Il Papa critico coi cardinali dei dubia: "Tutti fanno errori"

Papa Francesco si è espresso sui dubia dei quattro cardinali. Il pontefice lo avrebbe saputo dai giornali. Ma il cardinale Burke ha un'altra versione

Papa Francesco è tornato a parlare dei dubia, cioè delle domande sollevate da quattro cardinali in merito ad Amoris Laetitia, che è l'esortazione apostolica riguardante anche l'accesso alla comunione per i divorziati risposati. Lo ha fatto attraverso un'intervista all'agenzia Reuters. Il pontefice argentino ha sostenuto di aver appreso della lettera "dai giornali… un modo di fare, diciamo così, non ecclesiale, ma tutti fanno errori", ha dichiarato riferendosi quindi a Caffarra, Meisner, Burke e Brandmueller, che sono i quattro porporati sottoscrittori.

A queste affermazioni, come riportato da La Nuova Bussola Quotidiana, ha in qualche modo replicato con prontezza il cardinale Raymond Leo Burke su Lifesitenews:"La proposta dei 'dubia' al Santo Padre - ha raccontato il porporato americano al sito pro life - è stata fatta secondo la procedura da tempo in uso nella Chiesa, cioè, sono stati proposti al Santo Padre senza dare ad essi alcuna pubblicità, in modo che egli potesse rispondere per il bene di tutta la Chiesa". Bergoglio, quindi, non sarebbe venuto a conoscenza dei dubia attraverso i quotidiani.

"Il defunto cardinale Carlo Caffarra - ha dichiarato sempre Burke - consegnò di persona la lettera contenente i 'dubia' alla residenza del papa e, allo stesso tempo, alla Congregazione per la dottrina della fede, il 19 settembre 2016, così come consegnò anche la successiva corrispondenza dei quattro cardinali riguardante i 'dubia'. Solo quando, dopo diverse settimane, non ci fu alcun segno di presa in considerazione dei 'dubia' né di risposta ad essi e a noi cardinali fu fatto capire che non ci sarebbe stata nessuna risposta a queste domande riguardo ai sacramenti del santo matrimonio e della santa comunione e riguardo ai fondamenti dell'insegnamento morale della Chiesa, i quattro cardinali, me incluso, furono obbligati, in coscienza, in quanto cardinali, a rendere pubblici i 'dubia', il 14 novembre 2016, in modo che i fedeli fossero consapevoli di queste gravi domande che toccano la salvezza delle anime".

I "giornali", insomma, sarebbero stati informati dopo e solo per via della mancata risposta di Papa Francesco. Della "svolta dottrinale", intanto, si parla sempre meno. L'ultima iniziativa relativa ai dubia è consistitita in una dichiarazione solenne pronunciata a Roma durante un convegno riguardante il futuro della Chiesa. Una "ribellione" cui non è stato dato alcun seguito. Bergoglio e Burke, però, sembrano avere informazioni diverse sul recepimento di questioni considerate centrali per la "salvezza delle anime".