14:02

Ormai i tribunali italiani dovrebbero essere chiamati manicomi. Qualsiasi lavoratore può essere punto da un insetto ed è quindi colpa del datore di lavoro?

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oldpeterjazz

Gio, 19/07/2018 - 14:06

Mi rifiuto di crederci.

frank173

Gio, 19/07/2018 - 14:21

E' ora di lasciare questo paesaccio ai migranti, andiamoci noi italiani in Germania, sarebbe sempre un'affarone.

mariolino50

Gio, 19/07/2018 - 14:22

elkid Mio padre morì sul lavoro anni fà, e per l'omicidio di qualsiasi tipo procede il procuratore da solo, mia madre non fece nessuna denuncia, non cè bisogno nel penale. Eviterei di fare dello spirito del cacchio su una simile tragedia, provare per credere, io ho provato.

Boxster65

Gio, 19/07/2018 - 14:52

Il demente togato avrebbe dovuto a questo punto andare ancora oltre e condannare in contumacia la vespa o calabrone all'ergastolo. Mamma mia com'è messa la giustizia in questo Paese!!

Boxster65

Gio, 19/07/2018 - 14:56

Elkid..ore 11.53... come spesso accade sarebbe meglio tu stessi zitto. Tutti gli infortuni sul lavoro (ancor di più quelli che portano alla malaugurata morte dello stesso) sono procedibili d'ufficio. Per cui l'indagine parte automaticamente a prescindere dalla presenza di querela di parte. Taciti ogni tanto.

ANTONIO1956

Gio, 19/07/2018 - 15:07

Siamo alla follia più completa. Basta... certa magistratura va eliminata dalla vita del paese...mandateli in Africa per favore.

Tip74Tap

Gio, 19/07/2018 - 15:17

Nel 20100 è stata condannata e fatta fallire una ditta perchè negli anni 60 usava composti con amianto e un operaio è morto nel 2004. Il giudice disse che anche se in Italia era legale non dovevano usarlo perché negli USA si sapeva che era tossico. .... intanto fino agli anni '80 l'abbiamo continuato a mettere nelle scuole pubbliche. Ha ragione Salvini riguardo la magistratura italiana.

Ritratto di elkid

elkid

Gio, 19/07/2018 - 15:36

---mariolino50--lo so--il mio era cinismo a buon mercato per scatenare la discussione--noi troll siamo fatti così---mi dispiace per il tuo vecchio comunque---swag

rise

Gio, 19/07/2018 - 18:35

Raoul Pontalti Gio, 19/07/2018 - 11:48 nonostante il suo stentato commento , le ricordo che H.W. Heinric, pioniere dell' Industrial Accident Prevention sviluppò il principio di accident (catastofe) e di incident (incidenti di piccola entità, potrà approfondire l' argomento per una visione più chiara. In Italia la recente citata normativa, che è il naturale sviluppo di norme esistenti dal 1955 è stata inquadrata in un testo legislativo di tipo sanzionatorio penale, che individua figure di controllo, precedentemente genericamente riconducibili al datore di lavoro tramite il codice civile. Lei peraltro ribadisce la mancanza dell' ausiliario, come ho affermato, che a mio avviso è il punto focale della condanna, ma non ha l' ha letto e compreso.

rise

Gio, 19/07/2018 - 18:56

Raoul Pontalti Gio, 19/07/2018 - 11:48 Dimenticavo un dettaglio. Nel Regno Unito l' Health and Safety at Work etc.Act 1974 (HSWA) continua a circoscrivere l’obbligo di sicurezza del datore di lavoro nei limiti di “quanto ragionevolmente raticabile” Cito testualmente: "L’attività di vigilanza, nel sistema inglese, è rideterminata in funzione del rischio, Al contrario in Italia non c’è una netta differenza di legislazione del rischio in base al livello di gravità." da L’ORDINAMENTO DELLA GRAN BRETAGNA IN MATERIA DI SICUREZZA DEL LAVORO, DIFFERENZE TRA COMMON LAW ED IL DIRITTO ITALIANO NEL SETTORE Autore: Dott. Mauro Ciccarello. Un saluto e la lascio alle sue "bananas" .

Ritratto di abj14

abj14

Gio, 19/07/2018 - 20:22

rise 18:35 scrive : "la mancanza dell' ausiliario . . . che a mio avviso è il punto focale della condanna" - - - Ecco, se la mancanza dell'ausiliario assume un aspetto fondamentale, non capisco che necessità avevano i magistrati di intrufolarsi in ridicoli panegirici sull'abbigliamento dell'operaio.