Passa la mozione per intitolare una via alle vittime delle "marocchinate"

Anche Boville Ernica si aggiunge alla lista di piccoli Comuni che hanno scelto di dedicare una via alle vittime delle "marocchinate". A Roma, invece, il progetto si è impantanato

Gli stupri di massa commessi dalle truppe coloniali francesi in Italia dal 1943-1944 sono ancora un tabù. La faccia sporca della Liberazione non piace alla storiografia ufficiale né ai sacerdoti del politicamente corretto e all’intellighenzia. E le migliaia di uomini, donne e bambini che ebbero la sfortuna di incappare nell’avanzata dei goumier sono finiti nel dimenticatoio. Per molti anni è stato lo stesso anche per le vittime dell’esodo e delle foibe, poi qualcosa s’è mosso.

E qualcosa si sta muovendo anche nella direzione del riconoscimento delle orrende violenze commesse dalle divisioni straniere che risalirono la Penisola per sfondare la linea Gustav. La novità non arriva certo dalla Capitale dove l’idea di intitolare una strada o una piazza a quelle vittime innocenti si è persa nel pantano della burocrazia da quasi dieci anni. Passi importanti, invece, sono stati fatti in Comuni più piccoli. È la rivoluzione dei piccoli passi e delle piccole comunità. Una rivoluzione della toponomastica partita dal Frusinate e dalle province del Lazio, la terre che hanno pagato di più in termini di barbarie e sofferenze. Dopo Castro dei Volsci (4650 abitanti), Lenola (4188), Capodimele (604) e Spigno (2926), una mozione che impegna l’amministrazione a intitolare una strada o una piazza alle vittime delle marocchinate è stata approvata anche a Boville Ernica.

Dalle ricerche dall’Associazione Nazionale Vittime della Marocchinate di Emiliano Ciotti è emerso che in questo piccolo Comune della Ciociaria, nel 1944, i soldati magrebini inquadrati nel corpo di spedizione francese stuprarono sette donne. Di quelle violenze si era completamente persa memoria, tanto che neppure l’amministrazione locale ne sapeva nulla. Nasce così l’idea e il bisogno di ridare dignità alle vittime. Un progetto che venerdì scorso si è tradotto in realtà con l’approvazione del provvedimento scritto a quattro mani da Ciotti e dall’assessore alla Scuola Anna Maria Fratarcangeli. “Si è trattato di una lezione di democrazia che speriamo sia raccolta da altri consigli comunali”, commenta Ciotti. “La questione delle marocchinate è trasversale e le vittime hanno il diritto di essere ricordate, sarebbe bello che questo avvenisse anche nella Capitale, affinché – conclude – passi il messaggio che non esistono morti di serie A e di serie B”.

Commenti

killkoms

Lun, 09/12/2019 - 21:52

a roma il progetto si è impantanato per non offendere gli imm/igr/ati?

cir

Lun, 09/12/2019 - 22:33

e' una cavolata immensa . i responsabili sono i liberatori chiamati alleati. Che i Marocchini si siano comportati cosi'malamente in quanto soldati di liberazione non li deve far diventar diversi dagli yankees , che in Francia stuprarono 25000 donne francesi , fra le quali la zia di mia moglie.

Altoviti

Mar, 10/12/2019 - 09:27

Finalmente! A che punto è la denuncia della Francia per crimini di guerra?

Altoviti

Mar, 10/12/2019 - 09:39

@cir: I tedeschi non toccavano le donne, i francesi, gli inglesi, gli americani si, ma le forze coloniali francesi uccidevano, sgozzavano, impalavano e sodomizzavano ragazzini, donne e uomini. Le vittime erano italiani, allora si vede che per Lei va bene, bei "liberatori" in verità. Infatti vediamo oggi quanto l'Italia sia libera, è serva dei vincitori, non può neanche usare le onde radio lunghe inventate da Marconi, non può decidere quando votare, non può avere un esercito capace di impedire i soprusi francesi in Libia… Sono morti 6 volte tanti civili italiani solo sotto le bombe americane di quelli uccisi dai tedeschi, senza parlare delle bombe inglesi e dei civili uccisi dai francesi cosi come dei nostri soldati prigionieri, torturati o uccisi dai francesi.

cir

Mar, 10/12/2019 - 11:45

Altoviti Mar, 10/12/2019 - 09:39 . ho scritto nulla di diverso d quanto hai detto tu .

Ritratto di stock47

stock47

Mar, 10/12/2019 - 12:14

Un'iniziativa del genere ha l'aria più di un insulto alle vittime che un risarcimento alla loro memoria. La cosa più corretta sarebbe stata la condanna dei colpevoli e il rimborso alle vittime da parte delle nazioni colpevoli. Chi si sognerebbe mai di mettere su un palazzo una targa a ricordo di una donna stuprata di quel palazzo o simili orrori? Chi ha avuto questa bella pensata sulla strada non aveva niente altro da fare di più importante e utile?

Ritratto di Nahum

Nahum

Mar, 10/12/2019 - 14:03

Memoria selettiva; per quanto orribile quello fu un episodio minore in una guerra che costo più di 50 milioni di morti di cui 500.000 italiani e bel altre sofferenze