Non solo l'Amazzonia, altri episcopati vogliono i preti sposati

Dopo il Sinodo panamazzonico si discute del futuro della Chiesa cattolica: i "preti sposati" potrebbero divenire realtà anche altrove

Il motivo per cui i cattolici conservatori temono che il Sinodo panamazzonico possa costituire uno spartiacque storico è presto detto: i preti sposati potrebbero non rimanere una prerogativa dei territori d'interesse del Sinodo. Finché si parla di coprire le esigenze pastorali di una zona di mondo del tutto particolare come l'Amazzonia, dove i sacerdoti sono proprio difficili da rintracciare e dove gli indigeni posseggono comunque un diritto a poter ricevere la parola di Gesù, è un conto. Ma quando a presentare domanda per la medesima riforma saranno episcopati europei, africani, asiatici ed americani, allora cosa accadrà?

Il quesito circola dalla scorsa estate. Se non altro perché è già attuale. Basti pensare al concilio interno dei vescovi tedeschi, che si sono riuniti a Fulda prima ancora che i padri sinodali arrivassero a Roma. Il cardinale Reinhard Marx, vertice teutonico dell'equivalente della nostra Cei, non è in disaccordo con la gestione laica dell'amministrazione sacerdotale, anzi. E i laici che dicono messa sembrano pronti ad esordire anche nell'Europa settentrionale, dove lo stato di salute delle realtà ecclesiastiche si distingue per la crisi numerica. In Olanda, per esempio, dove c'è anche un problema relativo al complesso di parrocchie che vengono chiuse. Basta sovrapporre le realtà ecclesiastiche progressiste alla crisi vocazionale: il gioco è fatto. Si ha uno spaccato abbastanza composito, tramite cui individuare esponenti di spicco che hanno a cuore la svolta sui preti sposati. Un'elencazione geografica è stata approfondita su Il Messaggero, attraverso un articolo riportato pure su Dagospia.

Australia, Germania, America del Sud: consessi buoni per vedere se l'estensione del sacerdozio sia destinata o no a restare un'eccezione. Papa Francesco, a dire il vero, non ha mai considerato l'ipotesi di far sì che i cosiddetti preti sposati divengano una prassi. Ma i commentatori, specie quelli critici sul pontificato odierno, hanno spesso evidenziato come gli ultra-progressisti abbiano intenzione di provare a convincere il Santo Padre. Quando si parla di "cerchio magico" di Jorge Mario Bergoglio ci si riferisce anche a questo. Da una "exceptio amazzonica" a un elemento consolidato, la traversata è lunga: ma qualcuno, anche ad alti livelli, ha già iniziato a camminare.

Commenti

killkoms

Lun, 28/10/2019 - 15:36

molti potrebbero essere meglio di quei "padri" senza prole che vedono solo i sedicenti migranti nemmeno cristiani!

ohibò44

Lun, 28/10/2019 - 18:10

Come si può sostenere che la dottrina di Crista si possa amministrare non in base ai principi di uguaglianza da Lui dettati bensì in base a latitudine, longitudine, geopolitica e fabbisogni ecologici?

parmenide

Lun, 28/10/2019 - 20:54

E' indubbio che entreranno dalla finestra per poi, una volta introdotti, aprire le porte di casa , quelle porte che prima si dischiudevano a chi aveva seguito un lungo percorso di maturazione e di testimonianza di sè attraverso la fede. Erano questi gli eunuchi per il regno dei cieli. Ora la commedia è finita , credo per sempre, almeno con le sue, caratteristiche teo-antropologiche millenarie. Avremo preti sposati, preti divorziati, preti separati pronti a saltare per convenienza sul carro di amazzonica ispirazione " pecuniae causa " Non c' è soluzione se non l' allontanamento del gaucho ( utopia) con il grosso rischio di cadere in mano ad incipriati grassi signori vestiti di rosso alla Bertone per capir o a progressisti alla moda