"Papà era riverso a terra e Battisti lo crivellò di colpi"

Il racconto di Adriano Sabbadin, figlio del macellaio Lino ucciso il 16 febbraio 1979 nel suo negozio da Battisti e il suo commando: "Crivellarono mio padre senza alcuna pietà"

Volete conoscere Cesare Battisti? Volete sapere chi era il "proletario armato per il comunismo" che oggi se ne sta comodamente seduto in una spiaggia brasiliana mentre i parenti delle sue vittime lottano con il dolore di non avere più un padre, un marito, un amico? Era un assassino (lo dicono le condanne): un killer spietato ora trasformatosi in giallista di successo senza scontare neppure un minuto di pena per i delitti commessi durante gli anni di piombo.

Per toccare con mano la feroca di chi oggi dice che tornare in Italia sarebbe "una condanna a morte" bisogna ascoltare i racconti dei parenti di una delle quattro vittime degli omicidi per cui Battsti è stato condannato all'ergastolo. "Non devo chiedere scusa alle vittime", ha detto il terrorista dei Pac continuando a dire che "non c'è motivo che chieda scusa per qualosa che hanno commesso altri".

Il figlio di Lino Sabbadin raccontò l'omicidio di suo padre in un libro realizzato da Giovanni Fasanella e Antonella Grippo. Una fiume di parole sconcertanti, che ricostruiscono nella memoria di un ragazzo come Battisti abbia crivellato di colpi il macellaio di Santa Maria di Sala (Venezia) mentre questi era già agonizzante a terra. Era l 16 febbraio del 1979. "La mia era una famiglia tranquilla - racconta Adriano Sabbadin, come riportato dal Tempo - Lavoratori seri, persone oneste. Vendevamo carni". Due mesi esatti prima della morte di Lino Sabbadin (il 16 dicembre) la sua macelleria subì una rapina. O forse dovremmo chiamarlo un "esproprio proletario", locuzione con cui per anni si sono coperti col velo della politica comunista crimini di tutti i tipi. "Era un sabato sera - ricorda Adriano - la giornata di lavoro era finita e stavamo per chiudere. Quella era un' incombenza che spettava a me e andai nel retro per prendere il grosso catenaccio di ferro con cui bloccavamo la saracinesca. Improvvisamente sentii sparare all' impazzata, mentre qualcuno urlava: 'Questa è una rapina! State fermi, non vi muovete! E' una rapina!". D' istinto mi buttai a terra, impaurito. Poi riconobbi la voce di mio padre, che invitava alla calma: "Per favore, state calmi!", continuava a ripetere ai rapinatori. Ma lo diceva anche a se stesso e soprattutto a mia sorella, che era alla cassa: la vedeva terrorizzata e voleva tranquillizzarla. Adriana prese i soldi dal cassetto per darli ai rapinatori, erano due giovani incappucciati. Ma uno di loro le sparò, senza colpirla; forse credeva che volesse nascondere una parte dell' incasso della giornata e voleva intimidirla. Mio padre nel frattempo, preoccupato che potesse accadere qualcosa di brutto a mia sorella, approfittò di quegli attimi di concitazione e riuscì a venire nel retro, dove prese un' arma, che teneva nascosta lì. L' altro rapinatore gli corse dietro e lo colpì in testa con il calcio della pistola. Papà non svenne e reagì. Lottarono. Partì un colpo. Fu mio padre a rialzarsi mentre il ragazzo rimase a terra, riverso in una pozza di sangue. L' altro rapinatore fu subito immobilizzato dai clienti e rischiò il linciaggio della folla, che quando è stanca di soprusi diventa branco pronto a farsi giustizia da sé. L' ambulanza arrivò quasi subito. Tentarono di rianimare il ragazzo in terra, poi lo portarono in ospedale. Ma non ce la fece, morì nel giro di qualche ora".

