Pescara, marocchino aggredisce senza tetto e la stupra: condannato

La terribile violenza è avvenuta lo scorso marzo all'interno di un'abitazione occupata da senza tetto. Dopo aver trascorso la serata a bere, il nordafricano ha aggredito la 50enne, prendendola a pugni in testa ed abusando sessualmente di lei

È stato finalmente condannato dal tribunale collegiale di Pescara il giovane cittadino straniero che durante lo scorso inverno aveva aggredito e violentato una 50enne senza tetto che come lui viveva in uno stabilimento occupato nei pressi della "Cittadella dell’Accoglienza" gestita dalla Caritas.

Secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti, che in questi mesi si sono occupati di condurre le indagini in merito alla vicenda, l'episodio si era verificato durante la notte a cavallo fra il 5 ed il 6 di marzo scorsi, all'interno di un'abitazione occupata sita in via Alento, nella frazione di San Donato. Qui avevano da tempo trovato abusivamente riparo almeno cinque persone, fra cui l'aggressore, il 36enne di nazionalità marocchina Ilyas Oujib, e la vittima, una donna originaria dell'Ucraina. Dopo aver trascorso la serata a parlare ed a bere insieme ai compagni, i due erano rimasti da soli dopo che gli altri si erano allontanati a causa del comportamento del 36enne, ed il magrebino aveva così approfittato della situazione per approcciarsi alla 50enne. Inutili i tentativi della donna di allontanarsi e di respingere il nordafricano, divenuto sempre più aggressivo. Questi l'aveva infatti presa con violenza e spinta sopra un letto, per poi abusare sessualmente di lei. In quegli orribili momenti, la vittima aveva continuato a lottare per sottrarsi allo stupro, ma il 36enne aveva reagito colpendola con due forti pugni alla testa, così da tramortirla e costringerla a subire il rapporto in silenzio.

In seguito al terribile abuso, la donna aveva raggiunto in cerca di aiuto il pronto soccorso dell'ospedale di Pescara, dove i medici le avevano diagnosticato diverse contusioni ed un serio trauma cranico. L'ucraina era stata successivamente dimessa con una prognosi di 3 settimane.

Del caso erano poi state informate le forze dell'ordine locali. Dopo la denucia presentata dalla vittima erano quindi partite le indagini da parte degli inquirenti, che si sono concluse con l'identificazione e l'arresto di Oujib. Durante il dibattimento processuale il pubblico ministero Marina Tommolini ha chiesto per lo straniero, accusato di violenza sessuale e lesioni aggravate, una pena complessiva di 8 anni di reclusione.

Martedì pomeriggio scorso la sentenza. Il giudice Maria Michela Di Fine ha riconosciuto le attenuanti e condannato il marocchino a 5 anni e 6 mesi di reclusione da scontare presso la casa circondariale di Pescara. Al momento della scarcerazione, per il 36enne è stata già disposta l'immediata espulsione dal nostro territorio nazionale.

Commenti
Ritratto di risorgimento2015

risorgimento2015

Gio, 14/11/2019 - 18:07

Sto` perdendo il conto di quante nefaste hanno compiuto oggi ( fino a ora.18;10) I saraceni e` i zulu` africani in tutta Italia.