La prevenzione per gli islamici: simpatizzanti jihadisti a lezione

Tra i partecipanti al convegno “Il terrorismo e la violenza, cause e strategie di prevenzione” erabi presenti Ezzedin Elzir (presidente UCOII), Souhair Katkhouda (presidente dell’Associazione Donne Musulmane in Italia nonché suocera di Sumaya Abdel Qader, la consigliera comunale meneghina eletta nella lista Sala) ed altri elementi legati all’islamismo politico ritenuto vicino all’ideologia dei Fratelli Musulmani

Lo scorso 26 ottobre si è svolto a Roma, presso il Dipartimento di Storia Cultura Religioni dell'Università La Sapienza di Roma, il settimo seminario dell’associazione islamica italiana Imam e Guide Religiose dal titolo “Il terrorismo e la violenza, cause e strategie di prevenzione”.

La pagina Facebook dell’associazione forniva alcuni dettagli sull’evento e rendeva noto che “Il seminario è stato senza dubbio un passo positivo e importante per l'impegno dimostrato da parte di tutti per costruire un modello italiano basato sulla fiducia reciproca e sulla collaborazione al fine di affrontare i problemi e le difficoltà dell’attuale fase storica. Siamo pertanto fiduciosi che il lavoro che seguirà darà i suoi frutti positivi per il bene del Paese che è il bene di tutti”.

Tra i partecipanti erano presenti Ezzedin Elzir (presidente UCOII), Souhair Katkhouda (presidente dell’Associazione Donne Musulmane in Italia nonché suocera di Sumaya Abdel Qader, la consigliera comunale meneghina eletta nella lista Sala) ed altri elementi legati all’islamismo politico ritenuto vicino all’ideologia dei Fratelli Musulmani.

Tra i relatori non sono è mancato Stefano Allievi, docente dell’Università di Padova che lo scorso 21 agosto, durante il sesto seminario scientifico per gli imam e i responsabili dei centri islamici, organizzato dall’Associazione Italiana Imam e Guide Religiose alla moschea di Verona, aveva invitato gli islamici a inserirsi nelle istituzioni: “…giovani delusi entrino, facciano lo sforzo come i nostri, di entrare in istituzioni deludenti, la politica, l’arma, l’esercito, i carabinieri, la marina…”.

Poco dopo suggeriva all’audience di mandare alle trasmissioni giovani musulmani che sanno molto bene l’italiano, spiegando che in questo modo i giornalisti, che hanno l’obiettivo di “fregarli” non ci riescono. Il docente aggiungeva poi: “Posso dirlo, ma siamo in una moschea, non posso usare delle parolacce, certo che alcuni giornalisti sono delle sporche carogne, però bisogna andarci, io sono per andarci. Semmai il sacrificio che va chiesto alle leadership attuali, lo dico un po’ così mettendo i piedi nei piatti vostri con delicatezza, è che ci vada chi è preparato, non chi, solo perché è qua da trent’anni, crede di esser preparato”. Tutto è stato ripreso e documentato in un filmato.

Tra gli organizzatori e relatori c’era anche Aboulkheir Breigheche, portavoce dell'Associazione Islamica Italiana degli Imam e delle Guide Religiose, che mesi fa aveva ufficialmente invitato il predicatore radicale Tareq Suwaidan in Italia, da lui definito “persona illuminata, aperta, moderata”.

Tra le predicazioni di Sawaidan spicca quella che lo ha reso famoso, nell'aprile del 2009. In una cittadina francese, infatti, profetizzò la conquista di Roma da parte di un Califfato e indicò "Maometto" come "modello dell'umanità". Non solo. Invitava i presenti a fare il possibile per portare a compimento la profezia contenuta negli hadith della sottomissione dell'Urbe all'Islam. Dure anche le parole contro Israele: "Tutte le madri della comunità islamica - diceva - dovrebbero allattare i propri figli con l'odio verso i figli di Sion. Li odiamo, sono i nostri nemici. Dobbiamo istillare questo nei cuori dei nostri figli sino a che sorga una generazione che li cancellerà dalla terra".

Breigheche è presidente della Comunità Islamica del Trentino-Alto Adige, è tra i fondatori dell'Ucoii, è stato presidente dell'Alleanza Islamica in Italia, che rappresenta ufficialmente i Fratelli Musulmani essendo membro della Federazione delle Organizzazioni Islamiche in Europa (Fioe).

Breigheche appariva poi in una foto scattata in un centro islamico di Trento assieme a Ismar Mesinovic e Munifer Karamaleski, due foreign fighters balcanici partiti per la Siria (il primo deceduto in combattimento nel gennaio 2014). Mesinovic aveva strappato il figlio di due anni alla moglie e lo aveva portato in Siria assieme a lui. In seguito alla morte del jihadista, il piccolo veniva riconosciuto dalla madre in alcune foto dove era a passeggio assieme a un jihadista armato. Nella medesima foto comparivano anche Anass Abu Jaffar, predicatore marocchino residente nel bellunese, molto vicino ai due balcanici, “sfiltrato” in Marocco poco dopo l’emergere del caso Mesinovic.

Aboulkheir Breigheche finiva anche citato in un pezzo del sito russo Kavkazpress che si occupa di antiterrorismo, in seguito ad alcuni suoi post sull’intervento russo contro i jihadisti, che per alcuni sono invece “ribelli moderati”.

In alcuni suoi post affermava: “La Russia di oggi non è tanto diversa dall’Unione Sovietica che appoggiava il terrorismo. Adesso vuole regalare ai siriani la bomba atomica. E il mondo reagisce come se fossero caramelle. Oggi una chiara alleanza tra da una parte la Russia, il regime siriano di Assad e l’Iran e dall’altra parte la loro creatura ISIS. Due sole prove: bombardare la vera opposizione al regime criminale e permettere all’ISIS di avanzare e occupare territori strategici e comprare dall’ISIS stessa petroli, gas e ultimamente elettricità”. Chissà se si riferiva agli stessi ribelli che pochi giorni fa hanno attaccato Aleppo ovest con le bombe al cloro?

Commenti

venco

Mar, 01/11/2016 - 14:24

Sapere che questi sono venuti tutti clandestini illegali, anche se poi alcuni sono stati regolarizzati.