Quei presagi di un altro autunno nero

Con il referendum costituzionale di novembre e con il «Sì» sempre più incerto nonostante gli spot di mamma Rai, meglio tergiversare

Giuliano Amato e Matteo Renzi non hanno molto in comune: l'uno insigne giurista e sodale di Craxi, l'altro venuto dalla gavetta e amico di se stesso, Dottor Sottile per definizione il primo, Rottamatore per antonomasia il secondo. Eppure l'ultima parte dell'anno che ci aspetta ha diversi punti di contatto con l'autunno nero del 1992, ai tempi di Giuliano premier: gli scenari erano diversi perché si veleggiava nell'era della liretta e delle svalutazioni competitive della moneta, ma già allora bisognava fare i conti con un'Europa inflessibile.

A quei tempi il Vecchio continente era sotto la spada di Damocle del referendum in Danimarca, con il rischio che un «No» alla ratifica del Trattato di Maastricht potesse diventare un boomerang per tutti gli altri soci dell'Unione. Ora stiamo, invece, subendo i contraccolpi della Brexit che, con il voto di giugno, ha messo fuori dal club europeo la perfida Albione: adesso c'è del marcio in Inghilterra. È anche vero che nel 1992, tanto per cambiare, il bastimento tricolore navigava a vista sul fronte del debito pubblico cresciuto al 105,2% del Pil e con il fabbisogno che continuava a salire a ritmo esponenziale. Nel 2016 il rapporto è sceso al 90,7%, ma restiamo ugualmente il fanalino di coda della Ue dopo la famigerata Grecia. E, last but not least, 24 anni fa eravamo poco considerati a Bruxelles così come nel 2016, con l'aggravante che siamo, adesso, ingabbiati nella camicia di forza dell'euro e che non abbiamo, quindi, alcuna libertà di manovra. Proprio il professor Amato ricorse a una maxi-svalutazione della lira che venne bistrattata da tutti, ma che, in realtà, con il senno di poi, servì a ridare un po' di ossigeno e competitività al made in Italy.

All'opposto di oggi, quando Amato era presidente del Consiglio, l'inflazione correva a due cifre: era allarme rosso, ma Palazzo Chigi ebbe il coraggio, per cercare di salvare il salvabile, di imporre una «patrimoniale» del 6 per mille sui depositi bancari e postali. Il professorino spiegò in tv come quello fosse l'amaro calice che dovevamo, purtroppo, bere per impedire che l'Azienda Italia finisse in bancarotta. A sentir Renzi, invece, oggi fila tutto liscio come l'olio, ma i numeri parlano chiaro: se l'inflazione a due cifre sembrava il peggiore dei mali, anche l'attuale deflazione è un macigno sul nostro futuro. Con le imprese che non assumono e licenziano, le banche sempre più in crisi e con i tassi d'interesse a quota sotto zero, rischiamo, addirittura, di rimpiangere la stagione dei prezzi galoppanti. Se Amato impose il prelievo sui depositi, noi finiremo per averne uno in forma indiretta perché gli istituti di credito dovranno, prima o poi, farsi pagare dai correntisti per la custodia della liquidità rimasta. Ecco, se vogliamo, la situazione rischia, per certi versi, di diventare persino più seria di quella registrata un quarto di secolo fa: allora le banche, tranne qualche eccezione, erano in buona salute e il governatore della Banca d'Italia, Carlo Azeglio Ciampi, dette una bella mano ad Amato, mentre l'attuale numero uno di Palazzo Koch, Ignazio Visco, sembra ospite fisso della rubrica televisiva «Chi l'ha visto?».

Se il Dottor Sottile ebbe il coraggio di imporre, oltre alla patrimoniale, anche una manovra correttiva di 93mila miliardi di vecchie lire, Renzi, invece, usa la sottigliezza di restare nel vago a proposito della manovra finanziaria in cantiere per l'autunno. Con il referendum costituzionale di novembre e con il «Sì» sempre più incerto nonostante gli spot di mamma Rai, meglio tergiversare. Da tempo gli economisti sostengono la necessità di consistenti sgravi fiscali per rilanciare l'industria ed il commercio, ma il premier deve fare anche i conti con Bruxelles che sta già chiudendo un occhio con il debito che ci ritroviamo.

Ho un brutto presentimento: non è che al posto della sospirata ripresa tante volte annunciata da Renzi, ci becchiamo un autunno nero-bis?

