La politica stona nel regno delle canzonette

La politica in scena silenzia le canzoni

Dai che lo sanno tutti: la polemica politica ammazza il Festival. Oddio, della polemica si parla tantissimo, così tanto che tutto il resto rimane fuori. Lo spettacolo s'ammoscia, diventa monofunzionale e (...)(...) persino onnivoro, nel senso che si mangia tutto il resto. Ricordate Crozza che, pur essendo l'ultimo dei mohicani della satira politica, nel 2013 sbagliò il suo sketch all'Ariston e per una settimana non si parlò d'altro? Alla fine fu il Festival di Crozza e della contestazione all'Ariston, non il Festival di tutto il resto, ossia le canzoni e gli artisti. Stavolta arriva uno dei più grandi della storia del pop, Elton John, cavaliere della Regina Elisabetta, autore di super classici e, nella sua vita privata, sposo di David Furnish. Inoltre ha un disco nuovo che è finalmente degno della sua storia e che lui ha finalmente cantato con quell'energia che qualcuno aveva dimenticato avesse. Ridurre il suo arrivo a una comparsata strumentale giusto nel momento in cui in Senato si discute delle unioni civili porterebbe tanta polemica ma pochi ascolti di più. E il Parlamento non cambierebbe il suo indirizzo di voto, almeno si spera. Aumenterebbero, queste sì, le esternazioni dei politici, ma non muterebbe la transazione parlamentare. E, senza dubbio, annoierebbe quasi tutto il pubblico. Anzi, già pedinato quotidianamente dall'attualità, l'ascoltatore del Festival cerca l'Ariston come fosse una parentesi, una boccata di ossigeno o, quantomeno, di fuga dalla negatività. Piegare Elton John (o chiunque altro, sia chiaro) a esigenze strumentali, significherebbe togliere al Festival la sua ragione sociale, che è anche di crear polemiche sì, ma non su argomenti così decisivi e così delicati. Oltretutto sarebbe contrario allo stile di Carlo Conti, che ha fatto della conduzione super partes uno dei marchi distintivi. Perciò siamo seri e lasciamo che il Festival sia una cosa seriosa, ridanciana e divertente.

Commenti

Adinel

Lun, 08/02/2016 - 17:47

Appunto ; aprezziamolo , per cio che ha fatto e dato musicalmente! La vita privata di un'artista , in quanto privata, tale dovrebbe rimanere. È mai possibile si possa aprezzare le persone per cio che sono e rappresentano, senza che pure i media s'infiltrino nella sfera privata di ognuno rendendolo poi ridicolo! ( Pur di scrivere)!!!! Un po'di etica morale non guasterebbe!!!!!!