Padova, in carcere pusher maliano: numerose aggressioni ad agenti

L’ordine di carcerazione è arrivato dopo una lunga serie di inottemperanze dei provvedimenti e disordini causati dallo straniero, che ha continuato a presentarsi nel centro d’accoglienza da cui era stato allontanato a causa del suo comportamento violento

È finito finalmente dietro le sbarre del carcere di Padova un richiedente asilo noto alle forze dell’ordine per essere un soggetto particolarmente violento ed aggressivo.

Si tratta del 27enne maliano Sounkalou Diarra, un tempo ospite nella struttura d’accoglienza di via Cave, gestita dalla cooperativa “La Mia Badante”. I numerosi disordini del quale si è reso protagnosista, hanno successivamente spinto i responsabili ad allontanarlo dal centro.

Numerosi i reati commessi da Diarra, fra cui spiccano anche diverse aggressioni ai danni dei rappresentanti delle forze dell’ordine.

Lo scorso 6 ottobre, lo straniero fu trovato in possesso di droga e gli agenti di polizia dovettero faticare non poco per far scattare le manette ai suoi polsi ed arrestarlo con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Un provvedimento risultato poi inutile, dato che a dicembre il 27enne è finito nuovamente in manette, dopo aver fatto irruzione nella struttura d’accoglienza che lo aveva ospitato. Una pratica, secondo quanto riferito dagli inquirenti, divenuta ormai abituale. Nonostante l’allontanamento imposto dai gestori della struttura, Diarra era infatti solito ripresentarsi con lo scopo di commettere qualche furto.

Il 10 di dicembre, nella fattispecie, i responsabili del centro si videro costretti a richiedere l’intervento delle autorità a causa della furia del giovane, ed i poliziotti dovettero ricorerre all’utilizzo del taser per poter immobilizzare il facinoroso. In quell’occasione un agente venne violentemente aggredito.

Dopo questo grave episodio, tuttavia, Diarra ha continuato a presentarsi in via Cave, dove l’ultima volta ha rubato del riso. Nulla, del resto, pareva riuscire a fermarlo. Le numerose denunce “collezionate” non sono mai state di alcuna utilità. Lo straniero ha inoltre sistematicamente ignorato prima la misura cautelare degli arresti domiciliari cui era stato sottoposto, poi il daspo urbano dalla città di Padova. È rimasto ostinatamente nelle vicinanze del centro, trovandosi tra l’altro un alloggio abusivo.

La lunga serie di irregolarità e violenze ha infine convinto il giudice a disporre la sua carcerazione. Mercoledì mattina Diarra è stato ancora una volta arrestato (si trovava nei dintorni del centro di via Cave) e condotto nella casa circondariale Due Palazzi.

Commenti

venco

Ven, 25/01/2019 - 19:17

Lo ripeto da sempre: il migrante al primo fermo di polizia va recluso fino al suo rimpatrio, assolutamente non deve metter più piede nel nostro suolo.

Ritratto di bandog

bandog

Ven, 25/01/2019 - 19:47

un richiedente asilo noto alle forze dell’ordine per essere un soggetto particolarmente violento ed aggressivo...l'asilo in che calibro lo vuole??