Piombino, l'infermiera in arresto: "Innocente, e lo giuro sui miei figli"

Sentita la 55enne accusata della morte di tredici pazienti. La difesa ora chiede i domiciliari

Il capitano Gennaro Riccardi mostra una boccetta di Eparina durante la conferenza stampa dei carabinieri

La accusano per la morte di tredici persone, tutti pazienti ricoverati al reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Piombino. Ma Fausta Bonino, infermiera 55enne, è pronta a giurare la sua innocenza e lo ha fatto ancora questa mattina, sentita dal gip del tribunale di Livorno, Antonio Pirato.

In carcere al Don Bosco di Pisa, l'infermiera è stata sentita per due ore e mezzo e si è professata innocente, chiedendo anche il rilascio in favore degli arresti domiciliari, su cui la procura si è riservata di prendere una decisione entro due giorni.

Nessuna conferma su possibili altri casi al vaglio degli inquirenti. "Ci sono altre segnalazioni che andranno valutate", ha commentato il procuratore capo Ettore Squillace Greco. Ma per ora tutto è ancora da considerare.

"Sono innocente, lo giuro sui miei due figli", ha detto la Bonino, fermata mercoledì al ritorno da un viaggio a Parigi. Ma l'accusa la pensa diversamente e le imputa il decesso di tredici persone.

Commenti
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mauriziogiuntoli

Lun, 04/04/2016 - 18:11

Non vi sembra strano, come nel caso del timbra-cartellino-e-vai o come nel caso dei ciechi vedenti, che nessuno abbia controllato, che il farmaco spariva o che non veniva somministrato a chi di dovere? Possibile che un'infermiera abbia così facile accesso e gestione di un farmaco tanto delicato? Non sarà la solita Italia?