La morte di quel giovane rapinatore armò la mano dei Pac. I quali decisero di punire il macellaio per aver bloccato quel tentativo di esproprio proletario. Ci furono minacce, bombe piazzate la vigilia di Natale, lettere minatorie e un lungo calvario che portò fino alla fatidica data del 16 febbraio 1979. Quel giorno "nel pomeriggio, chiesi a mio padre di venire giù in negozio perché dei clienti avevano bisogno di alcuni tagli più grossi, e io non ero in grado di darglieli. Erano circa le 16.30. Mio padre, aiutato da mia madre, stava servendo dei clienti, una coppia con una bambina piccola. Io ero al telefono, stavo chiamando una ditta fornitrice perché mi ero accorto che avevamo bisogno di alcuni tagli di carne e volevo che ce li portasse. Proprio in quell'istante notai di nuovo un' auto che passava lentamente davanti al negozio. Era la stessa che avevo visto il giorno precedente. In un attimo sentii dei colpi di pistola rimbombarmi nelle orecchie. Lasciai cadere il telefono e andai di corsa in magazzino, mi sedetti a terra per riprendere fiato e cercare di pensare a cosa fare. Poi scappai di sopra, da mia zia. Lei, dalla terrazza, aveva visto arrivare degli uomini armati e poi aveva sentito i colpi, ma non aveva potuto far nulla perché uno, dalla strada, la teneva sotto tiro con un mitra. Sono momenti infiniti, dilatati dall' angoscia, senti il cuore che ti batte in gola fino a scoppiare. Quando finalmente vedemmo quegli uomini allontanarsi di corsa in macchina, io e mia zia, con la paura negli occhi, scendemmo subito. Uno dei vicini tentò di bloccarmi: "Non andare, papà è morto!".

La moglie del macellaio aveva il grembiule sporco di sangue. Ma non quello degli animali che per tirare a campare la famiglia vendeva in macelleria. Era l "rosso vivo del sangue di mio padre", come ricorda Adriano Sabbadin. "E lui, mio padre, era in una pozza di sangue. Lo toccai, era bianco, cianotico. (...) Lo portarono via subito. I carabinieri ci fecero andare in caserma per interrogarci, me e mia madre. Ma io non capivo nemmeno quello che mi stavano dicendo (...) L' omicidio fu rivendicato il giorno dopo dai Pac. (...) I carabinieri ci spiegarono che si trattava di una banda che faceva rapine per autofinanziarsi. Nel nostro caso, però, avevano voluto punire mio padre che, due mesi prima, du rante il tentativo di rapina in macelleria, aveva ucciso quel ragazzo. Secondo i Pac, ci spiegarono i carabinieri, mio padre non avrebbe dovuto reagire a un' azione di «esproprio proletario (...)".

I membri del commando che uccise il macellaio veneziano erano in tre. Uno di loro era una donna, Paola Filippi. A premere il grilleto per primo fu Diego Giacomini, terrorista veneziano. Ma a pianificare la ferocia dell'attentato e i suoi particolari ci pensò Cesare Battesti. Il quale non ebbe alcuna pietà per quell'onesto lavoratore che aveva osato ribellarsi ad una rapina. "Giacomini fu il primo a sparare a mio padre - racconta ancora Adiano - Battisti lo colpì di nuovo quando era già a terra; fecero allontanare i clienti e poi spararono ancora. Crivellarono mio padre senza alcuna pietà".

Commenti

cgf

Dom, 15/10/2017 - 11:03

il rischio di farlo divenire martire è alto, altrimenti... con quello che può costare la vita di un uomo in Brasile...

giancristi

Dom, 15/10/2017 - 11:10

Questa testimonianza dimostra ancora di più che Cesare Battisti è un essere infame, che non merita nessuna pietà. S può anche trasformare l'ergastolo in condanna a 30 anni, pur di averlo qua. Ma deve pagare!

Ritratto di Leonida55

Anonimo (non verificato)

massmil

Dom, 15/10/2017 - 11:36

Non ditelo alla sinistra, combatteva per l'ideale.... Sono più assassini loro di lui.

