Il Pd "insabbia" il caso Forteto e vota contro il commissario

Mentre la Chiesa di Papa Francesco inaugura un nuovo spirito di trasparenza e severità sui preti pedofili, l'altra chiesa del Pd neppure di fronte a questo peccato-reato ritrae la sua ala protettiva

RomaMentre la Chiesa di Papa Francesco inaugura un nuovo spirito di trasparenza e severità sui preti pedofili, l'altra chiesa del Pd neppure di fronte a questo peccato-reato ritrae la sua ala protettiva. L'accusa delle opposizioni, azzurri in testa, si riferisce al caso Forteto, cooperativa toscana per minori in difficoltà dove 16 operatori sono stati condannati per abusi sessuali e maltrattamenti.

Ieri nell'aula della Camera il voto della maggioranza ha respinto il commissariamento proposto da Fi-Lega-M5S-Fdi, che volevano andare a fondo sulla vicenda anche riguardo alle responsabilità di politici della sinistra che negli anni hanno frequentato il centro di accoglienza del Mugello.

È stata approvata, invece, la mozione che impegna il governo ad «assumere ogni iniziativa di competenza per il controllo della cooperativa “Il Forteto” affinché possa essere restituita alla destinazione originaria, accertando le responsabilità politiche al riguardo».

Il 17 giugno il «profeta» Rodolfo Fiesoli, fondatore della comunità a cui il tribunale di Firenze affidava minori di famiglie disagiate fin dagli anni '80, è stato condannato dal tribunale a 17 anni e mezzo e 15 suoi collaboratori a pene più basse. E il caso è diventato politico.

«È sconcertante - protesta l'azzurra Deborah Bergamini, promotrice della mozione unica delle opposizioni - la decisione del governo e del Pd di dare parere contrario. Credo sia dovuta alla poca conoscenza dei fatti. Ci sono comprovate e ripetute testimonianze di abusi, fisici e psicologici, aberranti, di violenze e coercizioni su minori e persone in difficoltà affidate a questa struttura. L'esigenza di chiarezza era un dovere per il parlamento, che doveva assumersi la responsabilità, a nome di tutto il Paese, di fronte alle vittime di violenze e vessazioni protratte per 30 anni». Il capogruppo Fi in consiglio regionale toscano Stefano Mugnai sottolinea che lì, su sua iniziativa, sarà attivata una commissione d'inchiesta «voluta anche dal gruppo del Pd». E Rocco Buttiglione di Ap, dà una lettura più ampia: «Dietro alla vicenda del Forteto non c'è solo un caso di criminalità, non solo Barbablù, ma l'espressione di una certa filosofia di distruzione della famiglia, accompagnata dalla convinzione del valore salvifico dell'omosessualità che arriva a giustificare la pedofilia».

La replica viene dalla Dem Vanna Iori: «Nessuna intenzione di coprire o insabbiare le indagini e i controlli: vogliamo arrivare alla verità ma affermiamo che le responsabilità morali e penali dei comportamenti sono legati a episodi che riguardano singole persone».