Pollo sul mercato nonostante la salmonella, indagati 6 veterinari e 2 dirigenti

Nell’indagine, denominata Hell’s Chicken, sono emerse irregolarità e inadempimenti nella catena dei controlli dei prodotti alimentari

Pollo ed altri prodotti messi sul mercato nonostante contenessero il batterio della salmonella. Da questa accusa è scattata l’operazione dei Carabinieri del Nas di Bologna che hanno notificato l’avviso di conclusione di indagini a carico di sei medici veterinari dell'Ausl di Cesena e due dirigenti di una nota industria alimentare con sede a Cesena.

Nell’indagine, denominata Hell’s Chicken, sono emerse irregolarità e inadempimenti nella catena dei controlli. I veterinari sono accusati di falso ideologico in atti pubblici per aver rilasciato false attestazioni di controlli e campionamenti che non avevano fatto personalmente. L'indagine "si è sviluppata a seguito di una serie di controlli effettuati dal Nas nella sede dell’industria e nella catena di commercializzazione, sui prodotti alimentari di origine avicola posti in commercio e che avevano fatto riscontrare ripetute irregolarità per la presenza costante del batterio salmonella nei prodotti finiti". Positività, spiegano gli inquirenti, "che denotavano una carente conduzione gestionale dello stabilimento e facevano sorgere sospetti sulle attività di vigilanza e controllo dell’ufficio veterinario pubblico con sede nello stesso". Le indagini, chiariscono gli inquirenti, "hanno fatto emergere una irregolarità nella conduzione dell’attività industriale, inadempimenti e violazioni a carico dei vari Veterinari Pubblici incaricati del controllo e della vigilanza sanitaria". In particolare sono stati accertati, spiegano dall'Arma, i reati di "falso ideologico in atti pubblici, avendo i veterinari pubblici attestato falsamente di aver proceduto ad attività di controllo e campionamento di fatto non effettuati personalmente, abuso d’ufficio e omissioni in atti d’ufficio, non avendo proceduto all’adozione di provvedimenti sanitari necessari ed indispensabili per la tutela della salute dei consumatori ed, infine, omessa comunicazione alla magistratura di fatti costituenti reato".

Commenti

Raoul Pontalti

Dom, 05/07/2015 - 12:43

Ecco un altro esempio lampante di pelandroni a carico del debito pubblico. Pagati con iil denaro del contribuente per effettuare i controlli a tutela della salute dei consumatori facevano finta di lavorare e lasciavano passare, omettendo i controlli, le carcasse di pollo infette o contaminate da Salmonella.

leo_polemico

Dom, 05/07/2015 - 18:13

Se quanto letto è vero e i controlli veterinari dell'ASL sono stati fatti "sulla carta", sarebbe opportuno che qualche giornalista si accertasse che questi "disonesti" siano puniti, severamente, perchè si tratta non di una cretinata come una foto non voluta ma di "salute pubblica" che riguarda tutti. E poi perchè non dire qual'è l'azienda dove hanno operato questi veterinari pressapochisti, azienda che, forse, non c'entra e non è colpevole? Come può essere avvenuta la contaminazione con la salmonella? Confesso la mia ignoranza: non tutti i lettori sanno l'origine e come si diffonde tale batterio. La causa potrebbe anche essere stata una cattiva conservazione con un'interruzzione della catena del freddo non imputabile all'azienda produttrice. Non è la prima volta che vedo per ore in mezzo agli scaffali di supermercati carrelli di surgelati prima che gli stessi siano rimessi dagli addetti nei frigo per la vendita.

Raoul Pontalti

Lun, 06/07/2015 - 11:36

leo_polemico l'infezione da Salmonella per gli avicoli si verifica in allevamento e si estende per sovraffollamento. Nuovo sovraffollamento si ha durante il trasporto degli avicoli nelle stie con nuova possibilità di trasmissione del batterio. La contaminazione si verifica durante la macellazione e la manipolazione delle carni con possibilità di contaminazione crociata. La ditta produttrice o distributrice di prodotti carnei non può eccepire che l'eventuale interruzione del freddo sia dipesa dal fornitore elettrico o dal trasportatore: deve comunque eliminare i prodotti che hanno subito l'interruzione della catena del freddo.