Prato, ladri arrestati grazie a Facebook: mettevano online le foto della refurtiva

Una gang multietnica sgominata dalle forze dell'ordine di Prato grazie a intercettazioni, pedinamenti e monitoraggio dei social network

Dopo aver compiuti furti e rapine, i membri di una banda di ladri composta da italiani, pakistani e albanesi mettevano le foto della refurtiva su Facebook. I carabinieri del nucleo investigativo di Prato hanno eseguito, ieri, un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei persone, emessa dal Gip del Tribunale di Prato, su richiesta della Procura, che ha coordinato le indagini.

Le misure cautelari prevedono la custodia in carcere per due indagati di origine pakistana e la detenzione domiciliare per i restanti quattro (un italiano e tre albanesi). Gli arrestati hanno un'età compresa tra i 20 e i 26 anni, mentre gli stranieri sono da tempo residenti in Italia. I reati contestati, commessi tra ottobre 2014 e aprile scorso, sono quelli di rapina, furto in abitazione, ricettazione e lesioni personali, consumati principalmente a Prato.

Le indagini hanno consentito di accertare 4 rapine commesse dai due pakistani e compiute su strada ai danni di cinesi. Gli episodi sono caratterizzati da una condotta violenta, consistente nell'aggredire all'improvviso la vittima con calci e pugni per sottrarre denaro, cellulari ed altri oggetti di valore. A fare loro da tramite con i ricettatori vi era il gruppo di albanesi, dediti a loro volta a commettere furti con scasso in abitazioni. Sono poi stati accertati 12 furti in appartamento.

Il modus operandi era sempre molto simile e prevedeva una vera e propria azione militare. I cinque malviventi giungevano in auto nei pressi del caseggiato individuato, in genere appartamenti momentaneamente disabitati, effettuavano una rapida ricognizione della zona simulando una passeggiata, quindi uno di loro in pochi minuti scassinava un infisso. Una volta avuto accesso all'appartamento, alcuni svolgevano la funzione di palo, mentre gli altri si impossessavano rapidamente di denaro e gioielli. L'azione durava non più di 5 minuti. L'attività investigativa ha riguardato anche il monitoraggio dei profili Facebook degli indagati, i quali dopo i colpi erano soliti postare foto della refurtiva come vanto, hanno spiegato gli inquirenti

Le indagini sono state svolte con intercettazioni telefoniche, ma soprattutto con pedinamenti, appostamenti, analisi dei tabulati telefonici e delle celle radio-base, raffronti con filmati delle telecamere di sorveglianza. Durante l'operazione sono stati rinvenuti e sequestrati: 41mila euro, 4.750 yuan cinesi, vari smartphone, 20 orologi, di cui tre Rolex e un Cartier, due iPhone e due Ipad, vari oggetti in giada e gioielli di varia fattura, tra cui due fedi nuziali.