Ponte Morandi, la finanza perquisisce uffici del Politecnico e del Cesi

Entrambi avevano effettuato degli studi sulle condizioni di salute del viadotto. Il Cesi nel 2016 e il Politecnico nel 2017

Questa mattina, la guardia di finanza di Genova si è recata negli uffici del Politecnico di Milano e del Cesi, per sequestrare alcuni documenti, in merito alle indagini sul crollo del ponte Morandi sul Polcevera.

Le perquisizioni, in corso da questa mattina, hanno permesso alle fiamme gialle di acquisire alcuni documenti cartacei, ma anche computer, cellulari e materiale informatico. Non è la prima volta che dal 14 agosto le autorità investigative si recano al Politecnico, per effettuare perquisizioni.

L'indagine ha coinvolto anche il Cesi, la società che nel 2016 consegnò uno studio relativo allo stato di salute del ponte, che aveva rivelato la pericolosità dei tiranti e la necessità di monitorarli. In seguito, nel 2017, la Spea aveva commissiato al Politecnico, per conto di Autostrade, lo studio dei piloni 9 e 10 del viadotto crollto, richiedendo anche un sistema di monitoraggio. I professori avevano consegnato, due mesi dopo, lo studio, nel quale era sottolineata chiaramente una "deformazioni non conformi alle attese degli stralli" e programmandone un'opera di rinforzo, come ricorda il Corriere della Sera. Le operazioni, però slittarono e furono fissate per il 2019. Troppo tardi.