Commenti

grossvenediger

Gio, 18/08/2016 - 17:14

"Nel 2016 il rapporto è sceso al 90,7%, ma restiamo ugualmente il fanalino di coda della Ue dopo la famigerata Grecia". Attenzione, il rapporto 90,7% dell'articolo si riferisce alla zona euro, non all'Italia, che ha un rapporto del 132,7% (dati 2015 v. articolo Sole 24 ore del 21.04.16).

uomomare

Gio, 18/08/2016 - 17:31

Renzi resta nel vago come è ormai sua consuetudine, ci riempie di promesse e sorvola sulle questioni scottanti che potrebbero danneggiarlo a livello di popolarità. Basti pensare a come ha architettato la sostituzione dei direttori di rete in Rai in vista del referendum autunnale. Viene da ridere ripensando a quello che i comunisti dicevano di Berlusconi

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il navigante

Gio, 18/08/2016 - 23:08

Ma è da folli incoscienti lasciare in mano a questo ebetino irresponsabile la responsabilità di governare 60 milioni di persone (italiani), accompagnato da altri ebetini e ebetine, irresponsabili come lui. Questo non sa dirigere neanche un Bar. Come si può uscire da una situazione cosi grave con questi bambocci che giocano a fare i politici. Ma c'è ancora in Italia qualcuno che abbia amore per questo maltrattato Paese?

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Leonida55

Gio, 18/08/2016 - 23:19

Renzi - game over

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RindoGo

Gio, 18/08/2016 - 23:21

Grazie, grossvenediger, stavo sclerando perché non capivo da cosa era estrapolato il dato. Evitiamo di snocciolare cifre se non sono comparative degli stessi parametri.

GMfederal

Ven, 19/08/2016 - 00:04

Itaglioti lo volete ancora?!

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02121940

Ven, 19/08/2016 - 00:46

L'esito del referendum è scontato: vincerà il NO, anche con i voti della sinistra anti-Renzi. Si è letto di un deprecabile intervento quirinalizio volto a rassicurare Renzi che il Presidente non scioglierà comunque il Parlamento, mentre Renzi ha cominciato a rimangiarsi le annunziate dimissioni in caso di bocciatura popolare della porcheria costituzionale predisposta dalla sua ministra. In ogni caso, se non sbaglio, non esiste una legge elettorale subito applicabile. Si annunzia quindi un autunno nero per un governo che sta sprofondando nel ridicolo mentre il bel paese rischia di veder crollare definitivamente la sua credibilità internazionale. Sappiamo chi dovremo ringraziare, ma comunque sia almeno uno ce lo dovremo tenere, essendo per legge irresponsabile e inamovibile. Così è se vi pare,

Franco40

Ven, 19/08/2016 - 06:28

Il problema di fondo è il fatto che in Italia è quasi vietato intraprendere e produrre ricchezza (lo Stato e sua Burocrazia frenano tutto). La distribuzione della ricchezza poi è fatta molto male, troppi aiuti a chi non lo merita (ora anche ai migranti). Sembra di essere ritornati indietro di 2.400 anni, alla caduta ossia della democrazia greca di Pericle, quando in una piccola città come Atene circa 20.000 ateniesi avevano un sussidio di due Dracme e ne chiedevano sempre di più. Sappiamo come è andata a finire (leggere Platone). Cosa può fare il povero Renzi? nulla secondo me come nulla farebbe qualsiasi altro Premier in Italia. Il settembre sarà scuro ma l'inverno sarà nero. Leggere gli ultimi articoli del FT per rendersene conto.

Ritratto di leoni_da

leoni_da

Ven, 19/08/2016 - 06:45

2pensionati;da anni le nostre tasse nnuali variavano da 900 a 1000 €. Quest'anno abbiamo pagato 1400..... + tutte quello dovuto per i servizi..... non siamo piu' alla frutta ma oltre....

abocca55

Ven, 19/08/2016 - 07:32

Sono mesi che gufate contro renzi e quindi a danno dell'Italia.

Iacobellig

Ven, 19/08/2016 - 07:36

...IL PRIMO COME LA GRAN PARTE DEI POLITICI CONCLUDERANNO LA LORO ESISTENZA CON UNA VALANGA DI SOLDI E PENSIONI "RUBATI" AGLI ITALIANI, IL SECONDO CHE CERCA DI ARRIVARE ALLO STESSO PUNTO CON ARROGANZA INCAPACITÀ E ABUSIVAMENTE. ENTRAMBI IN COMUNE, NON CONOSCONO LA VERGOGNA! UNO SCHIFO PIÙ ALTO CHE SI POSSA PENSARE.

semprecontrario

Ven, 19/08/2016 - 07:57

il pallonaro non si smentisce mai meno male che a ottobre va fuori dai coglioni