Passera: "Evitare la chiusura dell'Ilva di Taranto"

Domani a Taranto insieme al ministro all'Ambiente, Passera torna a chiedere che non ci sia uno stop totale dell'acciaieria. Carburante scarto dell'Ilva in mare davanti agli stabilimenti

Contro la chiusura dell'Ilva anche oggi sono continuati gli scioperi e le proteste. Dalle 10 alle 12 gli operai si sono fermati, contestando gli sviluppi del procedimento relativo all'inquinamento ambientale. La Statale Appia, vicino allo stabilimento è stata bloccata fino a mezzogiorno.

Il questore di Taranto, Enzo Mangini, ha vietato ogni manifestazione per il 17, giorno in cui arriveranno a Taranto i ministri, tra cui certamente ci saranno Corrado Clini e Corrado Passera.

Proprio il ministro dello Sviluppo - in un'intervista concessa al settimanale Oggi, domani in edicola, ha confermato che "il maggiore impegno di questi giorni è quello di evitare la chiusura senza ritorno dell'Ilva di Taranto".

Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, ha fatto presente come l'unica soluzione per Ilva a suo avviso sia quello che i ministri, domani a Taranto, annuncino "ulteriori fondi di provenienza Ue per l'innovazione ecocompatibile. Si aggiungerebbero ai 336 milioni di euro del decreto legge relativo al risanamento dell’area ed ai 90 milioni di euro già resi disponibili dall’azienda. Ma è solo l’inizio. Negli anni a venire non potrà che continuare così: investimenti costanti per la bonifica e mantenimento della produzione".

Davanti allo stabilimento dell'Ilva, in mare si allarga una macchia di combustibile, derivata o da una falla a bordo della nave che caricava scarti dell'azienda o da un errore di manovra nell'apertura delle valvole tra i serbatoi di zavorra e quelli di greggio. Un incidente analogo era successo l'11 aprile scorso. In mare sono state messe delle panne galleggianti per evitare l'ulteriore propagarsi.

Commenti
Ritratto di mvasconi

mvasconi

Gio, 16/08/2012 - 16:25

Curiositá: ma il gip riceverá i ministri?

WSINGSING

Gio, 16/08/2012 - 18:26

Facciamo il punto della situazione. L'ILVA (o se preferisce la vecchia Italsider ovvero "quarto centro siderurgico") inquina dal giorno dopo in cui fu creata. Nel rione Tamburi di Taranto c'era un'aria irrespirabile sin da cinquanta anni fa. I miei ricordi purtroppo, non vanno più indietro di tale data. Ma gli operai preferivano abitare al Tamburi piuttosto che affrontare ore di auto o di autobus (che transitavano per tutti i paesi limitrofi raccogliendo sin dalle prime del giorno le varie maestranze) per recarsi al lavoro. Ma la situazione andava e nessuno o quasi nessuno ha sollevato il problema. Ora che si è abbondantemente superato ogni limite di tolleranza, c'è il caso ILVA. Caso che, ripeto, ha cinquanta anni di vita. Hanno ragione tuttavia i tecnici nell'affermare che la bonifica può essere fatta solo ad impianti fermi. Ed il che è praticamente impossibile, se non si vuol pregiudicare la produzione industriale della Nazione. Una possibile alternativa che, comunque, è realizzabile in tempi non brevi, è quella di "spostare" la produttività della ILVA di Taranto sugli altri centri nazionali, in attesa appunto della bonifica. E l'ultimo punto è il più cruciale: "la bonifica" darà davvero i frutti sperati?

papik40

Gio, 16/08/2012 - 18:42

Perché non pensare ad una legge che obblighi i proprietari di aziende private potenzialmente inquinanti a stipulare una bella polizza proprio contro l'inquinamento dando in pegno obbligatoriamente tutti i propri beni personali e per le aziende pubbliche i beni personali degli amministratori che altro non sono che dei boiardi di stato che hanno vissuto con prebende munifiche pagate con le nostre tasse e spesso, troppo spesso, rovinando le aziende per pagare tangenti ai partiti politici? Così ci sarebbe sicuramente molto più rispetto per l'ambiente e per le aziende private meno possibilità di corrompere od essere concussi!

bastadestrasinistra

Gio, 16/08/2012 - 19:35

Stiamo assistendo alla vergognosa vicenda: invece di adoperarsi affinché l Ilva rispetti le norme, i ministri e il governo ed i politici si affaticano per far pressioni sui giudici. Che schifo.

giottin

Gio, 16/08/2012 - 19:45

Ma sì, chiudiamo l'ilva, chiudiamo tutto, tanto in questo stato marcio quando qualcuno timidamente diceva di volere fare una benché minima riforma, vuoi la magistratura, vuoi qualche politico politicante, vuoi lo stesso pdr, insomma qualcuno si è sempre messo di traverso e guarda caso ha sempre vinto. Lo stato non ha MAI VINTO. Siamo destinati al fallimento e su questo non c'è ombra di dubbio, il governo mari-o-nettamonti riuscirà nell'impresa di impoverirci tutti, le aziende continuieranno a chiudere ed i disoccupati aumentare. L'unica alternativa sarebbe quella di votare un pisapia o un vendola di turno, così almeno ci sarà un'accelerazione verso il default il più in fretta possibile, prima che ci portino via anche la pelle perché le mutande già se le sono prese! Non fanno nulla di quanto dovrebbero, fanno tutto al contrario, mentre continuo a domandarmi che fine hanno fatto i famosi 130.000 commenti appositamente richiesti agli italiani. Buffoni, cialtroni, fannulloni, incompetenti....e si potrebbe continuare all'infinito!

Albi

Gio, 16/08/2012 - 20:25

Eccezionale commedia all'italiana. I morti sono riferiti al periodo in cui l'ILVA era l'industria statale Italsider. Poi sono venuti i Riva che hanno risanato ed ora, però, si trovano a pagare per i morti accaduti quando non erano proprietari ma il proprietario era quello Stato che ora li accusa. Un mito!!

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Ven, 17/08/2012 - 01:44

Gli unici che danno ragione al GIP che sta distruggendo l'industria pesante italiana sono quei leccapiedi della FIOM e CGIL. Loro sono per le toghe rosse che hanno imposto alla FIAT di assumere addirittura 145 operai tesserati alla FIOM. Questi favori si pagano. E poi parlano di mafia.

Ritratto di pipporm

pipporm

Ven, 17/08/2012 - 07:47

Che fine ha fatto l'articolo di Feltri che sintetizzava meglio un lavoro oggi che un tumore domani??? Da che stanno emergendo storie di mazzette sul caso ILVA, sia sul Giornale che su Libero la vicenda è sempre meno rappresentata. Pensavo che uno scandalo simile sulla testa della gente dovesse avere maggior risonanza.