In Puglia rito civile per due sposi islamici

Non una moschea il luogo del rito, ma il palazzo del Comune

"Di ogni cosa creammo una coppia, affinché possiate riflettere" dice il Corano, il libro sacro dell'islam, sul matrimonio. Probabilmente a questa frase si rifanno tutti i musulmani che vogliano unirsi in matrimonio nel rispetto delle antiche scritture. Ma oggi il matrimonio è cambiato anche per i credenti di fede islamica e, oltre al rito religioso, ci si può sposare anche con un rito civile.

Così, ieri, ad Andria, nel barese, hanno convolato a nozze Savino Leone, pugliese e Mireille Felicia, olandese di origine indonesiana, entrambi di 46 anni e, soprattutto, entrambi musulmani.

La sede del matrimonio non una moschea, ma il Palazzo di città, il Comune. Al posto dell'imam, un consigliere comunale su delega del sindaco. Già, perché Savino e Mireille, dopo essersi sposati un anno fa con rito religioso, hanno deciso di sposarsi con un rito civile.

Lui consulente aziendale, lei psicologa, tutti e due seguaci della corrente sufi, la dimensione più mistica dell'Islam, quella non sempre vista di buon occhio dagli altri musulmani ortossi, in quanto ne sospettano una deriva antinomistica.

Ma nel giorno più bello come non pensare all'abito da sposa? Come si vede nella foto del giornale on line "AndriaViva", lei indossa un vestito bianco con dei disegni floreali e un velo in testa, lo hijab come previsto dall'Islam. E poi le fedi e un "Si" nel rispetto del codice civile italiano.