Anonimo (non verificato)

Ritratto di elkid

elkid

Dom, 15/10/2017 - 11:57

------il figlio del macellaio sabbadin scrive un libro per spiegarci nei minimi particolari cosa avvenne in quel fantomatico 16 febbraio del 79 e di come cesare battisti fu protagonista ed esecutore materiale del delitto di suo padre---il figlio del gioielliere luigi pietro torregiani-attinto egli stesso da un proiettile nella sparatoria che lo ha reso disabile--ha scritto un libro per spiegarci nei minimi particolari cosa avvenne in quel fantomatico 16 febbraio del 79 e di come cesare battisti fu protagonista ed esecutore materiale del delitto---ora--è vero che molti considerano battisti la personificazione di satana--ma è ancora lungi dall'avere il dono dell'ubiquità--dal momento che i due fatti di sangue avvengono nello stesso giorno e più o meno alla stessa ora ma in due città diverse--milano e venezia--tutto ciò per dire che i processi(politici) furono fatti coi piedi -solo per essere gentili---swag ganja

Ritratto di Roberto_70

Roberto_70

Dom, 15/10/2017 - 12:09

Storia tremenda! E questo è il comunismo per cui agivano ed è lo stesso che li ha protetti. Si vive una volta sola ma io avrei dato la caccia a Battisti sapendolo in spiaggia.

Silvio B Parodi

Dom, 15/10/2017 - 12:20

ecco il governo Pd, ha toppato sui due maro' prigionieri in India, ha toppato su Regeni, ha toppato su Battisti, chi? il ministro degli esteri del Pd * che figure di mxxxa.*!!!!! votate ancora pd, cosi la prossima volta fara' una figura di mxxxa anche contro l'ultimo degli stati del mondo, Haiti!!!

Ritratto di pravda99

pravda99

Dom, 15/10/2017 - 12:42

Quindi la domanda e`: Ma quando uno viene condannato in via definitiva ("LO DICONO I PROCESSI" scrive l'articolista), e` colpevole e basta, o, solo perche' DICE di non esserlo ("QUALCOSA CHE HANNO COMMESSO ALTRI" dice Battisti) allora e` innocente? Forse dovrebbe chiedere consiglio a Berlusconi su come comunicare la propria convinzione di innocenza.

Ritratto di makko55

makko55

Dom, 15/10/2017 - 12:47

Elkid sta rileggendo le carte processuali.............. poi ci spiega !

Ritratto di michageo

michageo

Dom, 15/10/2017 - 12:53

I suoi complici e protettori, stanno ancora seduti comodamente nei palazzi di governo qui , in Francia, in Brasile ed in altri posti esotici : se, o non, venisse estradato, come si suol dire in certi ambienti, resterebbe comunque un morto che cammina , .....

abocca55

Dom, 15/10/2017 - 12:56

Nel mentre carlà dice che il marito scopa molto bene.....

handy13

Dom, 15/10/2017 - 13:10

...il problema NON è se viene in Italia o no,..il problema è che si è fatto circa 30 anni di bella vita in spiaggia...

Ritratto di pravda99

pravda99

Dom, 15/10/2017 - 13:23

elkid - Per l'omicidio Torregiani, Battisti fu condannato per concorso morale, non per aver partecipato di persona.

killkoms

Dom, 15/10/2017 - 14:21

i "compagni che sbagliano"!

Ritratto di comunistialmuro

comunistialmuro

Dom, 15/10/2017 - 14:26

Un consiglio ai familiari delle vittime,forse e' meglio che vi riunite,fate una colletta e risolvete il problema da soli.

Ritratto di elkid

elkid

Dom, 15/10/2017 - 14:35

--pravda99--so benissimo che battisti non c'era dal gioielliere---però se vai ad intervistare il figlio--ancora oggi ti da la sua personalissima versione dei fatti --ma non è il solo---Il procuratore Armando Spataro- ne Il Corriere della Sera del 23 gennaio 2008-dice che Battisti “giustiziò” Luigi Pietro Torregiani-reo di avere reagito con le armi a una rapina che aveva subito--quei processi fatti in un'epoca d'emergenza e con metodi d'emergenza hanno prodotto queste storture--storture che hanno consentito ai giudici francesi di considerare quelle sentenze carta straccia e negare l'estradizione--io non voglio dire che battisti non fu un terrorista --lo fu eccome--ma il concorso morale è roba da medioevo--è stato lui o no a sparare?--questo è il punto--

