Pievi, città ideali e dolci pendii: la bellezza dell'arte

In viaggio dall'Adriatico alle colline dell'Italia Centrale tra capolavori, borghi maestosi, potenti e illuminate Signorie

La scoperta dei capolavori del nostro Paese sa essere un viaggio di conoscenza e piacere. Che attraversa regioni ricche d'arte e di storia, ha il profumo del mare, riempie gli occhi con i colori e le onde delle colline, culla il palato con il sapore di piatti tipici e produzioni vinicole Doc. Come in questo percorso vocato al sapere, con lo sguardo che si posa su grandi e diversi orizzonti perché Emilia Romagna, Marche, Toscana e Umbria si propongono insieme come un museo a cielo aperto dedicato a uno dei maggiori artisti del XV secolo e alle sue opere. Nascono le «Terre di Piero», e gli itinerari lungo i sei comuni (Rimini, Urbino, Sansepolcro, Monterchi, Arezzo, Perugia) che ospitano le opere magistrali del padre della prospettiva pittorica: Piero della Francesca.

Ad accendere la miccia della curiosità su colui che Giorgio Vasari definì «maestro raro nelle difficoltà dei corpi regolari, e nell'aritmetica e geometria», la mostra «Piero della Francesca. Il disegno tra arte e scienza». E' ospitata dal 14 marzo al 14 giugno a Reggio Emilia, e si articola intorno al «De prospectiva pingendi» e agli altri famosi codici, straordinariamente riuniti a Palazzo Magnani. Attraversare le sale che espongono opere di Piero e capolavori di grandi protagonisti del XV e XVI secolo sarà come immergersi nelle riflessioni teoretiche e nell''intera produzione grafica del sommo pittore toscano: astratto rigore di numeri e illustrazioni puntuali, a riprendere e confermare la perfezione di un universo ideale, in cui ogni elemento occupa un posto rigorosamente determinato da leggi matematiche e geometriche (www.palazzomagnani.it).

E poi via sulle tracce di Piero, artista itinerante. Dal cuore dell'Emilia Romagna ci si sposta sulla costa adriatica, dove Rimini evoca file di ombrelloni e locali notturni, ma conserva anche le testimonianze meno note, ma di importante bellezza, della prima epoca imperiale romana, del medioevo, del Trecento, di una grande Signoria. E' qui che nel 1451 il mecenate Sigismondo Pandolfo Malatesta chiama Piero della Francesca a realizzare un affresco votivo nel Tempio Malatestiano. Ne nasce il «Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a San Sigismondo», una scena araldica commista di elementi religiosi e politici, in cui il signore di Rimini, inginocchiato, è il vero e potente protagonista del dipinto.

Dai luoghi del sogno felliniano ai castelli che sembrano sfidarsi da un colle all'altro del Montefeltro e ai paesaggi armoniosi della Valmarecchia e della Valmetauro: il viaggio ricalca i passi di Piero e le orme di due studiose di storia dell'arte e di geomorfologia, Rosetta Borchia e Olivia Nesci, che nei panni di «cacciatrici di paesaggi» hanno identificato sette panorami ritratti dal maestro di Sansepolcro come sfondo di alcuni dei suoi celebri dipinti( www.montefeltroveduterinascimentali.eu).

A Urbino, oggi vivace di studenti nei continui saliscendi tra il Poggio e il Monte, l'artista forse più rappresentativo del Quattrocento italiano diventa una delle personalità dominanti della cerchia umanistica che si forma alla corte di Federico da Montefeltro, uomo di guerra con una grande passione per la cultura. La Galleria Nazionale delle Marche, annessa a quel Palazzo Ducale che il Castiglione definì «palazzo in forma di città», regala agli occhi del visitatore la «Flagellazione di Cristo», opera enigmatica e discussa, e la «Madonna di Senigallia», in cui la luce che filtra da una stanza retrostante pare moltiplicarsi per dare spessore alle figure in primo piano.

Prosegue il viaggio e continuano le emozioni, derivate dalla bellezza del paesaggio e di quadri che realizzano il pieno accordo tra ideali artistici e geometria, applicazione di severe regole prospettiche ed espressione poetica. Verso Perugia, dove la Galleria Nazionale dell'Umbria custodisce il «Polittico di Sant'Antonio», con una fuga d'archi sullo sfondo che è un'incredibile dimostrazione di virtuosismo tecnico, e poi in Toscana: Monterchi alta su un colle, con una «Madonna del Parto» sereno elogio alla maternità, Arezzo e Sansepolcro, borgo natale, che conservano tesori del passato e opere troppo importanti per non essere considerate capolavori non solo di Piero ma del Rinascimento italiano. Info: www.terredipiero.it.