"In ospedale uomini e donne sono uguali"

Mariella Enoc, classe 1944, di Novara, dal febbraio 2015 è presidente dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù. Ha accettato quel ruolo dopo molte titubanze: «Ho resistito tre mesi alle insistenze del sottosegretario di Stato, poi ho risposto "obbedisco", da credente e perché credo nel lavoro che faccio». Una vita da manager nel campo della sanità, già a capo della Confindustria piemontese, oggi passa le sue giornate tra Milano, Roma, Novara e Como, per i cda del Bambin Gesù, della Fondazione Cariplo e dell'ospedale Valduce. È lei che si è trovata a gestire lo scandalo Vatileaks relativo alla sottrazione di denaro che il cardinale Tarcisio Bertone avrebbe operato nei confronti dell'ospedale, riparato poi con una restituzione di 150mila euro.

Cosa pensa della scelta del Papa di dare sempre più spazio alle donne?

«Quale differenza può esistere tra un presidente uomo e una presidente donna alla guida di un ospedale pediatrico? Quello che davvero importa per me è la fiducia che il Papa mi ha manifestato nell'affidarmi la guida di un'opera così preziosa come l'ospedale della Santa Sede».

Come riesce a coniugare la vita privata con un lavoro di così grande responsabilità?

«Certamente gli spazi dedicati alla mia vita privata sono molto ristretti, e a volte la fatica fisica e mentale si fanno sentire, ma in fondo il mio non è solo un lavoro. O meglio non lo vivo come un lavoro, piuttosto come una missione, una vocazione, che coinvolge necessariamente tutta quanta la mia vita. È un servizio che sento di rendere alla Chiesa».

Quali sono gli obiettivi per il 2017?

«Dirigo un ospedale straordinario, che fa cose meravigliose. Il mio impegno è quello di rafforzarne sempre di più la capacità di risposta in termini sia di cura che di ricerca scientifica. Renderlo sempre più aperto e pronto a rispondere ai bisogni di chi è povero di salute».