Dordolio

Dom, 15/10/2017 - 15:42

Elkid e i suoi sodali sono il massimo del peggio. Battisti non disse ai suoi complici "andate a prendermi le sigarette" e questi invece - a sua insaputa - ammazzarono casualmente gente innocente. Aveva organizzato LUI con la sua banda questi delitti, e anche se fossero stati dieci in contemporanea con lui a dormire a letto, ne sarebbe stato IN TOTO corresponsabile. Ma come si fa a non comprendere una simile ovvietà? Se anche non avesse premuto personalmente il grilletto la sua responsabilità era precisa identica a quella di chi il delitto l'ha commesso. Ripeto: come si fa - se non si è in totale malafede - a non realizzare una circostanza così ovvia?

cgf

Dom, 15/10/2017 - 15:43

@elkid lei è persona informata sui fatti, perché non si presenta in procura e rilascia dichiarazioni sui fatti? Potrebbe far riaprire i processi e chissà, scagionare l'amico kompare suo.

Fossil

Dom, 15/10/2017 - 15:53

Elpirl il delitto Torreguani e quello di Sabbadin avvennero sì nello stesso giorno, ma il gioielliere fu ucciso al mattino, all'apertura del negozio. Quello del macellaio avvenne lo stesso giorno, ma di pomeriggio.

luigirossi

Dom, 15/10/2017 - 16:27

@ELKID....I giudici francesi la considerarono carta straccia..:e gli altri 500 BR ospitati in Francia?Tutta povera gente perseguitata dallo stato nazista italiano.E..a proposito Elkid;tu da dove scrivi?

effecal

Dom, 15/10/2017 - 16:34

questo assassino qui in italia è un simbolo della sinistra un martire un perseguitato ...ma cosa vuoi sperare.

Ritratto di tomari

tomari

Dom, 15/10/2017 - 17:02

@elkid: Ma ci sei o ci fai? Sei capace di scrivere scemenze a getto continuo...quasi quasi ti proporrei per il Nobel della Letteratura. (se lo hanno dato al repubblichino dario fo, lo meriti anche tu).

Ritratto di anticalcio

anticalcio

Dom, 15/10/2017 - 17:04

se arriva in italia,cosa molto difficile,qualche trasmissioni tv fara' a gara per averlo in prima serata.pagandolo,ovviamente...non menziono la trasmissione,ma sebbra scontata e ovvia

swiller

Dom, 15/10/2017 - 17:10

Le sinistre criminali continuano a proteggerlo.

Anonimo (non verificato)

Ritratto di anticalcio

anticalcio

Dom, 15/10/2017 - 17:26

avete mai sentito,anche per sbaglio,qualcuno di sx inveire contro questo assassino? io no....e cmq,basta leggere qualche commento qui...pronte le attenuanti..pe rminimizzare..per fa rfinta di nulla..parlano solo dei fascisti,di himmler,dopo 100 anni!!!

Ritratto di elkid

elkid

Dom, 15/10/2017 - 17:33

---Dordolio---l'errore di fondo nasce dal fatto che il volgo considera ed ha considerato il battisti come un capo --quando invece era di fatto quasi l'ultima ruota del carro(delinquente comune)--ed in secondo luogo quando si pensa che i pac fossero corpo unico momotesta quando nella realtà erano cellule indipendenti l'una dall'altra--da un punto di vista giuridico poi--la legislazione italiana è molto approssimativa sui concorsi sia materiali che morali nei delitti--quasi non volesse assumersi l'onere di indagini più complicate per diversificare le singole responsabilità--le legislazioni anglosassoni --da questo punto di vista sono molto più precise--ritengono cioè che il reato sia monosoggettivo- in quanto impostato su un autore individuale-e poi diverse gradazioni di complicità--che non portano di certo alla condanna all'ergastolo per i concorrenti ma solo per l'autore materiale-

TruthWarrior1

Dom, 15/10/2017 - 18:41

Non ci sono sicari in giro?

claudio63

Dom, 15/10/2017 - 22:34

ELKID, CARISSIMO VENERANDA, l'incitazione, l'organizzazione e l'appoggio logistico e tecnico per la prosecuzione di in reato sono egualmente punibili e considerati allo stesso livello dell'attuazione fisica del reato stesso, peggio quando si uccide.

killkoms

Dom, 15/10/2017 - 22:50

@elkud,si va in galera per "concorso esterno in associazione mafiosa", reato previsto solo in Italia,e tu te ne vieni con il "concorso morale"?garantista solo coi criminali?