Orlando Portento: "Ve li do io i 70 anni di Beppe (Giuse) Grillo"

In occasione dei 70 anni di Beppe Grillo, il comico del "Tricchebalacche" - suo amico d'infanzia - racconta alcuni aneddoti sulla vita del garante M5S. "Il suo segreto? L'avarizia. Come ha festeggiato il compleanno? Da frate francescano"

"La chiave del successo di Beppe Grillo? L'avarizia. Al suo confronto l'avaro di Molière è un filantropo! La sua tirchieria va di pari passo con il suo disinteresse per la politica, di cui non gli è mai fregato nulla". Parola di Orlando Portento. Il cabarettista genovese, noto per i tormentoni del "Tricchebalacche" e delle "cammellate", è stato da giovane il migliore amico di Beppe Grillo, che oggi festeggia 70 anni. Chi meglio di Portento può fare un bilancio della vita del garante del Movimento 5 Stelle, nel giorno del suo compleanno? "Lo avrà festeggiato da frate francescano. Per non spendere soldi. Come sempre".

Portento, oggi il suo amico-nemico Grillo compie 70 anni. Un bel traguardo...

"70 anni di avarizia! Fin da ragazzo "Giuse" - anche se lui si faceva chiamare Massimiliano perché si vergognava del suo nome - aveva un'incredibile capacità di non spendere. Negli anni Sessanta, era l'unico ragazzo di Genova a girare con i pantaloni senza tasche. Lo prendevo in giro dicendogli che si faceva fare le tute su misura! Quando aveva con sé 500 lire, la settimana dopo gliene rimanevano ancora 450. Si faceva offrire qualsiasi cosa".

Taccagno fin da piccolo, quindi.

"Taccagno e grassottello. Da ragazzino aveva la mania del pallone. Voleva fare il calciatore, ma gli mancava il fisico. Anziché correre, trotterellava per il campo. Fui costretto a portarlo con me per un provino con una squadretta locale. Alla fine della sgambata l'allenatore mi disse, serissimo: 'Che me ne faccio di questo porcellino?' Eppure..."

Eppure?

"Con le ragazze ci sapeva fare. Anche se una volta se la vide brutta. Alla discoteca Peppermint, il Piper genovese, osò sfiorare il sedere della fidanzata di un mezzo delinquente per giunta zoppo. Giuse si prese una testata che gli fece saltare tutti i denti che aveva fuori dalle labbra. Era migliorato! Per non parlare di quando non gli cresceva la barba. Andavano di moda le basette lunghe. Si strappò i capelli e se li attaccò in faccia".

Arriva il '68, l'anno della contestazione e di Grillo in prima linea con gli studenti...

"Figuriamoci! Non gliene fregava niente della politica. E non glien'è mai fregato nulla, neppure quando ha infarcito i suoi spettacoli di battute a sfondo politico. È stato bravo a intuire il malcontento che cresceva contro la politica e i partiti. E a trasformarlo in uno strumento di arricchimento personale. Fino al 'capolavoro' del Movimento 5 Stelle".

Con le ragazze se la cavava. E sul palco?

"I primi anni sono stati difficili. Pochi lo ricordano ma Grillo, a metà anni Settanta, è stato diverso tempo a Milano per sfondare nel mondo dello spettacolo. Ma i soldi erano pochi. Un calvario per uno come lui. Fortuna che la sua famiglia ci metteva una pezza, mantenendolo. Un giorno suo fratello Andrea mi chiese in ginocchio: 'Convincilo a lasciare il cabaret'. Gli dissi di di lasciargli ancora un po' di tempo. Fino al successo della 'Bullona'".

Il locale dove Baudo assistette allo spettacolo di Grillo. Che da allora prese il volo...

"Con la politica che tanto gli (dis)interessava. Se n'è sempre fregato della politica intesa come mezzo per il miglioramento della società. Ha capito che il filone era quello giusto. La gente era incazzata con i partiti che da anni ladravano, rubacchiavano, trafficavano... Lui è stato furbissimo a capire che avrebbe potuto sfondare con la satira. E così è stato".

Però la passione per la politica gli è venuta con il "trittico" Amici di Beppe Grillo-Meet up-Movimento 5 Stelle.

"Tutte balle! L'unica cosa che gli piace della politica è la possibilità di arricchirsi. Giuse è sempre stato molto furbo. Con il blog, movimenti, movimentini e movimentucci, ha guadagnato più palanche che con gli spettacoli a teatro e in tv. Questo è stato ed è ancora oggi il suo mantra. E molti, 'dal commissario al sacrestano', continuano a credergli".

Che differenza c'è tra il Grillo pubblico e il Grillo privato?

"In pubblico è talmente perfetto da sembrare finto. Ed è proprio così: finto. Nel privato viene fuori la sua vera personalità: gretto fino al midollo. Altro che caviale e champagne..."

A proposito, come avrà festeggiato Grillo i suoi 70 anni?

"Come 50 anni fa: un compleanno da frate francescano. Se qualcuno gli ha portato dello spumante, lo avrà già rivenduto per guadagnarci qualcosa. Torte di compleanno? Scommetto che ha tirato fuori quella dell'anno scorso. È sempre buona".

Un'ultima domanda: cosa fa Orlando Portento oggi?

"Mi diverto a scrivere su Facebook e Twitter qualche 'cammellata' sugli immigrati che ci invadono. Anche se Zuckerberg o come diavolo si chiama mi ha bloccato di nuovo per 'razzismo'. È razzismo dire che l'Africa coloniale francese ha battuto la piccola Croazia? Comunque Gad Lerner, con il suo Rolex, è un dilettante. Fidel Castro ne aveva due!".

Commenti
Ritratto di ValerieScettica

ValerieScettica

Lun, 23/07/2018 - 22:58

Non è affatto razzista dire che la squadra francese è formata nella sua quasi totalità da giocatori africani non francesi. E' semplicemente la verità.