Ora collezionare francobolli è reato: "Sono un bene demaniale"

Il tribunale di Torino ha condannato un commerciante di francobolli di Rivoli sequestrandogli l'intero stock in deposito

Una sentenza del tribunale di Torino ha stabilito che tutti i documenti che nel corso del tempo siano stati indirizzati a un ente pubblico sono un bene demaniale storico e appartengono allo Stato. Perciò i collezionisti di francobolli, così come le case d'asta, sono avvisati. Il passaggio da filatelisti a ricettatori è breve.

Riporta La Stampa che il tribunale piemontese, con sentenza depositata in cancelleria il 22 febbraio a cura del giudice Roberto Arata, ha condannato un commerciante di francobolli di Rivoli, sequestrandogli l'intero stock in deposito, sulla base della convinzione che chiunque maneggi pezzi di corrispondenza tra un privato e un ente pubblico, dal 1840 a oggi, è perseguibile perché il materiale è di proprietà dello Stato. Nella stessa sentenza si specifica che "la procedura di scarto non legittima la libera commercializzazione dei beni scartati, ma al contrario i documenti scartati all'esito della procedura devono essere distrutti".

L'intero commercio filatelico, che vale circa 120 milioni di euro all'anno di fatturato, potrebbe essere arrivato al copolinea. Chi decide quindi di commerciare francobolli, stabilito che sono beni demaniali, è un ricettatore. Chi li acquisti, commette quantomeno il reato di "acquisto incauto". Quindi qualunque busta porti l'indirizzo di un Comune, di una Provincia, di una Prefettura, persino di un Priorato o di una parrocchia è sospetta. E siccome nel corso dell’Ottocento, scrive il quotidiano piemontese, erano soprattutto gli ecclesiastici a scrivere perché erano tra i pochi in grado di farlo, molta parte delle buste che vengono vendute nelle aste italiane con i relativi francobolli sono teoricamente fuorilegge.

Commenti

cgf

Sab, 18/03/2017 - 15:30

I'm speechless

mariod6

Sab, 18/03/2017 - 15:32

Altro caso evidente di sopraffazione da parte di un magistrato che probabilmente non voleva pagare quanto richiesto dal commerciante per una busta o un francobollo. Invece che processare ladri e assassini e politici arruffoni e dipendenti della PA corrotti o infedeli, è meglio fare un procedimento penale per dei francobolli, interpretando di nuovo la legge come pare a lui.

giosafat

Sab, 18/03/2017 - 16:16

E ancora si deride chi aveva osato proporre test psicoattitudinali per i magistrati....

Ritratto di mvasconi

mvasconi

Sab, 18/03/2017 - 16:18

la deficienza progredisce esponenzialmente

Ritratto di venividi

venividi

Sab, 18/03/2017 - 16:41

E come la mettiamo con i francobolli dei paesi stranieri ?

tonipier

Sab, 18/03/2017 - 16:55

" GLI ITALIANI SONO AVVERTITI" Da oggi possiamo essere indagati quindi, pulire bene le giacenze negli scaffali di casa altrimenti fra poco rischi di essere arrestato" incredibile"? sarà vero, o falso?. oppure questo dovrebbe immediatamente farsi curarsi in psichiatria?.. " bisognerebbe chiedere agli investitori da secoli in questo settore cosa ne pensano di un soggetto da tenere in considerazione per un nuovo settore di collezione?

Luigi Farinelli

Sab, 18/03/2017 - 17:02

La pazzia sta dilagando ed è un germe che alligna spesso in certi tribunali. Ormai non si salva più niente. Siamo a livelli di allarme rosso se la Magistratura può arrivare ad emettere simili sentenze.

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Sab, 18/03/2017 - 17:10

Un bene non appartiene a chi lo ha scartato, vale per la spazzatura così per i francobolli. Che poi i negozi di filatelia non si sa come stiano in piedi e di sicuro vendono tutt'altra merce è un altro discorso...

agosvac

Sab, 18/03/2017 - 17:19

Certo che alcuni magistrati il cervello neanche sanno cosa sia!!!

Una-mattina-mi-...

Sab, 18/03/2017 - 17:31

L'IMPAZZIMENTO GENERALIZZATO GALOPPA, LA LEGGE ORMAI MANDA IMPUNITI I DEVASTATORI DELLE VITE DEI CITTADINI MENTRE PERSEGUE DETTAGLI RIDICOLI O CHI SI LAMENTA DELL'ANDAZZO

Una-mattina-mi-...

Sab, 18/03/2017 - 17:33

IN UNO STATO IN CUI TUTTO FUNZIONA PERFETTAMENTE, PARE TUTTAVIA GIUSTO cavillare sugli ultimi determinanti dettagli, gli unici che ci separano dall'essere uno stato perfetto.

lilli58

Sab, 18/03/2017 - 17:50

tolto il contenuto bisogna allora restituire la busta all'ente? ma per favore!

papik40

Sab, 18/03/2017 - 17:51

Altro magistrato alla ricerca di notorieta'!

