Palermo, medici aggrediti in ospedale. Ministro Grillo: "Basta Far West"

Due medici dell'ospedale Villa Sofia sono stati aggrediti dai familiari inferociti di un paziente sottoposto a risonanza magnetica. Sulla vicenda è intervenuto il ministro della Salute Giulia Grillo

Un medico e un tecnico sono stati aggrediti da dei familiari inferociti all'ospedale Villa Sofia di Palermo. Il personale sanitario si è trovato a fronteggiare una ventina di parenti, due dei quali hanno tentato di sfondare la porta in vetro della sala di risonanza magnetica, dove si trovava il paziente per accertamenti.

L'episodio è stato denunciato dal sindacato dei medici Cimo ed è stato ripreso con un post su Facebook anche dal ministro della Salute Giulia Grillo che ha invocato una legge antiviolenza a tutela degli operatori sanitari: "Basta Far West, le corsie e gli ambulatori sono patrimonio di tutti i cittadini così come chi vi opera ogni giorno. Chi sta bloccando il Paese e il lavoro del Parlamento si assume anche la responsabilità di fermare questa importante legge di civiltà".

L'aggressione è avvenuta la notte del 18 agosto. Un uomo di 60 anni è stato trasportato in ospedale a seguito della perdita di conoscenza per essere sottoposto d'urgenza a una risonanza magnetica. Il tecnico di radiologia in servizio come da prassi stava formulando delle domande alla moglie del paziente per accertare eventuali controindicazioni come la presenza di metalli, ad esempio di protesi o pace-maker, potenzialmente incompatibili con l'esame. A quel punto sono intervenuti i figli del 60enne che avrebbero cominciato a lamentare la perdita di tempo insultando sia il tecnico, una donna, sia il medico intervenuto a difenderla.

Dalle parole, i familiari sono passati subito alle mani spintonando i due operatori sanitari e danneggiando con calci e pugni la porta di vetro che dà accesso alla sala. Respinto il tentativo dei due aggressori di forzare l'entrata con una barella in metallo, il medico riesce ad avvertire la vigilanza che chiede a sua volta l'intervento delle forze dell'ordine. All'arrivo dei carabinieri, però, i responsabili dell'irruzione, risultati poi due pregiudicati, erano già andati via. Saranno identificati e denunciati dopo poche ore.

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