Quando la burocrazia congela la solidarietà

Anche nel 2012, quando l'Emilia-Romagna venne colpita dal terremoto, si attivò la macchina della solidarietà ma fu ritardata dalla burocrazia

Cinque mesi di congelamento. Soldi bloccati dalla burocrazia, fermi su un conto corrente per colpa dei protocolli. La solidarietà degli italiani è congelata dal mese di agosto. Più di 28 milioni di euro donati via sms o con bonifico alla Protezione civile sono nel cassetto. "La raccolta di fondi da parte del Dipartimento della Protezione Civile è disciplinato da un protocollo d'intesa preesistente agli eventi sismici approvato con decreto dal capo del dipartimento n. 3903 del 17 ottobre 2014, tra il suddetto dipartimento e gli operatori della telefonia e della comunicazione che vi hanno aderito. Gli operatori si sono impegnati a versare le somme raccolte in favore del Dipartimento sul conto infruttifero aperto presso la Tesoreria centrale dello Stato. Ai sensi della legge le donazioni raccolte confluiscono nella contabilità speciale intestata al Commissario straordinario per la ricostruzione (l'ex governatore Pd Vasco Errani, nominato da Renzi, ndr) e aperta presso la Tesoreria dello Stato. Al termine della raccolta delle donazioni che è tuttora in atto le somme saranno trasferite ai fini della realizzazione di interventi per la ricostruzione dei territori colpiti. Il commissario alla ricostruzione informerà ovviamente il comitato dei garanti, quindi è esclusa ogni utilizzazione a fini emergenziali", ha spiegato in burocratese il ministro per i rapporti col Parlamento, Anna Finocchiaro.

Ma non è la prima volta che succede. Anche nel 2012, quando l'Emilia-Romagna venne colpita dal terremoto del 20 maggio, si attivò la macchina della solidarietà. Vennero raccolti circa 15 milioni di euro, eppure sempre cinque mesi dopo non era ancora arrivato un centesimo ai terremotati. "Purtroppo l'iter non si può comprimere più di tanto, se si vuole assicurare trasparenza", disse il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli. Che poi precisò meglio il funzionametno delle donazioni: "I vari gestori, prima di versare alla Tesoreria dello Stato l'importo corrispondente degli sms, devono effettivamente incassarne la cifra. Io posso anche inviare un messaggio ma se poi per qualche ragione non lo pago, il gestore non versa".

Commenti

Lapecheronza

Ven, 20/01/2017 - 11:23

"I vari gestori, prima di versare alla Tesoreria dello Stato l'importo corrispondente degli sms, devono effettivamente incassarne la cifra. Io posso anche inviare un messaggio ma se poi per qualche ragione non lo pago, il gestore non versa". I soldi donati, vengono detratti da un credito già disponibile oppure dalla fattura che viene inviata ogni bimestre. Se questa fattura non viene pagata non ci saranno i due €, ma viene chiusa anche l'utenza. Su 15 milioni di € donati, ci sono svariati milioni di insolventi e per verificarlo 5 mesi non sono sufficienti ? Ma siamo ai confini della realtà ?

Ritratto di semperfideis

semperfideis

Ven, 20/01/2017 - 11:28

Non riescono a capire che dopo l'Emilia si sarebbe dovuto accelerare i tempi ....e 28 milioni di Euri sono fermi....magari in qualche banca amica...che fa fruttare gli interessi x conto Loro ...Andremo a votare prima o poi e fra il dissesto banche il disseto Fornero il Dissesto della boldrini..LI MANDEREMO A CASA COME COL REFERENDUM....

Una-mattina-mi-...

Ven, 20/01/2017 - 11:40

SE ERANO PER GLI AFRICANI I SOLDI ARRIVAVANO PRIMA DI PARTIRE

Martinico

Ven, 20/01/2017 - 12:41

Tutta questa vergogna non fa altro a sfiducia tutti i generosi donatori. Insomma lo Stato non è in grado di risolvere economicamente le tragedie e le colletto degli Italiani vengono bloccati nei conti bancari dove fruttato non poco. Possiamo mai andare avanti così?

lavieenrose

Ven, 20/01/2017 - 13:39

Come ho fatto bene a dare direttasmente ai miei operaio in viaggio per l'Abruzzo come volontari i soldi raccolti in azienda. Li daranno direttamente in loco a chi ha bisogno (su consiglio dei colleghi ai bimbi).