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 18/03/2017 - 18:02

Ma cosa ne pensa la Bolaffi: dovrà forse chiudere?

diegom13

Sab, 18/03/2017 - 18:07

Riprendere l'articolo di un'altra testata, pur citandola correttamente, è stupido se si taglia la parte esplicativa. La sentenza parla solo della corrispondenza pervenuta agli enti pubblici, cioè dei francobolli ancora incollati sulle buste pervenute a quegli enti. La cosa non riguarda assolutamente la corrispondenza ricevuta da privati. Il rischio sta nel fatto che si presume che intorno al 1840 solo gli ecclesiastici e pochi altri avessero la cultura necessaria a scrivere, e lo facessero solitamente indirizzandosi ad autorità pubbliche, e quindi raramente i francobolli di quell'epoca potrebbero essere stati ottenuti legalmente. Ma non c'entra niente il normale collezionismo di francobolli italiani e stranieri pervenuti a privati.

maurizio50

Sab, 18/03/2017 - 18:16

Se i giudici studiassero il codice penale invece che rincorrere fole che derivano loro da eccesso di protagonismo, ne trarrebbero giovamento loro stessi, i cittadini e, in ultima analisi, lo Stato!!!!

giovanni PERINCIOLO

Sab, 18/03/2017 - 18:17

Commentare?? a quale scopo ormai?? La casta magistrale se la canta come meglio crede da parecchi anni e la sua assoluta impunità é ormai parte integrante del costume nazionale!

giovanni PERINCIOLO

Sab, 18/03/2017 - 18:18

A quando una condanna allo stato italiano perché produce e vende francobolli e quindi incita a commettere il reato di filatelia??

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Sab, 18/03/2017 - 18:30

Per essere precisi la questione si riferisce al possesso delle buste le quali riportino corrispondenza fra privato ed ente pubblico, non il singolo francobollo. Per assurdo se viene ritagliata l'area attorno al francobollo e bruciato il resto è tutto Ok. Poi la sentenza del tribunale è comunque una stronxata ma non vedo perchè spaventare il collezionista con i suoi piccoli cimeli gelosamente ed amorevolmente custoditi nel suo album.

Ritratto di Corsaro Azzurro

Corsaro Azzurro

Sab, 18/03/2017 - 18:41

Le sentenze si accettano e non si commentano. Così dicono i forcaioli ed i "gombagni". Contenti loro...

Ritratto di filatelico

filatelico

Sab, 18/03/2017 - 19:36

Molti enti pubblici come Comuni nel tempo hanno venduto o mandato al macero interi archivi e quindi hanno perso il possesso di tale corrispondenza: Che CAXXO CAPISCONO DI FRANCOBOLLI QUESTI IDIOTI ??? La filatelia è cultura, non potranno mai essere filatelici i laureati con il 18 politico a Giurisprudenza magari simpatizzanti di Potere Operaio prima e di Magistratura Democratica poi. Mao fece bruciare i francobolli cinesi dalle Guardie Rosse ed ORA quelli superstiti VALGONO UNA BARCA DI SOLDI !!!

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Sab, 18/03/2017 - 19:50

É proprio vero che in Italia la feccia che viene dal piú basso ha occupato i luoghi della giustizia.

Ritratto di zanzaratigre

zanzaratigre

Sab, 18/03/2017 - 19:51

Non hanno proprio un c. da pensare!

uberalles

Sab, 18/03/2017 - 20:47

Con la giustizia amministrata da questa gente, gli Italiani sono in una botte di ferro!!

Ritratto di OdioITedeschi

OdioITedeschi

Sab, 18/03/2017 - 21:13

La stessa cosa vale anche per i precursori dei francobolli, come i cosiddetti "Cavallini" del Regno di Sardegna?

Fjr

Sab, 18/03/2017 - 21:41

Devono avere seri problemi urge un bel francobollo e spedizione per una destinazione mooolto lontana, ma questi ci sono o ci fanno?

Alessio2012

Sab, 18/03/2017 - 21:55

Chissà perché sempre alla procura di Torino...

nunavut

Sab, 18/03/2017 - 23:50

Al massimo potrei capire se il bollo lo pagò l'ente pubblico ma se il bollo fu pagato da un privato il bollo dovrebbe appartenere a l'acquirente e non all'ente pubblico,solo se la corrispondenza fu fra ente pubblico e privato lo stato potrebbe richiederne il possesso.Forse é come tagliare un capello in 4 ma é una mia opinione.

killkoms

Dom, 19/03/2017 - 00:33

siamo alla follia..!

Ritratto di Nubaoro

Nubaoro

Dom, 19/03/2017 - 07:59

magistrati uscite dalla vostra torre d'avorio e venite a vivere in questo mondo PRIMA di giudicare.

Ritratto di gian td5

gian td5

Dom, 19/03/2017 - 09:06

...e la distruzione delle nostre memorie storiche continua, la corrispondenza fra i grandi (e meno grandi) del passato è una fonte irrinunciabile di informazioni storiche, un popolo senza memoria non ha futuro, ma probabilmente questo è proprio ciò che si vuole.

Joe Larius

Dom, 19/03/2017 - 10:42

Non allarmatevi! Non passerà molto che anche la carta igienica diventerà, dopo l'uso, proprietà dello stato.

Max-41

Lun, 20/03/2017 - 17:17

Si tratta di una decisione stralunata: immediatamente dopo la fine della prima guerra mondiale, il governo impartì alle prefetture l'ordine per i sindaci delle rispettive zone territoriali di consegnare alla Croce Rossa Italiana tutti i documenti cartacei "privi di rilevanza storica" . Per rilevanza storica si intendevano le delibere comunali e gli atti del Comune nel suo insieme. Tutte le corrispondenze ritenute "esaurite" furono così donate alla C.R.I. che rivendette il cartaceo a peso a commercianti del settore. A questo punto, nessun ente pubblico aveva più voce in capitolo, poiché la C.R.I. aveva rilasciato una dichiarazione di manleva per ogni ritiro di carta. Inoltre, anche la transazione tra C.R.I. e commerciante privato era stata fatturata. A questo punto, l'eventuale vendita del singolo documento dal commerciante al privato è assimilabile ad un qualsiasi "negozio giuridico" previsto dal codice civile. Senza i "maldipancia" d'una magistratura da 1° aprile....