«Pressing sul Palazzo, c'è ancora molto da fare»

C'è gran fermento nel mondo della nautica. La ripresina restituisce alle imprese fiducia e ottimismo. E i saloni d'autunno, l'ultimo dei quali appena concluso a Fort Lauderdale (Florida) - «Decisamente la più importante rassegna al mondo», a sentire Carla Demaria, presidente di Ucina-Confindustria Nautica - confermano l'uscita dal tunnel. E martedì prossimo il grande circus della nostra filiera nautica si trasferirà in blocco ad Amsterdam per partecipare alla più grande rassegna dell'accessorio: il Mets (Marine Equipment Trade Show) in programma dal 17 al 19 novembre.Presidente, la partecipazione delle imprese italiane al Mets è da record. Il settore è davvero fuori dalla crisi?«La ripresa c'è, si percepisce. Ma siamo sempre molto cauti. Non è un caso, tuttavia, se anche ad Amsterdam saranno presenti 206 aziende italiane, 66 delle quali hanno aderito alla collettiva organizzata da Ucina con il supporto del ministero dello Sviluppo Economico e in collaborazione con l'Agenzia Ice. Il nostro è il primo gruppo straniero per numero di espositori, e questo non è un dettaglio di poco conto. Anche il comparto dell'accessorio presenta prodotti ineguagliabili, di altissima qualità e tecnologia, prodotti che poi rivediamo sugli yacht di tutto il mondo. Mi permetto di sottolineare, ancora una volta, la sensibilità dell'Agenzia Ice nei confronti del nostro settore. Proprio in occasione del Mets 2015, infatti, Ice si accollerà il 25% della quota di partecipazione alla rassegna di ciascuno dei soci che hanno aderito alla collettiva».Proprio ieri il Senato ha approvato le proposte Ucina per il «fine vita» degli scafi e il riuso della vetroresina. «Ovviamente soddisfatti del risultato. È stata accolta la nostra visione del problema che riguarda il fine vita delle imbarcazioni, basata su principi di economia circolare e quindi di trasformazione e recupero, non solo di semplice risposta con azioni di smaltimento. Sarà un caso, ma lunedì prossimo ad Amsterdam aprirò i lavori della conferenza The Future of Yacht Recycling. Tra i relatori anche Roberto Perocchio, presidente del settore Turismo Nautico Ucina, e Antimo Di Martino, nostro delegato per l'ambiente. Ricordo che la tavola rotonda si svolgerà sotto l'egida di Icomia».Tuttavia il fronte politico rimane aperto con altri dossier non meno importanti.«Ucina è impegnata, già prima della pausa estiva, per la conferma dell'Iva al 10% sugli ormeggi a breve. Proprio nei giorni scorsi è stato depositato un emendamento alla Legge di Stabilità. Si tratta di un provvedimento che nella scorsa stagione ha registrato un +4% dei contratti. Abbiamo aperto un tavolo alle Dogane - per risolvere alcune questioni legate ai bunkeraggi, alle procedure di esportazione e alle garanzie per le unità extra Ue in refitting - e un altro all'Agenzia delle Entrate per la prestazione delle garanzie collaterali. Ricordo che dal 2011 abbiamo ottenuto 28 interventi legislativi; 18 circolari; la modifica del Redditometro; il Bollino Blu per i controlli in mare; l'approvazione del nuovo Codice della Nautica per il quale siamo ancora in attesa dei decreti; la riforma dei titoli professionali; il regolamento sulle concessioni demaniali in Lombardia - con la sterilizzazione dell'aumento dei canoni - la cancellazione di una proposta di imposizione sui natanti e l'esclusione del divieto di accesso nelle aree marine protette per le navi da diporto (decreto Clini-Passera). Una mole di lavoro immensa che non ci appaga, ma ci spinge a fare sempre meglio a difesa degli interessi di tutta la filiera nautica».Si avvicina il 31 dicembre: scade un'altra concessione importante: la Darsena della Fiera di Genova. «C'è un grande dibattito in corso. E anche parecchia confusione. Noi abbiamo chiesto il rinnovo di quattro anni più quattro. Vedremo. Tuttavia un po' di chiarezza, e qualche certezza, ci consentirebbe di programmare meglio le nostre iniziative e, soprattutto, di capire in quale direzione indirizzare i nostri investimenti. Dirò di più: in ultima analisi ci garantiscano almeno l'utilizzo della Darsena due o tre volte l'anno, a seconda delle nostre necessità. Per il resto - polemiche e guerre fratricide comprese - senza voler fare la maestrina a tutti i costi, prendo in prestito un famoso motto latino: faber est suae quisque fortunae». A buon intenditor...