Papà spezza dito all'infermiere dell'ospedale per lunga attesa

Il papà di un bambino in codice verde al pronto soccorso dell'ospedale Santobono di Napoli, ha spezzato un dito all'infermiere per un presunto ritardo dei sanitari a farsi carico del figlio

Spezza un dito all'infermiere lamentando un presunto ritardo dei soccorsi per il figlio. Così, il papà di un bambino ha dato fuori di senno all'ospedale pediatrico Santobono di Napoli generando il caos nella struttura.

I fatti risalgono alle 06.00 di questa mattina. A denunciare la vicenda è il Consigliere Regionale dei verdi, Francesco Emilio Borrelli, con un post editato sulla suo profilo Facebook appena qualche ora fa. Stando a quanto si apprende dallo scritto, l'uomo si è scagliato contro un infermiere con furia cieca fino a fratturargli il dito di una mano. A quanto pare, a scatenare la reazione violenta del papà sarebbe stato un fantomatico ritardo dei medici in turno al pronto soccorso nell'assistere il figlio, un caso da codice verde. Ma non solo. Il genitore avrebbe aggredito l'operatore sanitario a colpi di stampella coadiuvato nelle percosse da altri tre parenti. La situazione si è placata soltanto con l'intervento della vigilanza che ha messo fine alla disputa prima che degenerasse in una circostanza ben più tragica.

Secondo quanto afferma Borrelli si sarebbe trattato di un assalto totalmente ingiustificato in quanto, al momento della baraonda, il bambino era già stato sottoposto a visita. "Questo criminale si lamentava di presunti ritardi nel prestare soccorso al figlio, - scrive il Consigliere nel post - nonostante fosse già stato preso in carico dal medico di turno ed era in quel momento sottoposto a visita".

Dall'inizio dell'anno sono state registrate almeno 80 aggressioni al personale medico delle varie strutture ospedaliere della Campania. L'ultima, appena sabato sera, al San Giovanni Bosco dove ad avere la peggio è stata una guardia giurata.

"C’è ormai un clima di tensione costante all’interno degli ospedali napoletani. - continua Borrelli - Gli operatori sanitari ormai si recano al lavoro con la paura di finire sotto la furia ceca di questi individui che altro non sono che cialtroni. Non smetteremo mai di chiedere il presidio fisso delle forze dell'ordine nei pronto soccorso dei nostri ospedali per arginare questa deriva”, conclude il post.

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Commenti

Popi46

Lun, 23/09/2019 - 06:26

Brillanti risultati della campagna denigratoria,ideologicamente orientata, dagli anni ottanta del secolo scorso contro la classe medica, artefice presunta di tutti gli errori possibili ed immaginabili